Escursioni sulla neve: 5 consigli pratici per camminare in sicurezza
La montagna d’inverno è affascinante e silenziosa, ma richiede attenzione e preparazione. Dalla scelta dell’attrezzatura alla progressione sulla neve, dalla lettura del meteo all’orientamento, ecco 5 consigli essenziali per vivere un’escursione al freddo in sicurezza
Trekking sulla neve: 5 consigli pratici per le escursioni invernali
L’inverno trasforma la montagna e i suoi sentieri, creando condizioni che richiedono preparazionee attenzione specifica.
La neve e il ghiaccio modificano il terreno, rendendo alcuni percorsi più impegnativi rispetto alla stagione estiva, mentre il rischio di scivolate, affondamenti o valanghe aumenta rapidamente.
Anche il meteo può cambiare in poco tempo, con neve, vento o riduzione della visibilità che possono complicare un’escursione apparentemente semplice.
Per affrontare in sicurezza un’uscita sulla neve è quindi fondamentale pianificare ogni dettaglio: scegliere un itinerario adeguato al proprio livello, valutare il tempo necessario per completarlo, partire con ore di luce sufficienti e portare l’attrezzatura corretta.
Non si tratta solo di comfort: giacca impermeabile, strati termici, scarponi adatti e strumenti di sicurezza come ARTVA, pala e sonda possono fare la differenza in caso di imprevisti.
In questa guida trovi indicazioni pratiche per organizzare escursioni sulla neve in modo sicuro, dalla pianificazione e scelta del percorso fino alla gestione del rischio e dell’orientamento, per vivere l’inverno in montagna con consapevolezza.
1 – Pianificare è fondamentale
La pianificazione rappresenta il primo passo per un’escursione sulla neve sicura.
Prima di partire, è indispensabile valutare attentamente le condizioni meteo: vento forte, nevicate improvvise, variazioni di temperatura o innalzamento dello zero termico possono cambiare rapidamente la stabilità del manto nevoso e rendere alcuni tratti pericolosi.
Accanto al meteo, è fondamentale consultare il bollettino valanghe ufficiale, disponibile tramite AINEVA o le ARPA regionali.
Anche percorsi apparentemente semplici o molto frequentati possono nascondere rischi, soprattutto se il manto nevoso è instabile o ci sono accumuli recenti.
Ph: Gettyimages/Chalabala
La scelta dell’itinerario deve essere realistica e basata sul proprio livello di esperienza. Sentieri considerati facili in estate possono diventare più faticosi o esposti quando sono coperti dalla neve, e il tempo di percorrenza può aumentare notevolmente.
Per questo è consigliabile partire nelle prime ore della giornata, sfruttando le condizioni di stabilità migliori e le ore di luce disponibili, riducendo così il rischio di imprevisti e permettendo un rientro sicuro anche in caso di rallentamenti.
2 – Attrezzatura: cosa portare e come vestirsi
L’equipaggiamento è un elemento cruciale per affrontare la neve in sicurezza. La scelta dipende dal tipo di percorso e dalle condizioni del manto nevoso.
Per camminare su neve fresca o morbida sono indicate le ciaspole, mentre su fondi compatti o sentieri battuti possono bastare ramponcini.
Ph: Gettyimages/Mikhail Blavatskiy
Gli scarponi devono essere impermeabili e garantire buona aderenza, preferibilmente abbinati a ghette che impediscono l’ingresso di neve. Bastoncini con rondelle larghe migliorano l’equilibrio e riducono la fatica.
Per l’abbigliamento, la tecnica dei tre strati resta la più efficace per gestire la temperatura corporea:
- strato base traspirante
- strato termico
- guscio esterno antivento e antineve
Cappello, guanti, occhiali da sole e thermos con bevanda calda completano l’equipaggiamento, così come uno snack energetico e una power bank per lo smartphone.
Chi si muove fuori dai percorsi battuti o in zone a rischio valanghe deve portare ARTVA, pala e sonda, strumenti indispensabili da conoscere e saper utilizzare.
3 – Muoversi sulla neve: ritmo, postura e attenzione
La progressione sulla neve richiede passo regolare, equilibrio e attenzione costante. Un passo corto e continuo consente di risparmiare energie, soprattutto quando la neve è morbida e si affonda a ogni passo.
In salita è consigliabile caricare leggermente l’avampiede, mentre in discesa il tallone garantisce maggiore stabilità.
Il manto nevoso può variare rapidamente lungo il percorso: dalla neve soffice alla crosta ghiacciata fino a tratti più duri che richiedono i ramponcini.
È importante osservare il terreno e riconoscere segnali di instabilità, come accumuli, cornici o crepe.
4 – Orientamento e gestione del percorso
In inverno le tracce possono sparire in pochi minuti a causa del vento o di una nevicata. Portare una traccia GPS è utile, ma non sostituisce carta e bussola, strumenti fondamentali in caso di malfunzionamento della tecnologia.
Ph: Gettyimages/Elena Perova
La segnaletica invernale può differire da quella estiva e alcuni itinerari non sono tracciati.
Se si perde la traccia, la scelta più sicura è tornare sui propri passi, evitando improvvisazioni su pendii ripidi o zone non conosciute.
Una corretta valutazione del percorso e del terreno è fondamentale per ridurre il rischio di incidenti.
5 – Gestire i pericoli dell’ambiente invernale
L’ambiente montano in inverno può cambiare rapidamente e presentare diversi rischi, alcuni dei quali non immediatamente visibili.
Il vento, ad esempio, può abbassare drasticamente la temperatura percepita, causando un rapido raffreddamento del corpo e aumentando il rischio di ipotermia, soprattutto se abbinato a sudore o umidità.
Situazioni di whiteout, in cui la visibilità si riduce a pochi metri a causa di neve o nebbia, rendono difficile orientarsi e distinguere sentieri, creste o ostacoli, aumentando il rischio di perdere la direzione e trovarsi in zone pericolose.
Ph: Gettyimages/panaramka
Anche condizioni apparentemente tranquille possono nascondere pericoli. La neve recente può essere instabile su pendii, con accumuli nascosti o zone soggette a distacchi spontanei.
Ghiaccio sottile, cornici nevose o creste esposte possono rappresentare ostacoli insidiosi, soprattutto per chi non ha esperienza in ambiente invernale.
Per ridurre i rischi, è fondamentale prendere alcune precauzioni pratiche: rallentare il passo in caso di scarsa visibilità, valutare continuamente la stabilità del terreno e, se necessario, interrompere l’escursione e tornare indietro.
Prima di partire, comunicare a qualcuno l’itinerario dettagliato e l’orario previsto di rientro è una misura di sicurezza indispensabile.
Uscire in compagnia è altrettanto importante: eventuali incidenti o cadute diventano molto più gestibili se si è in due o più persone, mentre affrontare situazioni critiche da soli può complicare interventi di soccorso o il rientro in autonomia.
Infine, avere con sé strumenti di comunicazione funzionanti, come smartphone carico o radio portatile, e conoscere le procedure di emergenza del luogo (numeri di soccorso locali, centri valanghe) può fare la differenza in caso di imprevisti.
Essere preparati non significa solo avere l’equipaggiamento giusto, ma anche saper riconoscere segnali di pericolo, prendere decisioni consapevoli e adattare il percorso alle condizioni reali del momento.
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