Traversata del Gran Sasso: dai Prati di Tivo a Campo Imperatore
Un itinerario d'alta quota tra le vette più belle dell'Appennino: dalla seggiovia della Madonnina al Corno Grande, fino a Campo Imperatore. Un percorso per escursionisti esperti nel cuore del massiccio abruzzese
La vetta più alta dell’Appennino, la memoria di eventi che restano sui libri di storia, il simbolo di una regione dura e generosa.
Tutto questo è il Gran Sasso,un massiccio di rocce aspre e bellissime come la terra d’Abruzzo. Percorrerlo da nord a sud, dai Prati di Tivo fino a Campo Imperatore, significa attraversare uno dei paradisi dell’escursionismo italiano, a un passo dal mare.
Il Gran Sasso, un patrimonio di natura e storia
Il Corno Grande e quello Piccolo, i ghiacciai e Campo Imperatore, il rifugio Franchetti e il Duca degli Abruzzi, i laghi: il Gran Sasso è un piccolo paradiso per gli appassionati di montagna, nel cuore del Mediterraneo.
Una vera straordinaria anomalia: si pensi che il ghiacciaio del Calderone rappresenta il sistema glaciale più meridionale d’Europa.
Il Gran Sasso è anche un’area naturale protetta, con il Parco che prende il suo nome e a cui si aggiunge quello dei Monti della Laga.
Un territorio che regala una natura ancora intatta e numerosi itinerari per appassionati viaggiatori lenti.
Vediamo uno dei percorsi di trekking più importanti, alla scoperta dei luoghi simbolo di una tra le montagne più belle d’Italia.
La partenza dai Prati di Tivo
L’escursione è adatta a escursionisti esperti: se non lo siete, il consiglio è di farvi accompagnare da una guida.
L’itinerario parte dalla seggiovia che dai Prati di Tivo (m 1450) conduce alla stazione della Madonnina (m 2028), guadagnando in pochi minuti un dislivello di circa 600 metri.
Vista aerea prati di Tivo – Foto Getty Images
Dalla Madonnina ha inizio l’escursione lungo il sentiero più frequentato di tutto il massiccio del Gran Sasso, quello che sale per i versanti settentrionali fino alla Sella dei Due Corni, raggiunge la cima del Corno Grande e discende a Campo Imperatore.
A margine di un pendio erboso si guadagna quota fino ad arrivare sotto alte pareti, sul crinale che immette nel vallone delle Cornacchie.
Verso il Rifugio Franchetti
Il sentiero sale per una serie di massi, caduti per fenomeni erosivo-franosi, attraverso lo spettacolare Passo delle Scalelle (m 2187).
Dopo aver superato alcuni passaggi sistemati con cavi in acciaio fissati al costone, si raggiunge la splendida balconata da cui si erge il Rifugio Franchetti (m 2433).
Dal Rifugio il sentiero risale lungo i pendii rocciosi che sfiorano la base morenica del Ghiacciaio del Calderone, un’immensa distesa di pietre e ciottoli.
Subito dopo, superati gli ultimi tornanti, si giunge in breve alla Sella dei Due Corni (m 2547).
La salita al Corno Grande
Dalla Sella dei Due Corni s’imbocca la traccia che sale lungo un tratto roccioso difficile, pericoloso se il tempo volge al peggio.
È però anche il tratto più bello, una tra le vie di salita più spettacolari di tutto il Gran Sasso, che arriva al Passo del Cannone (m 2679).
Itinerario che sale al Corno Grande – Foto Getty Images
Salendo per questo crinale in direzione sud est, si attacca la viva roccia lungo i costoni settentrionali del Corno Grande, tra cigli esposti e crinali, senza mai staccare le mani dalla parete e usando cautela per ogni punto di appoggio delle mani e dei piedi.
Per uno stretto canale (m 2810) sul ciglio di uno strapiombo, dopo una facile arrampicata per tratti sempre più esposti (m 2895), si giunge finalmente in cima al Gran Sasso d’Italia, la più alta della catena appenninica.
In vetta al Corno Grande
Una croce in ferro determina la vetta occidentale del Corno Grande (m 2912), mentre accanto una piastra in acciaio indica le posizioni geografiche dei luoghi circostanti.
I paesaggi che si ammirano sono davvero unici, irripetibili.
La vetta orientale del Corno Grade – Foto Getty Images
Dalla cima si scrutano panorami che spaziano da Campo Imperatore a sud, con l’albergo-prigione di Mussolini; dagli altipiani di Campo Pericoli a sud ovest; dal Corno Piccolo (m 2655) a nord-nord ovest; dalle creste che circondano il Ghiacciaio del Calderone a nord est; dalla sagoma rossa del Bivacco Bafile (m 2669) a levante; dalla Vetta Centrale (m 2893) e la Vetta Orientale (m 2903) del Gran Sasso a nord est.
Con il cielo terso, libero da nubi e velature caliginose, oltre le vallate sottostanti si possono ammirare i litorali costieri adriatico, a levante, e tirrenico a ponente.
La discesa verso Campo Imperatore
La discesa ha inizio lungo i versanti occidentali fino al Passo del Cannone, da cui si devia a sinistra per canalini rocciosi e i tornanti del ghiaione occidentale: la Conca degli Invalidi (m 2650), dove il sentiero raggiunge la Sella del Brecciaio (m 2506).
Si discende ancora per l’immenso plateau in ghiaia che cinge le basi della montagna, attraverso un muto paesaggio che si sviluppa con ondulazioni prative a carattere carsico, fino al bivio di Campo Pericoli, presso la Sella di monte Aquila (m 2335).
Sullo sfondo a destra il monte Portella (m 2385), che accoglie il Rifugio Duca degli Abruzzi situato sul ciglio della cresta.
Da qui si continua in discesa fino all’Albergo di Campo Imperatore (m 2130), termine di questa traversata longitudinale del Gran Sasso.
Informazioni utili
_ Per saperne di più e conoscere altri itinerari ed avere aggiornamenti e informazioni si può visitare il sito del Parco Nazionale del Gran Sasso e dei Monti della Laga
_ Qui potete trovare carte e guide del territorio
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