Abruzzo bellissimo, Costa dei Trabocchi: 60 km in bici sul mare

2 giugno 2026 - 9:00

Una ciclovia che segue la Costa dei Trabocchi tra mare e borghi storici. Un itinerario da non perdere per gli amanti della bicicletta: 60 chilometri lungo il litorale compresi tra Francavilla al Mare e San Salvo, nel cuore della costa adriatica

si trova Via Verde, 60 chilometri in bici sulla Costa dei Trabocchi

La Via Verde è un viaggio lungo la Costa dei Trabocchi sa di onde e di salsedine.

Un litorale inprovincia di Chieti divenuto celebre per quegli scorci che mostrano un Adriatico selvaggio e quanto mai legato ai suoi tratti rurali e marinari.

Protagonisti indiscussi del paesaggio sono i trabocchi e i panorami narrati dal poeta Gabriele d’Annunzio nei suoi scritti, lui che su questa costa nacque e visse una parte della sua vita.

L’itinerario cicloturistico da Francavilla fino a San Salvo

Scorci su acque limpide e alte scogliere da un lato; verdi colline, piccoli borghi e un patrimonio storico-culturale unico dall’altra.

Il nostro filo d’Arianna sarà proprio la costa con le sue geometrie varie e discontinue, dolci e sabbiose, alte e frastagliate, custodi di una straordinaria biodiversità.

Partiamo da Francavilla al Mare, la porta della Costa dei Trabocchi per chi proviene da Pescara.

Ph.: Gettyimages/ElioTo

Dal suo lungomare sabbioso si stagliano in lontananza i profili del Gran Sasso e della Maiella, mentre nel centro storico il Palazzo Sirena si protende verso l’Adriatico con la sua particolare struttura a torre.

Dal mare è un attimo giungere alla Civitella, l’antico nucleo medievale della città.

Qui, tra le viuzze e ciò che rimane dei torrioni difensivi, si erge la cattedrale di Santa Maria Maggiore.

E il convento domenicano che ospita il Museo Michetti, dove ogni anno si svolge un omonimo premio dedicato all’arte contemporanea.

Sono infatti questi i luoghi del pittore Francesco Paolo Michetti che sul finire dell’Ottocento scelse Francavilla per sviluppare la sua arte.

Ortona: uno dei più antichi porti dell’adriatico

Da Francavilla al Mare raggiungiamo Ortona, un centro marinaro di antichissima origine.

A nord il Parco Le Dune conserva un ambiente dove piccoli arbusti spezzano la monocromia della sabbia, mentre poco oltre la costa sulle rocce di arenaria si trova l’area protetta dei Ripari di Giobbe.

Ortona venne scelta dalla popolazione italica dei Frentani come sbocco sul mare.

Nel 1127 fu costruita la Cattedrale di San Tommaso Apostolo, dove vengono conservate le spoglie del Santo, mentre trecento anni più tardi fu la volta del Castello Aragonese.

Ph.: Gettyimages/ElioTo

I pur maestosi edifici poco poterono contro la furia dei bombardamenti della Seconda Guerra Mondiale.

Nel 1959 Ortona venne insignita della medaglia d’oro al valore civile per le perdite subite.

Le testimonianze di questo tragico periodo sono raccolte nel Museo della Battaglia.

Un silenzio solenne aleggia anche nel cimitero di guerra che raccoglie le spoglie di oltre 1600 militari del Commonwealth britannico – in maggioranza canadesi caduti in battaglia nel dicembre 1943.

Si continua verso la Riserva Naturale di Punta dell’Acquabella.

Le macchie di pino gettano quasi le proprie radici nelle acque limpide del mare.

Ergendosi su un verde crinale, il centro storico di San Vito scruta il mare già dall’epoca romana.

È il paese delle ginestre, come lo definiva Gabriele d’Annunzio, arroccato sul suo sperone roccioso e inciso nel centro storico dal corso che conduce al belvedere Marconi.

La vista spazia fin sul Gargano e le Isole Tremiti.

Qui nacquero i primi trabocchi nel XVIII secolo e in particolare il trabocco di Punta Turchino, forse il più famoso di tutti.

È descritto da Gabriele d’Annunzio nel Trionfo della Morte, distrutto da una mareggiata nel 2014 e rinato in seguito a un restauro per tornare a far vedetta a questo spicchio selvaggio d’Abruzzo.

Alle sue spalle, Villa Italia, l’Eremo dannunziano che ospitò il Vate nell’estate del 1899 e che lo ispirò nella scrittura delle sue opere.

La costa prosegue a sud della Marina tra lunghe spiagge incontaminate: Calata Turchino, la spiaggia di Rocco Mancini e Valle Grotte.

Sempre costeggiando il mare si incontra Vallevò con i suoi sentieri verso il mare e i trabocchi di Punta Tufano e del Sasso della Cajana.

Arriviamo a Rocca San Giovanni, un borgo medievale arroccato su un colle a 155 metri sul livello del mare, immerso in un panorama tra mare, vigne e agrumeti.

Percorrendo il corso giungiamo all’ampia terrazza panoramica.

La Riserva delle Farfalle e la lecceta di Torino di Sangro

Nello stretto corridoio tra alture e litorale, si trova la Riserva Naturale Grotta delle Farfalle.

Tutela fossati e torrenti e alcune grotte naturali.

Il nome è nato perché tradizione popolare vuole che in alcuni periodi dell’anno queste cavità diventino dimora per migliaia di farfalle.

Giungiamo sull’ampio sagrato dell’Abbazia di San Giovanni in Venere.

Ph.: Gettyimages/ElioTo

Siamo ormai nel territorio comunale di Fossacesia, un altro borgo sulla foce del fiume Sangro.

Seguendo l’antica linea Gustav, tracciata dai tedeschi durante la Seconda Guerra Mondiale, la pista incrocia uno spettacolare tratto della Ciclovia Adriatica che qui ricalcherà il percorso che costeggia il mare dell’antica ferrovia.

Nel centro storico la cinquecentesca Chiesa di San Salvatore, mentre poco fuori dal centro abitato si trova il cimitero di guerra inglese, dove sono raccolte le spoglie di 2600 soldati che persero la vita nelle battaglie del Sangro.

Alle spalle della Marina si sviluppa la Lecceta di Torino di Sangro, 175 ettari che raccolgono le specie più tipiche della macchia mediterranea.

Tra cerri, ornielli e roverelle, trovano dimora le testuggini terrestri.

Sempre seguendo la costa entriamo nel comune di Casalbordino, borgo di origine medievale che sorge su un colle di fronte al mare.

Ci inoltriamo presto in una delle aree protette più belle della costa: Punta Aderci, un promontorio roccioso dove la vegetazione si getta letteralmente in mare.

Sempre scendendo, le rocce si fanno via via più dolci fino alle dune sabbiose di Punta Penna, dominate dall’occhio severo dell’antico faro.

Vasto: città dalle antiche origini

Siamo ormai a Vasto, città di origini antichissime che domina l’omonimo golfo.

Il nostro viaggio nel tempo continua verso il Rinascimento quando incontriamo il Palazzo d’Avalos con il suo splendido giardino alla napoletana, antica residenza dei marchesi di Vasto.

Ph.: Gettyimages/LucaLorenzelli

Ormai immersi nel fascino dell’architettura vastese, ecco pararsi dinanzi la vera perla della città.

La Loggia Amblingh, una passeggiata che è un continuo belvedere sulla costa, giù in basso, là dove la terra curva dolcemente verso est abbracciando l’Adriatico.

Il curioso nome della Loggia si deve al comandante Guglielmo Amblingh, un militare austriaco che si trasferì da Graz a Vasto agli inizi del 1700.

Innamoratosi del luogo, acquistò diverse abitazioni proprio lungo la celebre passeggiata che prese così il suo nome.

Vasto è città di arte e cultura: ospita il Museo Civico, il Museo Archeologico e la Pinacoteca, oltre alla Cattedrale trecentesca di San Giuseppe e al Teatro Rossetti, uno dei primi d’Abruzzo.

Riscendendo verso la Marina con il suo ampio lido, scorgiamo la destinazione finale del nostro viaggio: San Salvo.

Una lunga spiaggia di sabbia fine custodisce un biotopo costiero che conserva un prezioso ambiente dunale, mantenendo intatta la sua vegetazione spontanea.

Risaliamo dalla Marina al borgo, dove recentemente sono venuti alla luce importanti reperti archeologici testimoni dell’impianto romano del paese, su cui fu poi edificato il successivo nucleo medievale.

Qui troviamo il Parco Archeologico del Quadrilatero, un sistema di musei e aree archeologiche che raccoglie la lunghissima storia di San Salvo, dall’età arcaica del VI secolo a.C al periodo medievale.

 

Informazioni utili

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