Il famoso alpinista Nirmal Purja è tra i dispersi dopo una valanga sul Karakorum
Sale il bilancio della slavina che ha travolto dieci alpinisti sulla vetta pakistana. Le squadre a terra hanno recuperato quattro salme, ancora senza identità. Tra chi manca all'appello il nepalese dei record. Elicotteri fermi in attesa di una finestra meteo.
Una valanga di enormi proporzioni ha travolto un gruppo di dieci alpinisti impegnati sul Broad Peak, la vetta pakistana che sfiora gli 8.050 metri.
Le squadre di soccorso,impegnate via terra, hanno finora recuperato quattro corpi, le cui identità non sono ancora state accertate.
Tra le persone disperse c’è anche Nirmal “Nims” Purja, l’alpinista nepalese diventato una celebrità per le sua impresa di scalare 14 Ottomila in soli 7 mesi, raccontata in un documentario Netflix.
Secondo un comunicato diffuso dall’Alpine Club of Pakistan, la slavina ha colpito la cordata intorno a mezzogiorno di giovedì 30 luglio, ora locale.
Da quel momento è calato il silenzio: non è stato ancora comunicato a quale quota si trovassero gli alpinisti, né è possibile stabilire se siano stati investiti direttamente dal distacco oppure se la valanga abbia solo interrotto i sistemi di comunicazione.
“L’intera squadra è rimasta senza comunicazioni dal momento della valanga”, si legge nella nota dell’associazione alpinistica pakistana.
Il bilancio che si aggrava
Un primo aggiornamento diffuso da Seven Summit Treks parlava di due corpi individuati; con l’avanzare delle operazioni condotte dalle squadre via terra, il numero è stato portato a quattro.
La conferma è arrivata da Irfan Arshad Khan, presidente dell’Alpine Club of Pakistan. Resta però da chiarire la dinamica precisa dell’incidente e quanti alpinisti siano stati direttamente travolti.
L’assenza di comunicazioni con il gruppo non consente, al momento, di ricostruire con certezza la posizione dei singoli componenti né di associare i corpi recuperati ai nomi diffusi.
Soccorsi a terra, elicotteri in attesa
I dati di tracciamento della spedizione mostrano una discesa rapidissima, compatibile con il movimento di una massa nevosa in caduta.
L’intervento è stato avviato via terra, mentre le autorità pakistane lavorano per rendere disponibile il supporto aereo.
Il presidente Arshad e i vertici dell’associazione sono in contatto con il governo e con le agenzie competenti per mobilitare elicotteri e altre risorse, compatibilmente con il meteo e con le condizioni operative in quota.
Anche dal campo base del Broad Peak sarebbe arrivata la richiesta di un intervento aereo urgente.
La finestra meteorologica era stata considerata incerta fin dall’inizio. Il 29 luglio il peggioramento del tempo aveva già costretto le spedizioni sul vicino K2 a rinviare i propri tentativi di vetta.
Chi è Nims Purja
Purja stava guidando una spedizione per conto della sua società, Elite Exped, quando si è verificata la valanga.
Il suo nome è legato al documentario Netflix 14 Peaks: Nothing Is Impossible, uscito nel 2021, che ha raccontato l’impresa con cui ha polverizzato il precedente record di velocità nella salita delle quattordici cime oltre gli 8.000 metri.
Secondo l’Everest Chronicle, la valanga è arrivata a pochi giorni da un altro traguardo: il 21 luglio Nims aveva completato la sua 57ª salita di un Ottomila, prendendo parte alla salita del Gasherbrum II con le squadre di Elite Exped e Imagine Nepal.
L’alpinista era vicino a portare a termine la sua Hat Trick Campaign, il progetto di scalare tutti i quattordici Ottomila per tre volte.
Purja è conosciuto anche per la fondazione che porta il suo nome, con cui ha raccolto fondi a beneficio della comunità dell’alpinismo.
Di recente aveva inaugurato un nuovo rifugio per i portatori nella regione dell’Everest, destinato ai lavoratori che trasportano materiali per le spedizioni.
Gli altri dispersi
Accanto a Purja mancano all’appello i nepalesi Pur Bahadur Gurung, Kili Pemba Sherpa, Nima Sherpa e Nawang Thindu Sherpa, il pakistano Sohail Sakhi, il cinese Wang Zhong, la statunitense Mallory Geis e l’omanita Ahmed Abdullah Al Harthy.
Per Sakhi il Broad Peak rappresentava l’ultimo degli Ottomila del Pakistan ancora da raggiungere, dopo le ascensioni di K2, Nanga Parbat, Gasherbrum I e Gasherbrum II.
Sulla montagna accompagnava Mallory Geis nel tentativo del suo primo Ottomila.