Tra Piemonte e Liguria, le vie del sale che oggi si fanno a piedi
Mulattiere di pastori, strade militari in quota e antichi percorsi commerciali: la Valle Tanaro e la Valle Pesio offrono traversate di più giorni, rifugi accoglienti e borghi medievali. È un angolo delle Alpi di Cuneo da esplorare con calma, in ogni stagione
Sale e prodotti agricoli viaggiavano lungo strade, sentieri e mulattiere percorsi anche da pastori, pellegrini e viaggiatori, fino a trasformare queste montagne in un verocrocevia.
Oggi, in parte dismesse, quelle stesse vie sono diventate un grande patrimonio di strade bianche da vivere a passo lento. Due valli delle Alpi cuneesi ne custodiscono l’anima: la Valle Tanaro e la Valle Pesio.
Valle Tanaro, un fascino introverso tra Piemonte e Liguria
Incastonata tra le Alpi di Cuneo che sfumano verso la Liguria e il suo mare, la Valle Tanaro non è soltanto un corridoio di passaggio tra la Riviera dei Fiori e la Pianura Padana. È una terra variegata, dove natura, storia e cultura si sovrappongono senza soluzione di continuità.
Qui la storia alpina si legge a cielo aperto. La biodiversità botanica si nasconde tra le pieghe di un paesaggio eterogeneo, segnato da tre Siti di Importanza Comunitaria e da un vasto carsismo.
Garessio e Ormea, due borghi da attraversare con lentezza
Il patrimonio culturale della valle trova due tappe imperdibili.
Garessio è inserito tra i Borghi più Belli d’Italia grazie a un nucleo storico di origine medievale che ancora oggi incanta e disorienta.
Valle Tanaro – Ormea – Archivio fotografico ATL del Cuneese (3)
Ormea, invece, è costruita su una pianta a forma di cuore. I suoi vicoli, stretti l’uno all’altro, profumano già di entroterra ligure.
L’Alta Via del Sale e la Balconata di Ormea
Il modo migliore per assaporare la valle è percorrerne la fitta rete di sentieri, strade militari in quota e traversate.
Si comincia dall’Alta Via del Sale, pensata per biker e camminatori ma percorribile, con apposita autorizzazione, anche dai mezzi motorizzati.
Alta Via del Sale – Foto Roberto Croci
È una strada bianca che attraversa scorci lunari carichi di storia, seguendo l’effimero confine tra Italia e Francia, tra Piemonte e Liguria.
C’è poi la Balconata di Ormea, circa quaranta chilometri alle spalle del paese lungo carrarecce e mulattiere, a quote comprese fra 850 e 1.500 metri.
Dislivelli abbordabili, tappe personalizzabili e due rifugi accoglienti la rendono un percorso adatto a tutti.
Lungo il cammino si incontrano borgate abbandonate, castagni secolari, edicole votive, pascoli alpini e laghi nascosti.
Dal Giro del Marguareis all’Alto Tanaro Tour
Chi cerca un’esperienza di più giorni ha l’imbarazzo della scelta.
Il Giro del Marguareis è un’immersione escursionistica di cinque giorni nel cuore dell’omonima Area Protetta: lega simbolicamente la Valle Tanaro alle Valli Pesio ed Ellero, con l’appoggio di cinque rifugi gestiti.
L’Alto Tanaro Tour è invece il trekking di valle più lungo, duro e spettacolare delle Alpi del Sud: 135 chilometri, 8.000 metri di dislivello e nove tappe di cammino e meraviglia.
Completano il quadro l’Alta Via dei Monti Liguri, che sfiora la valle nei pressi del Rifugio di Pian dell’Arma, e la Grande Traversata delle Alpi, che ha inizio proprio dal comune di Ormea.
La cucina bianca dei pastori transumanti
Anche a tavola si sente l’abbraccio tra Liguria e Piemonte.
Molte specialità locali richiamano la cosiddetta “cucina bianca” dei pastori transumanti, fatta di latticini, patate, porri, rape, cereali e aglio.
Il piatto da non perdere è la polenta saracena condita con panna, funghi secchi e porri.
Valle Pesio, un piccolo gioiello che profuma di natura
A prima vista è un’insenatura orografica quasi trascurabile.
Dai margini della piana cuneese, però, la Valle Pesio si addentra nell’anima più selvaggia delle Alpi Liguri, sfiora l’imponente massiccio della Bisalta e sale fino ai 2.651 metri di Punta Marguareis.
La valle stupisce per le sue melodie naturali, che si fanno sentire già alle quote più modeste.
Boschi, pascoli e rocce si fondono con i segni lasciati dall’uomo nei secoli passati.
Dal Castello Mirabello alla Certosa di Pesio
Si passa dai ruderi panoramici del Castello Mirabello alle recenti ricostruzioni dell’Archeopark della Roccarina, attraversando vecchie borgate aggrappate ai versanti di media valle.
Sono le tracce di una civiltà rurale eroica, ma rispettosa dell’ambiente.
Non è un caso che la Valle Pesio custodisca una delle aree protette più antiche del Piemonte, grazie a una biodiversità botanica con pochi eguali nell’intero arco alpino italiano.
La Certosa di Pesio – Foto Roberto Croci
Molti sentieri si immergono nel delicato respiro dell’ex Parco Naturale del Marguareis, disposto a ventaglio alle spalle della Certosa di Pesio.
Fondata nel 1173 e ampliata soprattutto tra il XVI e il XVII secolo, la Certosa ha conosciuto diversi rimaneggiamenti, ma conserva ancora oggi un’impronta spirituale intensa e coinvolgente.
Il Giro del Marguareis e le camminate più brevi
Tra le proposte più affascinanti torna il celebre Giro del Marguareis: cinque giorni tra i paesaggi carsici dell’alta valle, con l’appoggio del Rifugio di Pian delle Gorre, del Rifugio Garelli, del Rifugio Mondovì, del Rifugio Mongioie e del Rifugio Don Barbera.
Non mancano camminate più brevi ma altrettanto suggestive: verso lo straordinario Pis del Pesio e le Cascate del Saut, oppure verso l’Osservatorio faunistico delle Canavere.
Da ricordare anche il Sentiero Naturalistico autoguidato, attrezzato con pannelli divulgativi, che collega la Certosa a Pian delle Gorre.
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La Via del Duca e il Sentiero delle Borgate
Proprio da Pian delle Gorre parte la riqualificata Via del Duca, che raggiunge il Colle del Prel lungo l’ex rotabile 194, costruita a partire dal 1940 dall’allora Genio di Cuneo.
Oggi è un must per gli amanti delle due ruote e permette di collegarsi alla frequentata Alta Via del Sale.
Per vivere la bassa Valle Pesio anche in autunno o in primavera, è altamente consigliato il Sentiero delle Borgate.
Si snoda per circa quindici chilometri sul versante idrografico destro, lambendo decine di frazioni e attraversando angoli paesaggistici di assoluto livello.
Dove il passo lento ritrova la memoria
Camminare in queste valli significa ripercorrere, un passo dopo l’altro, le tracce di chi le ha attraversate per necessità: mercanti, pastori, pellegrini.
Le vie del sale non trasportano più merci, ma continuano a collegare mondi diversi, la montagna e il mare, il Piemonte e la Liguria.
Ed è forse questo il loro dono più prezioso: ricordarci che la lentezza, qui, non è una scelta di moda ma un modo antico di abitare il territorio.
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