Valsavarenche al fresco: 4 camminate tra Nivolet e Gran Paradiso
Montagne spettacolari, laghi di acqua cristallina e tanto fresco: quattro itinerari per scoprire la bellezza dell’alta Valsavarenche, tra paesaggi alpini e panorami unici sul Gran Paradiso
Valsaverenche al fresco d’estate 4 itinerari panoramici
La Valsavarenche, nel cuore del Parco Nazionale del Gran Paradiso, offre alcuni degli itinerari escursionisticipiù suggestivi della Valle d’Aosta al fresco dei boschi di larici, laghi d’alta quota e grandi panorami.
Ecco quattro percorsi che permettono di godersi fresco e panorami in Valle d’Aosta.
1 – Verso la Croce della Rolley, sulle tracce dell’alta montagna valdostana
Nel cuore del Parco Nazionale del Gran Paradiso, l’escursione alla Croce della Rolley (2313 m) permette di raggiungere uno dei punti panoramici più interessanti dell’alta Valsavarenche.
Si spazia sugli ampi spazi del Piano del Nivolet e sulle grandi montagne del massiccio del Gran Paradiso.
Un itinerario breve ma suggestivo, che attraversa un ambiente alpino.
Ph: Gettyimages/mashiro2004
La partenza avviene da Pont di Valsavarenche (1956 m), da dove si imbocca il sentiero segnalato con il numero 3, che sale gradualmente verso la Croce della Rolley.
Il percorso permette di guadagnare quota senza particolari difficoltà tecniche.
Si attraversa un ambiente sempre più aperto e panoramico fino a raggiungere la croce, posta intorno ai 2313 metri di altitudine.
Dalla Croce della Rolley si apre una splendida vista sull’alta valle e sui vasti pianori del Nivolet, una delle aree più caratteristiche del Parco Nazionale del Gran Paradiso.
Il Piano del Nivolet è infatti un ambiente di grande valore naturalistico, formato da ampi pascoli alpini, torbiere e zone umide che ospitano una flora particolarmente ricca e specie rare adattate alle condizioni dell’alta quota.
La salita alla Croce della Rolley è classificata come itinerario escursionistico (E), adatto a chi possiede un minimo di allenamento alla camminata in montagna. Il dislivello positivo è di circa 380 metri.
Il periodo consigliato va generalmente da giugno a settembre, quando i sentieri sono liberi dalla neve.
2 – Dai larici alle alte quote del Gran Paradiso: salita al Rifugio Chabod
L’itinerario al Rifugio Federico Chabod (2710 m) rappresenta una delle classiche salite di accesso al versante nord del Gran Paradiso, nel territorio di Valsavarenche.
Il percorso, pur sviluppandosi interamente su sentiero, permette di attraversare ambienti molto diversi tra loro: dai boschi di conifere del fondovalle fino ai pascoli d’alta quota dominati dalle grandi cime alpine.
Ph: Rifugio Chabod
La partenza avviene dalla località Pravieux (1834-1840 m), dove si lascia l’auto nei pressi del torrente Savara.
Dopo aver attraversato il ponte, seguendo le indicazioni del sentiero, si raggiunge una baita posta ai margini del bosco e si imbocca la mulattiera che inizia a salire con pendenza regolare all’interno di un bel lariceto.
Il primo tratto si sviluppa immerso nel bosco, tra larici e pini cembri, in un ambiente ricco di vita.
Dopo circa un’ora di cammino il sentiero raggiunge l’alpeggio di Lavassey (2200 m), punto ideale per una breve pausa e per osservare il progressivo cambiamento del paesaggio.
Superato l’alpeggio, il tracciato prosegue con una serie di ampi tornanti nel bosco ormai più rado, portandosi progressivamente verso ambienti sempre più aperti.
La mulattiera risale quindi la Costa Savolere con un percorso panoramico e, dopo circa un’ora e mezza dall’alpeggio di Lavassey, raggiunge l’ampio spalto roccioso ed erboso sul quale sorge il Rifugio Federico Chabod, visibile solo nell’ultimo tratto della salita.
Il rifugio, posto a 2710 metri di quota, domina un ambiente severo e suggestivo, punto di partenza privilegiato per le ascensioni al Gran Paradiso e per numerosi itinerari di alta montagna.
La salita richiede circa 3 ore di percorrenza, con un dislivello positivo di circa 870-880 metri e uno sviluppo di quasi 6 chilometri.
Pur non presentando difficoltà tecniche, il percorso richiede un buon allenamento per il dislivello e per la quota raggiunta.
Il periodo più indicato va generalmente dall’inizio dell’estate all’autunno, quando il sentiero è libero dalla neve e le condizioni permettono di godere appieno degli ambienti alpini attraversati.
3 – Sulle tracce dei grandi alpinisti: da Pont al Rifugio Vittorio Emanuele II
La salita al Rifugio Vittorio Emanuele II (2732 m) è uno degli itinerari escursionistici più conosciuti della Valsavarenche, nel versante piemontese del Parco Nazionale del Gran Paradiso.
Il percorso conduce nel cuore dell’alta valle fino ai piedi delle grandi montagne del massiccio, rappresentando anche uno degli accessi principali alla via normale del Gran Paradiso.
Ph: Rifugio Vittorio Emanuele II
L’itinerario prende avvio da Pont di Valsavarenche (circa 1960 m).
Dopo aver attraversato il ponte sul torrente Savara, il sentiero n. 1 si inoltra inizialmente nel pianoro del vallone di Seyraz.
Il sentiero è più dolce e permette di prendere quota gradualmente immersi in un ambiente alpino ricco di pascoli e scorci panoramici.
Superata questa prima parte, il tracciato inizia a salire con maggiore decisione entrando in un fitto bosco di larici.
La mulattiera, ben evidente e frequentata, si sviluppa con una serie di tornanti fino a raggiungere una spettacolare balconata rocciosa che domina il vallone di Seyraz.
Da questo punto si apre una splendida vista sull’anfiteatro naturale della valle, con i versanti che salgono verso le cime dell’alta Valsavarenche.
Dopo un ultimo tratto di salita si raggiunge il Rifugio Vittorio Emanuele II, situato a oltre 2700 metri di quota in una posizione panoramica ai piedi del Gran Paradiso.
Nei pressi del rifugio si trova un piccolo laghetto alpino.
E anche il vecchio edificio che ospitava la struttura originaria, oggi utilizzato come locale invernale e sede del servizio di sorveglianza del Parco.
L’escursione presenta un dislivello positivo di circa 760 metri, con uno sviluppo di circa 5 chilometri e un tempo di percorrenza medio di 2 ore e 30 minuti.
Durante il periodo estivo il percorso è molto frequentato dagli escursionisti diretti al rifugio e dagli alpinisti impegnati nella salita al Gran Paradiso.
4 – Lago Djouan, il balcone panoramico della Valsavarenche
L’escursione al Lago Djouan, in alta Valsavarenche, è un itinerario ideale per chi desidera immergersi negli ambienti più autentici del Parco Nazionale del Gran Paradiso.
La partenza avviene dalla località di Eaux Rousses (1666 m), poco sopra il fondovalle della Valsavarenche.
Ph: Gettyimages/Valerio-Bonaretti
Lasciata l’auto, si attraversa la piccola frazione seguendo il tracciato dell’Alta Via n. 2, che sale inizialmente con pendenza regolare all’interno di un bel bosco di larici.
Il sentiero è ampio e ben evidente e permette di guadagnare quota gradualmente, accompagnati dai suoni e dai profumi del bosco.
Superata la fascia degli alberi, il paesaggio cambia completamente: la vegetazione lascia spazio ai pascoli alpini e agli ambienti aperti dell’alta valle.
Il percorso raggiunge l’alpeggio di Orvieille, dove si trova la storica casa di caccia reale, oggi utilizzata come struttura del Parco Nazionale del Gran Paradiso.
Da questo punto si prosegue verso le Alpi Djouan, attraversando pendii erbosi e zone frequentate dalla fauna selvatica.
Raggiunte le Alpi Djouan, l’itinerario continua con un lungo e panoramico tratto a mezzacosta che conduce verso il Lago Djouan, uno dei luoghi più suggestivi della Valsavarenche.
Lo specchio d’acqua appare incastonato in un ambiente selvaggio di alta montagna, circondato da praterie alpine e dalle cime del Gran Paradiso.
Nei pressi del lago il paesaggio invita a una sosta per ammirare il panorama e osservare gli animali che frequentano questa zona tranquilla e poco disturbata.
Per chi desidera prolungare l’escursione, è possibile continuare oltre il lago verso un secondo bacino.
Si raggiunge il Colle di Entrelor e la Cima di Percià, ampliando il percorso verso ambienti ancora più elevati e panoramici.
Il rientro può invece avvenire dalle Alpi Djouan.
Si scende direttamente attraverso i pascoli sottostanti fino a ricongiungersi con il sentiero seguito all’andata.
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