Lombardia: 6 camminate di primavera tra laghi, borghi e montagne

8 aprile 2026 - 13:16

Montagne bellissime, laghi spettacolari, borghi antichi: in primavera la Lombardia è un vero paradiso per gli appassionati di trekking. Ecco 6 itinerari per godersi la bella stagione tra panorami, natura e tradizioni

Lombardia bellissima in primavera: 6 itinerari panoramici tra borghi e natura

La Lombardia in primavera è un vero paradiso per gli appassionati di escursionismo.

Apochi chilometri da Milano ci sono tantissime opportunità per godersi una salutare passeggiata e ognuno può scegliere lo scenario che preferisce, dalle montagne ai borghi, dai laghi alle foreste.

Anche i rifugi riaprono le porte ai turisti, un’occasione per gustare piatti tipici, riposarsi e ripartire vivendo appieno la montagna.

Per pianificare e organizzare il trekking si può utilizzare l’app Wikiloc.

Apriamola, andiamo sulla funzione “Cerca”, inseriamo Lombardia e vediamo gli itinerari proposti. Guardiamo dove sono, il loro Rank e utilizziamo i filtri per trovare quello più adatto.

Lo abbiamo fatto anche noi e quelli che vi proponiamo sono sei bellissimi itinerari primaverili.

1 – Sentiero del viandante spettacolare: da Varenna a Dervio

Se c’è un itinerario spettacolare vista lago in Lombardia da non perdere, è sicuramente il Sentiero del viandante.

Costeggia tutta la sponda lecchese del lago e ha una lunghezza complessiva di circa 60 chilometri, molti dei quali regalano panorami unici.

Ph.: Gettyimages/e55evu

Nato come antica via di collegamento tra i paesi orientali, oggi è un itinerario escursionistico tra i più affascinanti del nord Italia: un cammino sospeso tra lago e montagna, storia e natura.

Il tratto da Varenna a Dervio è uno dei più spettacolari dell’intero percorso.

Si parte dal borgo color ocra di Varenna, con le case appese sull’acqua e dove è un must la passeggiata degli Innamorati, e si sale verso Vezio, sormontato dal suo castello.

Da qui il sentiero prosegue tra boschi di castagni e uliveti antichi, accompagnati dal profumo dei fiori che colorano la primavera e dal suono dei campanili dei borghi che punteggiano il Lario.

A ogni passo, scorci improvvisi si aprono sul lago: le case di Bellano adagiate sul promontorio, il profilo delle montagne a picco sull’acqua, le barche ancorate ai porticcioli.

In primavera il Sentiero del Viandante è un’esplosione di colori e profumi tra lago, borghi e montagne: un vero viaggio lento nella bella stagione.

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2 – Santuario di Santa Caterina del Sasso: panorami, storia e natura sul Lago Maggiore

Tra gli itinerari di primavera sul Lago Maggiore, quello di Santa Caterina del Sasso è uno dei più affascinanti perché non regala solo una passeggiata nella natura ma anche la vista indimenticabile sul Verbano e l’arrivo in uno dei luoghi più belli della sponda lombarda.

Ph.: Gettyimages/Ninika

L’anello di Leggiuno esplora questo universo unico e meraviglioso tra antiche mulattiere, piccoli borghi e punti panoramici, con arrivo spettacolare all’eremo di Santa Caterina, costruito sulla parete rocciosa a picco sul lago.

Il Santuario si raggiunge scendendo, nel tratto finale, la scalinata di 268 gradini dal piazzale superiore oppure con apposito ascensore.

La chiesa, con la Sala Capitolare e gli affreschi trecenteschi, è un piccolo paradiso di arte e silenzio.

Fuori, si gode un panorama bellissimo sul lago e sulla sponda opposta, raggiungibile con battello che collega il santuario a Stresa e agli altri borghi piemontesi.

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3 – L’Anello di Monte Isola, trekking con vista sul Lago d’Iseo

Il giro di Monte Isola è una bellissima camminata sul Lago d’Iseo che rivela natura e storia di una terra antica, con le sue tradizioni e un ambiente incontaminato.

Dal piccolo porto di Peschiera Maraglio, si passeggia verso Sensole lungo la Strada degli Ulivi, con vista sull’isoletta di San Paolo e sul lago.

Ph.: Gettyimages/RolfSt

Il percorso è semplice e molto piacevole, ma chi vuole allungare può salire anche verso Menzino e raggiungere la Rocca Martinengo sopra il golfo di Sensole.

Altra meta da non perdere è il Santuario della Madonna della Ceriola, che sorge sul punto più alto dell’isola: da lì il lago si vede dall’alto coronato dai monti che lo circondano.

Vale la pena fermarsi anche a Carzano, per ammirare la chiesa di San Giovanni Battista, costruita nella prima metà del Settecento al posto di un edificio più antico.

Il bello dell’itinerario è che nonostante il percorso non sia lunghissimo, regala angoli diversissimi tra loro: piccoli approdi, la suggestione delle case addossate lungo le rive, i muri in pietra, gli ulivi e, più su, i castagneti verso il santuario.

Anche a tavola Monte Isola sa ingolosire, conservando una tradizione antica fatta di sardine IGP del Lago d’Iseo, polenta, migole, coregone al forno, persico impanato e salame, e l’antica soppressa con le verze: certamente gli escursionisti sapranno apprezzare.

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4 – Greenway del Lago di Como da Colonno a Griante, tra borghi e panorami

La Greenway del Lago di Como è un cammino spettacolare tra borghi e natura.

Da Colonno a Griante, per circa dieci chilometri, si percorrono antiche stradine lastricate e mulattiere che un tempo collegavano le comunità rivierasche.

Nei villaggi lungo il cammino il tempo sembra essersi fermato: ognuno ha una storia da raccontare, un prodotto tipico tramandato da generazioni e, naturalmente, la vista spettacolare sul lago.

Ph.: Gettyimages/DuchesseArt

Sala Comacina, Ossuccio, Lenno, Mezzegra e Tremezzo,  sono altrettante gemme dove si alternano porticati, piazze silenziose, cortili di pietra e scorci indimenticabili sull’acqua.

A ogni passo si respira la storia del Lario, tra cappelle votive, lavatoi e ville nobiliari che raccontano l’eleganza ottocentesca di queste rive.

A ogni curva del sentiero un muretto o un portico svela una vista nuova: il profilo delle montagne, i campanili che svettano tra i tetti di ardesia, le montagne che si specchiano nel blu del lago.

Da non perdere anche le residenze storiche: Villa del Balbianello, a Lenno, circondata da giardini affacciati sull’acqua e resa celebre da numerosi film, e Villa Carlotta di Tremezzo, con il suo parco botanico che in autunno si trasforma in una tavolozza di colori.

Giunti a Griante, il cammino può proseguire con una deviazione che vale l’intera giornata: la salita alla bellissima Chiesa di San Martino.

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5 – Camminare nella preistoria: i sentieri del parco nazionale delle Incisioni Rupestri di Naquane

La Val Camonica custodisce uno dei più vasti complessi di arte rupestre al mondo.

Oltre 300.000 figure incise su rocce distribuite lungo tutta la valle: un patrimonio eccezionale che le è valso il riconoscimento Unesco italiano nel lontano 1979.

Ph.: Gettyimages/Lumir Pecold

Queste incisioni sono distribuite in oltre 180 località, e sono raccolte in ben 8 parchi archeologici dedicati.

Il cuore di questo straordinario insieme si trova a Capo di Ponte (Brescia), concentrato all’interno del Parco Nazionale delle Incisioni Rupestri di Naquane.


Il parco, istituito nel 1955, si sviluppa in cinque percorsi ad anello tracciati in un’area boschiva di 14 ettari circa.

Lungo i 3 chilometri di sentiero si incontrano 104 rocce istoriate, tra le quali la numero 1, la roccia 35 (con il celebre “sacerdote che corre”), e la roccia 60 (raffigurante un cavallo in stile greco-etrusco).

La primavera, lontano dalle folle estive, è il  momento ideale per visitare questa meraviglia della storia e della natura.

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6 – Val di Mello selvaggia: Piana di Predarossa e Rifugio Ponti

La piana di Predarossa è un vero spettacolo della natura selvaggia della Val di Mello.

L’altopiano si apre tra torri di roccia, mentre sullo sfondo il Monte Disgrazia sovrasta l’intera scena con una presenza silenziosa e imponente.

L’acqua prende le forme di laghi, fiumi e torrenti ancora impetuosi di primavera, una vera meraviglia da ammirare lungo il cammino.

Ph.: Gettyimages/Moiola Domenico

L’itinerario segue la strada per Sasso Bisolo e Preda Rossa.

Si raggiunge il punto di partenza dopo una decina di chilometri di asfalto ben tenuto.

Occorre ricordare che l’accesso è contingentato: massimo 50 auto al giorno, con ticket obbligatorio da acquistare in anticipo sul sito ufficiale della Val Masino.

Si consiglia di controllare, sempre sul sito, per avere informazioni aggiornate sulla praticabilità dell’itinerario.

Si cammina seguendo i segnavia bianco-rossi per il Rifugio Ponti. Il Monte Disgrazia appare presto con la sua mole imponente lungo il cammino.

Un bellissimo ponticello di legno sul Duino, è la porta d’accesso alla prima piana di Predarossa, un’ampia spianata contornata da larici. Superato il ponte, il sentiero si divide.

Seguendo il ramo di sinistra, con una breve salita più sostenuta si giunge a un terrazzo panoramico in legno con qualche panchina.

Se invece si torna sul percorso principale si cammina comodi, quasi in piano, su un tracciato punteggiato di passerelle che permettono di attraversare i tratti più acquitrinosi.

Importante restare sul sentiero segnato, perché le zone fangose sono diffuse.

Al termine della prima piana si affronta il tratto più difficile: circa 150 metri di dislivello nel bosco, su fondo sconnesso con pietre e radici, seguendo da vicino il corso del fiume.

La salita dura una mezz’ora buona e richiede un po’ di attenzione. Si arriva infine alla meta, il Rifugio Ponti.

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