I massicci del Marguareis, nel Parco Nazionale delle Alpi Marittime - Foto Getty Images
Ci sono trekking che si misurano in chilometri e altri che si misurano in paesaggi.
Il Giro del Marguareis appartiene alla seconda categoria: un anello a tappe nelle Alpi Liguri che in cinque giornate tocca quattro valli diverse, ciascuna con un carattere proprio, ruotando attorno alla vetta più alta del gruppo, i 2651 metri del Marguareis.
Si parte dalla Valle Pesio, addentrandosi nei boschi di abete bianco del Parco del Marguareis, per poi salire lungo gli ampi pascoli erbosi delle alte valli Pesio ed Ellero.
Con una variante più impegnativa è possibile passare in Val Corsaglia, dove si trovano due magnifici laghi alpini, della Raschera e Brignola.
Da qui si raggiunge l’alta Valle Tanaro, da dove lo sguardo arriva fino alla riviera ligure.
Un ultimo sforzo riporta in Valle Pesio, lambendo la Valle Roya e attraversando l’altopiano carsico della Conca delle Carsene.
L’itinerario si sviluppa così di ampio respiro, toccando quattro valli: Pesio, Ellero, Corsaglia e Tanaro, con al centro il Marguareis.
I due versanti della montagna offrono ambienti nettamente contrastanti, che ricordano sia le Dolomiti sia il Carso.
Il versante meridionale, poco inclinato e accogliente, presenta caratteristiche prettamente carsiche, con numerose cavità
Il versante settentrionale è invece una grande barriera che chiude la Valle Pesio: un allungato versante dolomitico dalle linee verticali, inciso profondamente da canaloni innevati per buona parte dell’anno.
Durante l’escursione conviene portare una buona riserva d’acqua, vista la scarsità di fonti lungo il percorso. I mesi ideali per affrontare il giro sono giugno e settembre.
Dal Pian delle Gorre si segue la strada a sinistra del rifugio omonimo per 200 metri e si svolta a sinistra verso il Pian del Creus.
Si sale ripidi nel bosco di abete bianco del Buscaiè e si raggiunge il Pian del Creus (1269 m) dopo circa un’ora di cammino.
Il pian delle Gorre – Foto Getty Images
Si attraversa il pianoro e il ruscello e si prosegue nel vallone fino al Gias Madonna (1653 m).
Qui si svolta a destra e, dopo un lungo traverso e aver superato il Gias da Costa, si giunge al Gias Soprano di Sestrera (1842 m).
Si procede oltre e in circa mezz’ora si raggiunge il Pian del Lupo e quindi il Rifugio Garelli (1970 m).
Nei pressi del rifugio si trova la stazione botanica alpina Bicknell-Burnat, creata dal Parco per preservare gli endemismi botanici delle Alpi Liguri: una visita merita una sosta.
Dal Pian del Lupo si sale fino al Colle di Porta Sestrera (2225 m).
Da qui si scende fino a un bivio, da prendere a sinistra.
Si passa a Porta Biecai dopo aver costeggiato l’omonimo lago (1998 m), che nel periodo estivo si presenta asciutto.
Con una ripida discesa si raggiunge il sottostante vallone dove sorge il rifugio Havis de Giorgio-Mondovì, nella splendida conca del Pian Marchisa.
Nelle vicinanze è visibile il Pis dell’Ellero: in primavera dalla cavità in parete sgorga uno spettacolare getto d’acqua.
Si risale la Valle Ellero lungo la strada sterrata fino all’alpeggio Gias Gruppetti (1890 m).
Da qui si stacca sulla destra il sentiero che porta al Passo delle Saline (2174 m).
Si scende nella ripida gola delle Saline e, dopo aver superato il rifugio Ciarlo Bossi, al bivio successivo si svolta a sinistra (1500 m).
Si riprende a salire fino alla bella Colla di Carnino (1597 m).
Da qui si prosegue a mezzacosta e si supera il vallone su un ponte tibetano vicino alla famosa grotta delle Vene.
Si continua con alcuni saliscendi fino al Pian Rosso, dove si trova il Rifugio Mongioie (1555 m).
Dal Rifugio Mongioie si ripercorre al contrario l’itinerario fino al bivio per il Passo delle Saline (1500 m). Qui si svolta a sinistra e si raggiunge il villaggio di Carnino inferiore e poi quello di Carnino superiore (1397 m).
Valle Ellero – Foto Getty Images
Il piccolo paese è caratterizzato dal tetto racchiuso: i timpani superano la copertura formando due cordoli in pietra, utili a creare una sponda alla paglia e a permettere l’accesso al tetto.
Da Carnino si sale nel vallone della Chiesetta fino alla sella di Carnino, dove il vallone si allarga (1913 m). Si continua a salire lungo i pascoli alpini fino al Colle dei Signori e al Rifugio Don Barbera (2079 m).
Da qui è possibile raggiungere la vetta del Marguareis, con circa due ore tra andata e ritorno.
Dal Colle dei Signori si segue la strada militare fino all’alpeggio di Pian Ambrogi, attraversando uno degli altopiani carsici d’alta quota più imponenti della zona.
Superato Pian Ambrogi si prende il sentiero sulla destra che porta alla Colla Piana di Malaberga (2219 m), nei pressi del rifugio speleologico Capanna Morgantini.
Da qui, lungo la vecchia strada militare, si scende al Gias dell’Ortica (1855 m) costeggiando la Conca delle Carsene, e si risale a destra verso il Passo del Duca (1890 m).
Da qui inizia una lunga discesa sulla vecchia via militare che, con ampi tornanti, conduce al Gias degli Arpi (1460 m).
Proseguendo si attraversa il bosco del Prel, con i suoi abeti bianchi, e si giunge al Saut, dove si possono ammirare le vicine cascate omonime. In breve si raggiunge il Pian delle Gorre (1000 m), completando l’anello.
Il fascino del Giro del Marguareis sta proprio in questa alternanza: la dolcezza dei pascoli e dei boschi di abete bianco da un lato, l’asprezza dei canaloni dolomitici e degli altopiani carsici dall’altro.
Cinque giornate che, da rifugio a rifugio, raccontano un angolo di Alpi ancora poco frequentato, dove la montagna sa farsi insieme accogliente e severa.
Percorrere questo anello significa leggere in poche tappe la doppia anima delle Alpi Liguri, lì dove la pietra calcarea e l’acqua hanno scolpito un paesaggio che resta a lungo nella memoria di chi cammina.
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