Piemonte, Val di Susa in autunno: 4 escursioni tra vette e rifugi
Quattro itinerari per scoprire la Val di Susa a piedi, tra boschi di larici, laghi alpini, antiche mulattiere, vette panoramiche e rifugi dove assaporare la cucina di montagna
Piemonte da camminare in autunno: 4 itinerari in Val di Susa
La Val di Susa è un territorio ricco di sorprese, dove la montagna offre infinite possibilità per chi amacamminare, scoprire luoghi ricchi di storia e lasciarsi conquistare dai sapori della tradizione.
Dai boschi di larici e dai laghi alpini dei Monti della Luna alle antiche mulattiere che conducono alla Sacra di San Michele, fino alle alte quote del Rocciamelone e alle piccole borgate alpine dell’Alta Val di Susa, ogni itinerario racconta un volto diverso di queste montagne.
In questo articolo ti portiamo alla scoperta di quattro mete da raggiungere a piedi, tra panorami spettacolari, sentieri immersi nella natura, testimonianze del passato e rifugi accoglienti in cui concedersi una pausa.
1 – Rifugio La Chardouse: sapori di montagna in un’antica borgata alpina
Nel cuore di Vazon, caratteristica borgata alpina affacciata sulla Val di Susa, il Rifugio La Chardouse è una tappa ideale per chi ama abbinare le passeggiate in montagna alla cucina tradizionale.
Il nome deriva dal termine in patois che indica la carlina, un fiore un tempo appeso alle porte delle case per allontanare le presenze maligne e utilizzato anche come indicatore naturale dei cambiamenti del tempo.
Ph: Gettyimages/Rifugio La Chardouse
Raggiungere La Chardouse può diventare anche l’occasione per scoprire alcune delle borgate storiche del territorio.
Un itinerario parte da Amazas, a circa cinque chilometri da Oulx, e risale verso Soubras e Vazon, attraversando piccoli nuclei rurali, fontane e antiche case alpine.
Da Vazon si può proseguire verso Lozet, immersa tra abeti e larici e affacciata sul Monte Chaberton, per poi continuare tra prati e sentieri che collegano le borgate di Autagnas e Soubras.
Un percorso che unisce paesaggio, architettura tradizionale e cultura gastronomica, ideale per conoscere un angolo meno frequentato dell’Alta Val di Susa e concedersi una sosta dai sapori autentici.
_Il sito ufficiale del Rifugio La Chardouse
2 – Capanna Mautino: un rifugio tra boschi e laghi alpini
Nel suggestivo paesaggio dei Monti della Luna, in Alta Val di Susa, il Rifugio Capanna Mautino è una meta ideale per chi cerca natura, tranquillità e attività all’aria aperta.
Ph: Rifugio Capanna Mautino
La caratteristica casetta rossa si trova nei pressi del Lago Nero, circondata da boschi di larici, specchi d’acqua alpini e ampi panorami che cambiano aspetto con il susseguirsi delle stagioni.
Il rifugio si può raggiungere partendo da Bousson.
Si segue una vecchia strada militare sterrata o si sceglie un itinerario pedonale che attraversa il bosco.
Quest’ultimo, contrassegnato dal rombo rosso del percorso numero 5, si inoltra tra gli alberi e raggiunge Grange Dalma, per poi ricongiungersi alla carrozzabile nei pressi della Cappella della Madonna del Lago Nero.
Da qui si prosegue verso il lago e la vicina caserma della Brigata Alpina, prima di affrontare gli ultimi tornanti che conducono alla Capanna Mautino.
L’itinerario si presta a essere percorso a piedi nella bella stagione o d’inverno con le ciaspole, quando le condizioni della neve lo consentono.
Forse la stagione migliore è l’autunno, quando i larici tingono i versanti di sfumature dorate.
Prima della partenza, è consigliabile verificare l’effettiva apertura del rifugio e le condizioni degli itinerari.
_Il sito ufficiale della Capanna Mautino
3 – Sacra di San Michele, sulla via dell’antica mulattiera
L’itinerario segue un’antica mulattiera che risale il versante della montagna fino alla Sacra di San Michele, uno dei luoghi simbolo della Val di Susa.
Si parte dalla Chiesa di San Pietro Apostolo, nel centro di Chiusa di San Michele, a quota 378 metri, imboccando il sentiero 503.
Ph: Gettyimages/e55evu
Il tracciato sale nel bosco e, dopo circa 50 minuti di cammino, raggiunge un bivio: qui occorre lasciare sulla sinistra la direzione per Borgata San Pietro e restare sul percorso principale. Si arriva così a Pian Paschetto, una radura con area picnic e una fontanella.
Proseguendo si raggiunge il piazzale della Croce Nera, punto di accesso all’ultimo tratto dell’escursione.
Prima di arrivarci, una breve deviazione permette di visitare la Cava d’Andrade, un luogo caratterizzato da grandi blocchi di prasinite, la pietra impiegata anche negli interventi di restauro della Sacra realizzati alla fine del Novecento.
Dal piazzale restano circa dieci minuti di cammino per raggiungere l’abbazia e ammirare il complesso monumentale nella sua spettacolare posizione panoramica.
4 – In vetta al Rocciamelone: pietraie e panorami sconfinati
La salita al Rocciamelone, con i suoi 3.538 metri, è una delle escursioni più rappresentative della Val di Susa e conduce a una delle cime più panoramiche delle Alpi piemontesi.
L’itinerario classico prende avvio in località La Riposa, dove si trova l’omonimo rifugio.
Ph: Gettyimages/honza28683
Da qui il sentiero risale il versante della montagna con pendenza sostenuta, attraversando inizialmente ampi prati d’alta quota.
Seguendo la segnaletica bianco-rossa si raggiunge il Rifugio Ca d’Asti, a 2.854 metri, un punto di riferimento importante lungo la salita.
Da qui l’ambiente cambia progressivamente: i pendii erbosi lasciano spazio a terreni rocciosi e pietraie, mentre il percorso continua a guadagnare quota fino alla Croce di Ferro.
È proprio nell’ultimo tratto che l’escursione richiede maggiore attenzione.
Il sentiero si fa stretto e si snoda tra le rocce, con alcuni passaggi più impegnativi attrezzati con corde. Superata questa sezione, restano poco più di 200 metri di dislivello prima di raggiungere la cima, dove si trovano la statua della Madonna e il Rifugio Santa Maria, utilizzabile come bivacco con 13 posti letto.
Dalla vetta lo sguardo spazia sulla Val di Susa, sulla pianura torinese e su alcune delle grandi montagne dell’arco alpino, tra cui il Monviso e il Monte Rosa.
Sul versante opposto si distinguono il Lago di Malciaussia e ciò che resta del ghiacciaio, in un panorama che ripaga ampiamente della fatica della salita.
L’itinerario richiede un buon allenamento e passo sicuro sui terreni rocciosi.
_I dettagli della salita al Rocciamelone
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