Valle di Gressoney: 4 trekking al fresco tra ghiacciai, laghi e panorami
Quattro itinerari al fresco in Valle d'Aosta tra Staffal e Gressoney per scoprire laghi alpini, rifugi, panorami sul Monte Rosa e alcuni dei sentieri più belli della Valle di Gressoney
Valle d’Aosta, 4 itinerari al fresco in Val di Gressoney
Ai piedi del Monte Rosa, la Valle di Gressoney offre una straordinaria varietà di itinerari escursionisticiadatti a ogni livello di esperienza.
Dai sentieri che conducono ai ghiacciai e alle sorgenti del Lys alle passeggiate panoramiche tra laghi alpini, rifugi e antichi villaggi walser, questa valle valdostana rappresenta una delle destinazioni più affascinanti per chi ama camminare in montagna.
Ecco quattro escursioni da non perdere tra Staffal e Gressoney-Saint-Jean.
1 – Sorgenti del Lys da Staffal, al fresco nella natura selvaggia
Le sorgenti del Lys da Staffal rappresentano una delle escursioni più spettacolari dell’alta Valle di Gressoney, ai piedi del Monte Rosa, dove il paesaggio passa progressivamente dal bosco alpino all’ambiente glaciale.
Il percorso ha un dislivello di circa 1000 metri, parte da Staffal a 1823 metri e raggiunge una quota massima di circa 2800 metri.
Ph: Gettyimages/Stefano-Gi
Dal parcheggio di Staffal, nei pressi del ponte sul torrente Lys, si imbocca il sentiero che sale inizialmente all’interno di un fitto bosco di larici, intervallato da radure che in estate si riempiono di fioriture alpine.
Man mano che si sale, il bosco si apre e lascia spazio ai rododendri, mentre il tracciato si avvicina ai primi affioramenti morenici e ai rami laterali del Lys.
L’ambiente diventa sempre più aperto e selvaggio, con scorci che iniziano a rivelare le grandi masse glaciali in lontananza.
Raggiunta la zona della morena glaciale, il sentiero cambia completamente carattere. Il terreno diventa più instabile e sassoso e il percorso si sviluppa in parte lungo il filo della morena, in alcuni tratti piuttosto esposto e con pendenze sostenute.
Dopo il bivio per il Rifugio Gnifetti si incontrano alcuni passaggi su placche rocciose attrezzate con catene, utili soprattutto in caso di umido o terreno scivoloso. Sono in totale tre brevi tratti attrezzati, che non presentano difficoltà tecniche elevate ma richiedono attenzione.
Superato un ponticello in legno che attraversa un piccolo corso d’acqua, la salita si fa più decisa fino a portarsi sul crinale morenico vero e proprio.
Da qui il sentiero prosegue per un lungo tratto lungo la cresta, con passaggi a tratti ripidi e leggermente esposti, ma sempre su traccia evidente.
L’ambiente è particolarmente suggestivo, con visuali aperte sui ghiacciai del Lys e del Felik.
Quando la pendenza diminuisce, una deviazione segnalata conduce alle sorgenti vere e proprie, intorno ai 2400 metri, dove si trova un piccolo lago turchese alimentato dalle acque di fusione del ghiacciaio.
In estate è frequente trovare ancora neve e residui di ghiaccio, che rendono il luogo ancora più scenografico.
Chi desidera può proseguire lungo la morena fino alla sua sommità, a circa 2800 metri, dove il panorama si apre completamente sulle grandi lingue glaciali del Monte Rosa.
L’escursione richiede passo sicuro, buona condizione fisica e assenza di vertigini nei tratti esposti, ma offre un’esperienza molto completa tra bosco, morena e ambiente glaciale.
_Tutto quello che c’è da sapere sul Rifugio Capanna Gnifetti
2 – Da Punta Jolanda al Rifugio Gabiet (2365 m), panorami emozionanti
Il sentiero 5B collega Punta Jolanda al Rifugio Gabiet con un percorso semplice e panoramico che si sviluppa quasi interamente in quota.
Si tratta di un itinerario di circa 3 km, con un dislivello positivo contenuto di 146 metri, percorribile in circa 50 minuti.
Ph: Gettyimages/Peos
La difficoltà è classificata E, ma di fatto il tracciato si presenta come una lunga camminata su terreno facile, adatta anche a famiglie.
La partenza avviene da Punta Jolanda, a 2230 metri, nei pressi dell’arrivo della seggiovia. Il sentiero si stacca dalla stazione e attraversa inizialmente i pendii erbosi senza perdere quota, mantenendosi su un andamento pressoché orizzontale.
È importante non lasciarsi deviare dalla più ampia pista sterrata che scende verso valle, utilizzata come tracciato sciistico in inverno, ma rimanere invece sul sentiero che segue il fianco del versante.
Il percorso prosegue lungo il lato del pendio, con andamento regolare e poco impegnativo, attraversando anche l’area di passaggio della seggiovia Bedemie–Seehore.
Da qui si entra su una strada sterrata più ampia che contorna il Monte Seehore, mantenendolo sul lato destro. L’ambiente è aperto e molto panoramico, con ampie vedute sulla conca di Gressoney e sulle infrastrutture di alta quota.
Proseguendo senza variazioni significative di pendenza, il sentiero conduce verso la zona della stazione intermedia delle cabinovie Stafal–Bettaforca.
In questo tratto il paesaggio si fa progressivamente più ampio e “dolomitico” nel senso alpino del termine, con visuali sulle creste circostanti e sui pascoli d’alta quota.
Infine si raggiunge la conca del Gabiet, dove il Rifugio Gabiet si trova ben visibile sul versante, a pochi passi dalla diga.
Il rifugio, riconoscibile per la sua struttura bianca e rossa, è situato a 2365 metri di quota e rappresenta un punto di arrivo comodo e molto frequentato.
Poco oltre si estende il Lago Gabiet, un bacino naturale sbarrato da una diga costruita nel 1921 per alimentare l’impianto idroelettrico della zona.
Oggi il lago è una delle mete più frequentate della valle, grazie alle ampie rive erbose sul lato nord-occidentale che permettono soste e picnic in sicurezza durante l’estate.
L’area è inoltre servita da diversi punti di ristoro e strutture ricettive.
Per chi desidera proseguire, dal lago parte anche il sentiero 6B che in circa un’ora conduce all’Orestes Hütte.
Un’alternativa per raggiungere la stessa area è il sentiero 5 che sale da Gressoney-La-Trinité, con percorso più lungo ma altrettanto panoramico.
Avvertenza: al momento il Rifugio Gabiet risulta chiuso per l’estate 2026: controllare il sito ufficiale
_Il sito ufficiale del Rifugio Orestes Hütte
3 – Anello di Sant’Anna da Staffal, montagne e valli incontaminate
L’Anello di Sant’Anna da Staffal è un itinerario ad anello molto panoramico che si sviluppa tra boschi, piccoli nuclei rurali e ampi scorci sul Monte Rosa.
Il percorso alterna una salita su sentiero a tratti più faticosa a una discesa più agevole su strada sterrata, risultando nel complesso adatto anche a famiglie con bambini abituati a camminare in montagna.
Ph: Gettyimages/balenabianca
Il punto di partenza è Staffal, all’estremità della Valle di Gressoney, dove si lascia l’auto nei pressi del grande parcheggio delle funivie.
Dal piazzale si attraversa il ponte sul torrente e si risale verso il retro delle biglietterie, imboccando i prati sulla sinistra dove sono presenti le indicazioni dei sentieri.
Si segue inizialmente il tracciato 9A in direzione Biel, con un tratto in leggera discesa che corre a breve distanza dalla strada asfaltata.
Raggiunte le case di Biel si attraversa un ponticello in legno e subito dopo si prende il sentiero che sale sulla destra, seguendo le indicazioni per il Colle Bettaforca lungo il sentiero 9.
La salita si sviluppa con andamento a tornanti all’interno del bosco, su pendenze costanti che richiedono un minimo di impegno fisico.
Man mano che si guadagna quota, il contesto diventa più aperto e si raggiunge una bella cascata, che si supera grazie a un caratteristico ponticello in pietra.
Proseguendo ancora in salita si arriva al pianoro dove sorge la Cappella di Sant’Anna, in posizione particolarmente panoramica.
Da qui si apre una vista ampia e spettacolare sul Monte Rosa, che domina l’intero paesaggio. Il luogo rappresenta uno dei punti più suggestivi dell’escursione.
Per completare l’anello si prosegue in direzione dell’arrivo della funivia, dove si intercetta la strada sterrata che scende a valle.
La discesa avviene lungo una lunga serie di tornanti panoramici fino al piazzale delle funivie di Staffal, chiudendo così l’anello.
4 – Passeggiata della Regina, al fresco delle foreste di montagna
La Passeggiata della Regina è uno degli itinerari più conosciuti e apprezzati di Gressoney-Saint-Jean.
Si tratta di un percorso semplice e panoramico che ripercorre il tragitto abitualmente frequentato dalla Regina Margherita di Savoia durante i suoi soggiorni estivi nella valle.
Ph: Gettyimages/rglinsky
Il sentiero parte infatti nei pressi del suggestivo Castel Savoia, la residenza fatta costruire dalla sovrana alla fine dell’Ottocento.
Si sviluppa tra boschi, prati e scorci caratteristici del paesaggio walser.
L’escursione è classificata come turistica (T) e si sviluppa per circa 3,3 chilometri, con un dislivello complessivo di poco superiore ai 130 metri.
La partenza avviene da Castel Savoia, a quota 1441 metri.
Il punto di arrivo è la frazione di Tschemenoal, situata a 1421 metri di altitudine.
Il tempo di percorrenza è di circa un’ora per tratta.
Nei primi minuti di cammino il percorso conduce verso il Lago Gover, uno degli angoli più suggestivi di Gressoney-Saint-Jean.
Le sue acque riflettono le montagne circostanti e offrono un piacevole punto di sosta a pochi passi dal centro storico del paese.
Da qui si prosegue seguendo il segnavia numero 15, che attraversa ambienti tranquilli e rilassanti, tra prati, radure e piccoli nuclei abitati tipici della valle.
Il sentiero continua senza particolari difficoltà fino a raggiungere la frazione di Tschemenoal, posta poco oltre il centro di Gressoney-Saint-Jean.
Lungo il percorso non si incontrano passaggi impegnativi e l’itinerario si presta perfettamente a una passeggiata in famiglia o a chi desidera scoprire la valle con un’escursione breve e poco faticosa.
_Il sito ufficiale di Castel Savoia
Informazioni utili
_Info utili, tracce GPX e foto di itinerari sul sito ufficiale dell’Ente turismo
_Scopri gli altri itinerari e percorsi in Valle d’Aosta
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