Valle dei Mòcheni in bicicletta: pedalare tra panorami e borghi

28 maggio 2026 - 16:47

Un anello in bicicletta di 31 km nella Valle dei Mòcheni che segue il ritmo della montagna: da Pergine a Palù del Fersina, tra panorami, borghi e foreste, pedalando nel cuore del Lagorai

In bici nella Valle dei Mòcheni, tra masi, boschi e panorami

La Valle dei Mòcheni si presta bene per vivere una esperienza in bici pedalando tra Valsugana e Lagorai,con strade che salgono tra boschi, masi sparsi, piccoli paesi e versanti ripidi.

In mòcheno si chiama Bersntol, Valle del Fèrsina, dal torrente che la attraversa e scende verso Pergine.

L’itinerario più classico in bici parte proprio da Pergine Valsugana e risale la valle su strada asfaltata, passando da Serso, Viarago e Sant’Orsola Terme fino a Palù del Fersina, il punto più alto e più interno di tutto il percorso.

Foto: APT Valsugana Lagorai – Marco Simonini

Da qui si cambia versante e si rientra verso il fondovalle passando per Frassilongo, Canezza e di nuovo Pergine.

È un percorso di media difficoltà, adatto a chi ha un po’ di gamba e vuole una salita continua ma non estrema.

Il tracciato alterna strade secondarie, piccoli nuclei abitati, boschi e tratti più aperti, con una valle che cambia aspetto man mano che si guadagna quota: prima le frazioni sopra Pergine, poi i masi, i prati, i versanti del Lagorai e l’ambiente più raccolto di Palù del Fersina.

Salita, boschi, masi, paesi piccoli e cultura mòchena accompagnano il giro dalla partenza di Pergine fino ai tratti più alti verso Palù del Fersina.

Valle dei Mòcheni, paradiso naturalistico tra acqua e montagne

La Valle dei Mòcheni si apre come valle laterale della Valsugana, incisa dal torrente Fersina e chiusa dalle dorsali del Lagorai.

La strada risale il fondovalle verso Palù del Fersina, mentre i paesi e i masi si distribuiscono sui versanti, collegati da strade secondarie che salgono tra prati, boschi e pendii ripidi.

Per chi pedala, il percorso regala panorami bellissimi: si sale con pendenze regolari e cambi di ambiente progressivi.

Foto: APT Valsugana Lagorai – Marco Simonini

Si parte dalla zona di Pergine, ancora legata alla Valsugana, e si entra poco alla volta in una valle più stretta, dove il Fersina, i boschi e i piccoli nuclei abitati accompagnano la strada fino ai tratti più alti.

L’anello richiede un po’ di allenamento, ma resta adatto a chi cerca una pedalata di media difficoltà su asfalto, con salite vere e un rientro più scorrevole dal versante opposto della valle.

Dalla Valsugana verso l’ingresso della valle

Il punto di partenza è Pergine Valsugana, centro principale della zona e porta naturale della Valle dei Mòcheni.

Da qui la strada comincia a salire verso Serso e Viarago, tra case, prati e primi affacci sulla Valsugana, con pendenze regolari che portano poco alla volta fuori dal fondovalle.

Foto: APT Valsugana Lagorai – Erwin Ronzon

Superati i primi paesi, la pedalata entra in un paesaggio più verde.

I boschi si avvicinano alla strada, i versanti diventano più ripidi e il torrente Fersina accompagna la valle verso Sant’Orsola Terme, uno dei centri principali del percorso.

La salita resta costante, ma procede senza bruschi cambi di ritmo: il dislivello si accumula metro dopo metro, tra masi, prati coltivati e curve che aprono scorci sulle montagne del Lagorai.

L’ingresso nella Valle dei Mòcheni

Superato Sant’Orsola, la strada si inoltra nel cuore della valle seguendo il corso del torrente Fersina.

Il paesaggio cambia rapidamente: i versanti si stringono, i boschi diventano più fitti e gli insediamenti si fanno più rari e dispersi.

È in questa parte che si ammira il paesaggio tipico della valle, fatto di piccoli nuclei abitati collegati da strade lunghe e regolari.

La progressione verso l’alto è costante ma pedalabile, con tratti che alternano salita e falsopiano.

Palù del Fersina, lo spettacolo della montagna

Il riferimento centrale del percorso è Palù del Fersina, il comune più alto della valle e punto di inversione dell’anello.

Qui si raggiunge anche la quota massima dell’itinerario, intorno ai 1.360 metri.

Foto: APT Valsugana Lagorai – Erwin Ronzon

Palù rappresenta un passaggio chiave sia dal punto di vista altimetrico sia come orientamento geografico.

La salita principale è ormai completata e il percorso inizia a cambiare natura, lasciando spazio alla traversata del versante opposto.

Il versante opposto e le frazioni sparse

Dopo Palù, il tracciato prosegue sul lato orientale della valle, dove la strada si sviluppa con andamento più ondulato.

Qui si attraversano diverse frazioni e nuclei abitati minori, tra cui Frassilongo, in un contesto dove la presenza antropica resta molto distribuita.

Questo tratto è meno impegnativo della salita iniziale e permette di mantenere una buona fluidità di pedalata.

Il paesaggio alterna boschi, radure e scorci più aperti verso il fondovalle, offrendo una lettura diversa della stessa valle percorsa in salita.

Il rientro verso la Valsugana

Da Palù del Fersina il percorso passa sull’altro versante della valle e attraversa le frazioni che scendono verso Frassilongo.

La strada perde quota tra masi, prati e tratti di bosco, con curve che riportano poco alla volta verso la parte bassa della valle.

La discesa prosegue verso Canezza, dove la Valle dei Mòcheni torna ad aprirsi verso Pergine e la Valsugana.

È il tratto in cui la pedalata diventa più veloce e il paesaggio cambia di nuovo: alle spalle restano i versanti del Lagorai e Palù del Fersina, davanti ricompaiono i paesi e le strade più basse del Perginese.

Il Lagorai lungo la salita verso Palù

Salendo verso Sant’Orsola Terme e Palù del Fersina, le dorsali del Lagorai diventano una presenza sempre più vicina.

La strada resta asfaltata e non entra nei sentieri d’alta quota, ma il paesaggio cambia curva dopo curva: i boschi si infittiscono, i masi si fanno più sparsi e i versanti alle spalle della valle occupano sempre di più la visuale.

Foto: APT Valsugana Lagorai – Marco Simonini

Nei tratti più alti, soprattutto avvicinandosi a Palù del Fersina, la pedalata corre sotto le montagne che chiudono la valle.

Foreste, tetti in legno, piccoli nuclei abitati e pendii boscosi accompagnano la salita, mentre il Lagorai resta sullo sfondo con la Val Laner, la zona del Rifugio Sette Selle e i percorsi che salgono verso il Lago di Erdemolo.

Sopra Palù comincia infatti la parte più alpina della valle, quella dei sentieri per Frotten, per il rifugio e per i laghi d’alta quota.

Dati tecnici e periodo consigliato

L’itinerario ha una lunghezza complessiva di circa 31,2 chilometri, con un dislivello positivo di 973 metri.

La durata media si aggira intorno alle tre ore, variabile in base al ritmo e alle soste.

Il fondo è interamente asfaltato, con strade secondarie e tratti a traffico limitato.

La difficoltà è classificabile come media, principalmente per la continuità della salita nella prima metà del percorso.

Il percorso è particolarmente indicato nelle ore più fresche della giornata, soprattutto al mattino presto o nel tardo pomeriggio.

In estate le temperature possono diventare elevate nella parte bassa della valle, mentre la salita offre più comfort nei tratti ombreggiati.

La primavera rappresenta un periodo ideale, sia per condizioni climatiche che per la qualità della luce e la bellezza del paesaggio.

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