Lazio in primavera: 5 passeggiate rilassanti tra laghi e borghi
Cinque trekking tra i laghi del Lazio che uniscono natura, borghi storici e paesaggi vulcanici: dai Monti Sabatini ai Castelli Romani fino all’Alto Lazio, itinerari panoramici tra acqua e sentieri.
Lazio in primavera: 5 itinerari panoramici tra laghi e borghi
Il Lazio custodisce una straordinaria varietà di ambienti lacustri, dove laghi vulcanici, borghi storicie percorsi escursionistici si intrecciano in itinerari accessibili e di grande fascino.
Ecco cinque trekking tra i più suggestivi del territorio, dai Monti Sabatini ai Castelli Romani fino all’Alto Lazio, lungo cammini che alternano natura, archeologia e panorami d’acqua.
1 – Da Castel Gandolfo a Nemi lungo la Via Francigena del Sud
Sui tracciati della Via Francigena del Sud, un tempo percorsi dai pellegrini diretti verso i porti della Puglia e poi alla Terrasanta, si sviluppa oggi un itinerario che conserva intatto il fascino del viaggio lento.
Questa tappa attraversa i Castelli Romani, alternando testimonianze storiche, paesaggi vulcanici e tratti immersi nel verde del Parco Naturale Regionale dei Castelli Romani.
È un percorso che può essere affrontato anche singolarmente, senza seguire l’intero cammino francigeno, grazie alla facilità di accesso e ai collegamenti con Roma.
Ph: Gettyimages/Laz@Photo
La partenza è nel cuore di Castel Gandolfo, in Piazza della Libertà, proprio sotto la facciata del Palazzo Pontificio di Castel Gandolfo.
Questo complesso, voluto nel Seicento e ampliato nel tempo, si sviluppa su antiche strutture e comprende residenze storiche, giardini e aree archeologiche legate alla villa dell’imperatore Domiziano.
Lasciato il centro, si imbocca Via Pio XI, seguendo il margine del cratere che ospita il Lago di Albano. Il percorso, inizialmente su asfalto, regala scorci ampi sullo specchio d’acqua incastonato tra pendii boscosi e ville storiche.
Il lago, di origine vulcanica, occupa una conca profonda e suggestiva, con pareti che in alcuni tratti scendono ripide verso l’acqua.
Proseguendo si raggiunge il complesso del Convento dei Cappuccini di Albano, immerso tra grandi querce. L’architettura sobria del convento si accompagna a una posizione panoramica privilegiata, con un cortile che si apre verso il lago.
Da qui il tracciato abbandona l’asfalto e segue un percorso più naturale, segnalato lungo il versante del lago.
Il cammino si sviluppa tra sentieri ampi e regolari, dove affiorano le tracce di antiche opere idrauliche, come i resti dell’acquedotto detto “delle Cento Bocche”, che convogliava l’acqua dalle sorgenti locali fino alle residenze imperiali.
Si incontrano tratti scavati nella roccia e cunicoli che testimoniano l’ingegneria romana ancora leggibile nel paesaggio.
Salendo di quota si attraversa un ambiente boschivo dominato dai castagni, molto frequentato in autunno, fino a intercettare un breve ma significativo tratto di strada romana lastricata.
Qui si cammina su basoli originali, lungo un percorso antico collegato alla Via Appia Antica e diretto verso il Mons Albanus, l’attuale Monte Cavo, dove sorgeva il santuario di Giove Laziale.
Il percorso prosegue verso l’area di Fontana Tempesta, un sistema idraulico oggi inattivo ma ancora leggibile nelle sue strutture: gallerie sotterranee, canalizzazioni e vasche che raccoglievano e distribuivano l’acqua nel territorio circostante.
Da qui inizia la parte più scenografica del tracciato, con una lunga discesa che attraversa formazioni di roccia vulcanica e conduce verso il borgo di Nemi. L’ingresso avviene attraverso l’arco di Palazzo Ruspoli, aprendo la vista sul Lago di Nemi, piccolo e perfettamente circolare, racchiuso nel suo cratere.
Il percorso si conclude tra le vie del borgo, tra botteghe, scorci panoramici e testimonianze storiche. Scendendo verso il lago si incontrano siti di grande interesse come il santuario di Diana e le strutture legate alle celebri navi romane oggi documentate nel museo.
_ Il sito ufficiale del Parco dei Castelli Romani
2 – Rocca Orsini e il sentiero di San Bernardino
Questo itinerario si sviluppa attorno a Trevignano Romano, affacciato sulle acque del Lago di Bracciano, e propone un percorso lungo ma accessibile, capace di alternare tratti urbani piacevoli a brevi incursioni nella natura.
Si parte dal centro del borgo e si raggiunge il lungolago: il percorso segue la passeggiata per tutta la sua estensione, tra locali, piccoli ristoranti e vedute sull’acqua.
Ph: Gettyimages/Stefano_Pellicciari
Dopo aver raggiunto l’estremità, si torna indietro fino a entrare nel centro storico attraverso uno degli accessi principali. Da qui si percorre il corso, tra vicoli stretti e scorci caratteristici, fino a raggiungere la zona della Chiesa di Santa Maria Assunta.
Proprio nei pressi della chiesa, una scalinata conduce verso l’alto, in direzione dei resti della Rocca Orsini.
La salita è breve ma ripaga con uno dei punti panoramici più belli dell’intero itinerario: da qui lo sguardo abbraccia i tetti del borgo, il profilo della chiesa e l’ampio golfo di Trevignano, con il lago che si apre in tutta la sua estensione.
Ridiscendendo verso il lungolago, si ritorna in direzione del punto di partenza. Poco oltre il cimitero, nei pressi della Chiesa di San Bernardino da Siena, si imbocca il sentiero natura.
Qui l’ambiente cambia: l’asfalto lascia spazio a un tracciato più naturale, in salita, a tratti più impegnativo ma sempre evidente e ben percorribile. In circa venti–venticinque minuti si raggiunge un belvedere che offre un’ulteriore prospettiva sul lago e sul borgo, questa volta da una posizione più defilata e immersa nel verde.
Il rientro avviene sullo stesso sentiero, per poi proseguire lungo un tratto della pista ciclopedonale che accompagna dolcemente verso il parcheggio iniziale.
Nel complesso, si tratta di un’escursione di quasi 15 chilometri, con un dislivello contenuto intorno ai 250 metri, che si completa in modo agevole e senza particolari difficoltà tecniche.
Un percorso equilibrato, dove la dimensione urbana e quella naturale convivono, valorizzate da continui affacci panoramici che rendono Trevignano e il suo lago protagonisti dall’inizio alla fine.
_ Utili informazioni sulla pagina dell’Ente turismo
3 – Da Frascati alla Croce del Tuscolo, panorami e tradizioni
Questo itinerario breve ma intenso collega il centro di Frascati con l’altura del Tuscolo, attraversando uno dei tratti più interessanti dei Castelli Romani dal punto di vista storico e paesaggistico.
È un percorso in costante salita, ma mai tecnico, che si sviluppa su poco meno di quattro chilometri e permette di raggiungere in circa due ore e mezza uno dei belvedere più ampi della zona.
Ph: Gettyimages/StefanoCarocciPhotography
La partenza avviene nei pressi del bivio tra via del Tuscolo e viale Borromini, da cui si imbocca la strada in direzione di Villa Falconieri. Costeggiando il lungo muro di cinta della villa, si entra gradualmente in un contesto più verde e silenzioso, lasciandosi alle spalle il centro abitato.
Dopo aver raggiunto la cosiddetta Madonnella di Mondragone, si devia attraversando la strada provinciale per risalire verso l’Eremo di Camaldoli, immerso in un ambiente boschivo che segna un netto cambio di atmosfera.
Da qui il sentiero prende decisamente quota: il tracciato segue il perimetro dell’eremo e si inoltra nel bosco con pendenza più marcata, mantenendo però una buona leggibilità.
Il cammino prosegue fino a incontrare un bivio con il sentiero 502, proveniente da Monte Porzio Catone.
Svoltando a destra e proseguendo per un breve tratto, si raggiunge uno dei punti più significativi dell’itinerario: l’area archeologica dell’antica città latina, con il Teatro Romano di Tuscolo ancora ben riconoscibile nel suo impianto.
Da qui, in pochi minuti, si arriva alla Croce del Tuscolo, posta a circa 677 metri di quota. Il panorama si apre ampio sui rilievi circostanti: dai monti tuscolani fino ai profili del Monte Cavo e delle Faete, con lo sguardo che, nelle giornate più limpide, riesce a spingersi fino al Mar Tirreno.
Non lontano da qui, incastonato in un altro antico cratere vulcanico, si trova il Lago Albano, uno degli specchi d’acqua più suggestivi dei Castelli Romani.
Le sue acque profonde e le sponde boscose creano un contrasto affascinante con i rilievi circostanti e rappresentano una possibile estensione dell’escursione, ideale per concludere la giornata tra natura e paesaggio.
Il rientro avviene lungo lo stesso tracciato dell’andata, con la possibilità, per chi desidera allungare l’escursione, di deviare lungo altri sentieri in direzione di Monte Compatri o Rocca Priora.
Nel complesso si tratta di un percorso di circa 3,8 chilometri, con un dislivello in salita di poco inferiore ai 400 metri, percorribile in circa due ore.
_ Scopri di più sul sito ufficiale del Parco
4 – Da Bolsena alla Cascata del Fosso d’Arlena, spettacoli d’acqua
Questo itinerario ad anello si sviluppa nell’area del Lago di Bolsena, uno dei contesti naturalistici più caratteristici dell’Alto Lazio, con un percorso di circa 15,4 km, un dislivello complessivo intorno ai 260 metri e una durata media di poco superiore alle 3 ore.
Si tratta di un’escursione di livello intermedio, su sentieri generalmente agevoli e ben percorribili.
Ph: Gettyimages/Fabiomichelecapelli
La partenza avviene dal centro storico di Bolsena, in prossimità della Rocca Monaldeschi della Cervara, elegante struttura medievale perfettamente conservata che domina il borgo e ospita al suo interno un museo dedicato alla storia del territorio.
Dopo una breve deviazione tra le vie del paese, il percorso si dirige verso sud, seguendo il margine del lago e lasciandosi progressivamente alle spalle il tessuto urbano.
La camminata si sviluppa su un tracciato dal profilo dolce, senza dislivelli impegnativi, alternando tratti aperti con viste continue sul bacino lacustre a zone più verdi e tranquille.
L’ambiente accompagna il cammino con una successione di scorci panoramici che rendono il percorso particolarmente piacevole, soprattutto nelle ore più luminose della giornata.
Proseguendo lungo il versante, si raggiunge l’area naturale del Parco del Turona, accessibile dalla strada che collega Bolsena a Montefiascone. Da qui si devia su una sterrata che, dopo un breve tratto immerso nella vegetazione, entra in un fitto bosco di cerri.
È in questo contesto che il sentiero si riallaccia alla storica Via Francigena, seguendo il corso del Fosso d’Arlena.
Il tratto lungo il fosso è tra i più suggestivi dell’escursione: il rumore dell’acqua accompagna il cammino mentre si incontrano piccole cascate, antichi resti e tracce di un paesaggio modellato nel tempo.
In questo ambiente fresco e ombreggiato il percorso alterna tratti lineari a brevi saliscendi, mantenendo sempre una buona percorribilità.
Successivamente il sentiero lascia la valle e risale dolcemente lungo la collina, per poi ridiscendere verso il fondovalle, attraversando l’area della sorgente del Turona.
Questo passaggio segna il ritorno verso un ambiente più aperto e luminoso, fino a ricongiungersi gradualmente al percorso iniziale.
Il rientro avviene lungo un tracciato ad anello che riporta al punto di partenza, chiudendo un’escursione equilibrata e varia, ideale anche in primavera grazie alla presenza di aree attrezzate per la sosta nel parco.
_La pagina ufficiale VisitBolsena.it
5 – Anello nei Monti Sabatini, tra storia e natura
Nel cuore dei Monti Sabatini, tra rilievi di origine vulcanica e paesaggi modellati dal tempo, si sviluppa un itinerario piacevole e poco battuto che ruota attorno al profilo del Monte di Rocca Romana.
Con i suoi 612 metri è la cima più elevata del gruppo e domina dall’alto il vicino Lago di Bracciano, inserito nello scenario protetto del Parco Naturale Regionale Bracciano-Martignano.
Ph.: Gettyimages/Fabrizio Catanzaro
La sua posizione isolata e ben riconoscibile lo rende visibile anche da lontano, persino da punti panoramici di Roma come il Gianicolo, dettaglio che in passato aveva ispirato l’idea — mai realizzata — di collocarvi una grande croce visibile fino alla capitale.
Il percorso non raggiunge la vetta, complice l’assenza di un tracciato segnato e agevole, ma si muove invece lungo i suoi versanti, offrendo una varietà di ambienti che raccontano bene l’identità di questo territorio.
Si parte dal centro di Trevignano Romano e, seguendo Via della Macchia, si guadagna rapidamente quota fino a intercettare il sentiero CAI 266, che coincide anche con un tratto di ciclovia.
Qui l’ambiente cambia: le case lasciano spazio a un fitto bosco di querce che avvolge il versante occidentale del monte, creando un’atmosfera ombrosa e silenziosa.
Il cammino prosegue immerso nel verde, con tratti regolari e piacevoli, fino a quando il bosco si dirada lasciando spazio a scorci più aperti. È in questo punto che si devia sul sentiero 266C, piegando verso sud.
Il paesaggio si apre in una sequenza di colline morbide, campi coltivati e oliveti, mentre sullo sfondo torna protagonista il lago, che accompagna gran parte della discesa con viste ampie e luminose.
Nel complesso si tratta di un’escursione di circa 12 chilometri, con un dislivello intorno ai 350 metri, che richiede mediamente quattro ore di cammino escluse le soste, risultando quindi adatta a chi cerca un’uscita appagante ma senza difficoltà tecniche rilevanti.
_ Il sito ufficiale del Parco di Bracciano
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