Camminare col caldo e non sentirsi male? 9 trucchi rinfrescanti
Le belle giornate di sole fanno venire voglia di camminare, ma con il caldo possiamo farlo? Ecco 9 modi per godersi una passeggiata freschi e rilassati anche d'estate
Camminare col caldo: 9 modi per godersela senza sentirsi male
Le belle giornate di sole, la voglia di scoprire posti nuovi e rilassarsi: con l’estate torna la vogliadi camminare.
Il caldo però può rappresentare un rischio.
Non parliamo dell’opportunità o meno di camminare a mezzogiorno sotto il solleone: spoiler, non si fa.
Parliamo di come godersi una camminata senza sentirsi male, quando le temperature aumentano.
Ecco 9 trucchi per farsi una passeggiata anche quando comincia a fare caldo.
1 – Raffreddarsi per camminare: il benessere inizia dai polsi
Prima di cominciare a camminare, applica acqua fresca o impacchi freddi su zone strategiche: polsi, caviglie, nuca, parte interna dei gomiti e dietro le ginocchia.
Si tratta dei cosiddetti “punti di impulso”, dove i vasi sanguigni sono più superficiali: raffreddarli aiuta a diminuire la temperatura e creare una riserva termica.
Ph.: Gettyimages/Zbynek Pospisil
Secondo il Journal of Athletic Training (2015), il pre-raffreddamento può migliorare la tolleranza al caldo e ritardare il senso di affaticamento.
Ma è importante non esagerare: l’acqua deve essere fresca, non gelata, e va usata con buon senso.
Anche nel caso in cui ci si senta particolarmente affaticati, bagnarsi i polsi con acqua è un ottimo rimedio per riprendersi.
2 – Respira dal naso, terrai a bada il caldo
Camminando quando fa caldo, respirare dal naso invece che dalla bocca può sembrare un dettaglio, ma fa un’enorme differenza.
Il naso filtra, umidifica e raffredda l’aria prima che entri nei polmoni, aiutando il corpo a mantenere un equilibrio termico stabile.
Ma non è solo questione fisica: il respiro nasale stimola il nervo vago, attiva la risposta parasimpatica e contribuisce a calmare il sistema nervoso, riducendo la sensazione di stress termico.
Vari studi hanno evidenziato che la respirazione nasale migliora la tolleranza al calore, migliorando la lucidità.
Puoi provarlo facilmente: inspira ed espira solo dal naso, in modo lento e silenzioso, per 2–3 minuti ogni mezz’ora di cammino.
Ti sentirai più centrato, meno affaticato e con la mente più lucida.
3 – Esporsi gradualmente al caldo: l’acclimatazione che salva la vita
Non tutti sanno che il corpo può imparare a tollerare meglio il caldo, proprio come si allena alla resistenza o alla forza.
Bastano 3 – 5 giorni di camminate brevi, di 20 – 30 minuti, quando comincia a fare più caldo, con idratazione attenta, per migliorare la risposta sudoripara e la stabilità cardiovascolare.
L’acclimatazione riduce il rischio di colpo di calore e migliora la capacità di dissipare il calore prodotto.
È una pratica ben documentata negli studi di fisiologia ambientale e utilizzata in ambito sportivo, soprattutto per preparare gare in ambienti caldi e umidi.
Questo non vuol dire ovviamente che bisogna abituarsi al caldo, acclimatandosi tra le 12 e le 14.
Le ore in cui fa più caldo non si cammina, o comunque non sotto il sole.
4 – Cura la tua pelle: è l’organo della termoregolazione
La pelle è l’organo principale della termoregolazione.
Sudare bene – non troppo, non troppo poco – è essenziale.
Ph.: Gettyimages/AleMasche72
Ma una pelle disidratata, irritata o coperta da prodotti occlusivi ostacola questo processo.
Usa creme solari minimali, non comedogene, e dopo la camminata idrata la pelle con aloe vera o oli leggeri naturali (come jojoba o mandorla), che aiutano la pelle a recuperare e a mantenere la sua funzione di scambio termico.
Il film idrolipidico cutaneo ha un ruolo diretto nella qualità dell’evaporazione del sudore e nella dispersione del calore.
Prendersi cura della pelle, quindi, non è una questione estetica, ma di salute: prima, durante e dopo una camminata.
_Come prendersi cura della pelle quando fa caldo
5 – Il potere rinfrescante della bandana umida
Quando fa molto caldo l’istinto è quello di prendere la bottiglia e versarsi in testa dell’acqua.
In realtà, bagnarsi la testa sotto il sole può provocare un’evaporazione rapida, con sbalzi termici sgradevoli.
I rischi, cioè, possono essere maggiori dei benefici momentanei.
Meglio usare una bandana leggermente umida tra la testa e il cappello, che rilasci lentamente l’umidità e mantenga freschi a lungo.
Questa tecnica si ispira a sistemi di raffreddamento passivo, come quelli usati in ambienti desertici, dove l’evaporazione controllata è più efficace e sicura.
E se per millenni queste pratiche sono state usate, ci sarà una ragione.
6 – Non hai sete? Bevi lo stesso
La sete è un segnale tardivo di disidratazione.
E la disidratazione è un pericolo serio.
Quando percepisci la sete, probabilmente il tuo corpo ha già perso più liquidi del necessario.
Il consiglio è semplice: bere poco ma spesso, idealmente ogni 10 – 15 minuti.
La European Hydration Institute suggerisce di bere frequentemente per facilitare la termoregolazione.
Non aspettare di avere sete: la prevenzione è la vera chiave del benessere sotto il sole.
_Tutto quello che c’è da sapere sul rischio disidratazione
7 – Sorpresa: la lana merino è ottima per camminare al caldo
Primo comandamento: il cotone no, no, e poi no.
Questo tessuto trattiene infatti il sudore e, una volta bagnato, crea disagio, ostacolando l’evaporazione che serve a raffreddare il corpo.
Ph.: Gettyimages/LightFieldStudios
Meglio optare per tessuti tecnici traspiranti oppure per lana merino a grammatura leggera, che è naturalmente termoregolante e rimane asciutta più a lungo.
Uno studio dell’International Journal of Sports Physiology and Performance ha dimostrato che i tessuti che favoriscono la dispersione del sudore migliorano il comfort termico anche in condizioni di calore elevato.
_Tutto quello che c’è da sapere sull’abbigliamento per le camminate estive
8 – Fai attenzione a cosa mangi: la cattiva digestione moltiplica gli effetti del caldo
Camminare sotto il sole dopo pasti, soprattutto se pesanti, aumenta la temperatura interna.
Infatti la digestione stessa è un processo termogenico.
Quando il corpo deve scegliere tra digerire o raffreddarsi, va in difficoltà.
È importante pianificare i pasti in modo che siano leggeri, ricchi d’acqua – frutta, verdura, cereali integrali – e poveri di grassi e proteine animali, almeno 90 minuti prima della camminata.
Vari studi dimostrano che la termogenesi indotta dalla digestione può aumentare il carico termico percepito anche del 10%.
Camminare a stomaco leggero ti farà patire meno il caldo ed eviterà spiacevoli inconvenienti.
9 – Bagnarsi piedi e caviglie: 3 minuti per rigenerarsi
Trovare un ruscello, una fontana, una vasca naturale lungo il percorso e immergere i piedi per qualche minuto è uno dei modi più efficaci, sicuri e antichi per raffreddarsi.
L’acqua fresca a contatto con i piedi stimola il ritorno venoso, rinfresca gradualmente il sangue circolante, e dà sollievo al sistema linfatico, spesso provato dal caldo.
Studi sulla crioterapia localizzata (es. Physiology & Behavior, 2017) mostrano come immersioni brevi di mani o piedi siano più tollerate e spesso più efficaci di tecniche di raffreddamento generale.
Bastano 3 – 5 minuti con le caviglie immerse, per sentire un effetto defaticante reale e duraturo, senza shock termici.
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