Salita al Monte Circeo: trekking panoramico tra storia e natura

2 febbraio 2026 - 12:18

Il Circeo è una meraviglia da ammirare ma anche una meta ideale per camminare, nelle belle giornate di sole invernali, tra panorami unici sul mare tra storia, natura e leggende

Trekking al Picco di Circe, lo spettacolo del Promontorio a febbraio

Il Monte Circeo non è una “montagna” nel senso classico del termine: è un promontorio calcareoisolato che si alza dalla Pianura Pontina e si affaccia sul Tirreno, dentro i confini del Parco Nazionale del Circeo.

La sua posizione rende speciale per chi cammina: in pochi chilometri si passa dal livello del mare a una cresta panoramica, con vista sulla costa laziale e, nelle giornate limpide, sulle isole Ponziane.

Il fascino del Circeo è doppio.

Da un lato l’aspetto naturalistico: boschi di leccio, macchia mediterranea, tratti rocciosi e panorami sul mare.

Dall’altro c’è la dimensione storica e leggendaria.

Ph.: Gettyimages/ValerioMei

Torre Paola, punto di partenza dell’escursione, fu infatti costruita nel 1563 come torre di avvistamento contro le incursioni saracene e oggi è un riferimento concreto di quel passato costiero fatto di presidio e sorveglianza.

E, per quanto riguarda la leggenda, il Promontorio è indissolubilmente legato al peregrinare di Ulisse e al suo incontro con la Maga Circe.

Se si vuole salire in vetta, l’inverno è un’ottima stagione.

Le temperature sono piacevoli, i sentieri meno affollati e la visibilità è mediamente superiore dopo le giornate ventose, quando l’aria si pulisce e i contorni diventano netti.

Anche la camminata è più confortevole: si sale con continuità e, una volta in cima, ci si può fermare a guardare senza l’urgenza del caldo.

Trekking alla vetta del Circeo: panorami unici

Il percorso inizia dal limite della spiaggia di Sabaudia, esattamente dal piazzale di Torre Paola.

È un attacco immediato: lasciati alle spalle la strada e il rumore del litorale, lo sterrato entra nella lecceta e l’ambiente diventa subito più ombroso.

Per un lungo tratto la meta finale resta nascosta: la vegetazione chiude la visuale e la salita si costruisce passo dopo passo, senza “anticipazioni” del panorama.

Ph.: Gettyimages/ValerioMei

Il sentiero si inoltra nella macchia mediterranea e nella lecceta tipica del promontorio.

Si cammina all’ombra tra lecci, corbezzoli e altre essenze del bosco costiero; l’impressione è quella di un ambiente compatto e protetto, dove si guadagna quota senza strappi eccessivi ma con continuità.

A un bivio si svolta a destra e, da qui, la pendenza si fa più evidente: il tracciato comincia a salire con decisione, mantenendo però un andamento abbastanza regolare.

Quando si raggiunge il crinale, la camminata cambia.

La vegetazione si apre, l’aria si fa più esposta e compaiono i primi affacci sul mare.

È il punto in cui vale la pena rallentare: la vista si amplia e il contesto diventa più “alpino” nel senso del camminare in cresta, anche se si è a pochi chilometri dalla spiaggia.

Dopo i panorami, l’arrivo in vetta: il Picco di Circe

In ambiente più aperto si raggiunge una prima anticima panoramica, il Picco d’Istria.

È un punto molto appagante anche per chi non prosegue fino in vetta: lo sguardo corre sulla costa e sulla Pianura Pontina, e nelle giornate limpide si distinguono con facilità le isole Ponziane.

Ph.: Gettyimages/ValerioMei

Da qui, chi ha più esperienza può continuare lungo la cresta: si scende sulla sella e, con attenzione in alcuni brevi tratti esposti, si raggiunge il pianoro sottostante la vetta, che chiarisce bene la direzione da prendere.

A un bivio si imbocca il sentiero che sale verso la cima del Monte Circeo.

L’ultimo tratto porta alla vetta vera e propria, dove il panorama è il punto forte dell’escursione: Parco Nazionale del Circeo sotto di sé, pianura alle spalle e mare davanti. Con l’aria limpida invernale, la sagoma del Vesuvio può comparire all’orizzonte, riconoscibile per profilo e “peso” nel paesaggio.

Per tornare al punto di partenza si può ripercorrere lo stesso sentiero dell’andata, scelta semplice e lineare.

In alternativa, se le condizioni e l’esperienza lo consentono, si può seguire la cresta lungo il sentiero 750 fino alle Crocette o proseguire verso San Felice Circeo: è un rientro più lungo, da pianificare bene anche in base alle ore di luce.

Informazioni utili

L’escursione richiede calzature da trekking con buona aderenza.

In cresta il vento può essere forte anche con temperature miti: in inverno conviene vestirsi a strati e portare una giacca antivento.

I tratti più delicati sono quelli esposti lungo la cresta: se non si è sicuri del passo o se il terreno è bagnato, meglio fermarsi al Picco d’Istria o rientrare per la via di salita.

Prima di partire, controlla sempre lo stato di percorribilità dei sentieri sul sito ufficiale del Parco.

_La pagina I Sentieri del Promontorio raccoglie itinerari e aggiornamenti

_Scheda itinerario del sentiero 750 (Picco di Circe), utile anche per verificare eventuali chiusure e dettagli del percorso

Mappe scaricabili (ufficiali):

_Cartina dei sentieri del promontorio

_Mappa del Parco

_Traccia KMZ ufficiale georiferita

Se ti serve un file GPX, il Parco non lo fornisce sempre direttamente: puoi convertire il KMZ in GPX con strumenti online come GPS Visualizer

Parco Nazionale del Circeo
Via Carlo Alberto, 188 – 04016 Sabaudia (LT)
Tel 0773/512240 – Fax 0773/512241
E-mail: segreteria@parcocirceo.it

 

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