Yosemite in vendita? Il piano Trump per far entrare i privati nel parco
Secondo documenti visionati dal New York Times, l'amministrazione Usa sta valutando la cessione di alcuni terreni del parco ad una società di investimenti che costruirà residenze di lusso e strade. Ex dirigenti del Park Service e senatori californiani insorgono: "Se accade a Yosemite, può accadere ovunque"
L’amministrazione Trump ha proposto di cedere un piccolo lotto di terreno all’interno del parco nazionale di Yosemite, in California, per consentire a un costruttoreprivato di accedere direttamente all’area protetta.
Lo rivela il New York Times, che cita funzionari federali e documenti visionati dal quotidiano.
Il piano prevede il trasferimento di una piccola porzione di terreno, situata appena all’interno del confine occidentale di Yosemite, a una società controllata da Kingsbarn Realty Capital, fondo di private equity immobiliare.
Kingsbarn intende costruire una strada e sviluppare due lotti di sua proprietà, di circa 16 ettari ciascuno (40 acri), vicino al parco.
In cambio, la società acquisterebbe terreni di valore equivalente, nei pressi di Yosemite o altrove in California, per consegnarli al National Park Service.
Un’area simbolo del sistema dei parchi
Yosemite è celebre per le sue cascate imponenti, le sequoie giganti e i monoliti modellati dai ghiacciai come Half Dome ed El Capitan.
È uno dei parchi nazionali più visitati degli Stati Uniti e, secondo il New York Times, è diventato ancora più affollato dopo che l’amministrazione Trump ha eliminato il sistema di prenotazione estivo.
Proprio per questo la proposta ha allarmato ambientalisti ed ex dirigenti del Park Service, secondo i quali la punta di diamante del sistema dei parchi americani dovrebbe restare protetto da qualsiasi sviluppo edilizio.
“È così ridicolo da far venire il voltastomaco”, ha dichiarato Don Neubacher, ex sovrintendente di Yosemite dal 2010 al 2016 e oggi membro del consiglio esecutivo della Coalition to Protect America’s National Parks.
Neubacher ricorda che una proposta simile era stata avanzata nei primi anni Duemila e respinta, prima dal Park Service e poi in tribunale.
Chi è Kingsbarn e cosa vuole costruire
Secondo i registri immobiliari, Kingsbarn ha acquistato i due lotti all’inizio del 2024 per 4 milioni di dollari (circa 3,4 milioni di euro), attraverso una società a responsabilità limitata chiamata Sanctuary at Yosemite.
Il New York Times segnala inoltre che l’amministratore delegato di Kingsbarn, Jeff Pori, ha effettuato regolari donazioni di piccolo importo alla campagna presidenziale di Trump del 2024, per oltre 4.000 dollari complessivi.
A rappresentare la società è Lanny Davis, lobbista di Washington ed ex consigliere dell’ex presidente Bill Clinton.
Davis ha spiegato che Kingsbarn punta a realizzare un complesso di fascia alta con lodge, abitazioni ed edifici commerciali.
Secondo il lobbista, una strada di collegamento più breve, resa possibile dallo scambio di terreni, ridurrebbe l’inquinamento prodotto da residenti e clienti, rendendo il progetto migliore dal punto di vista ambientale.
Davis ha aggiunto che i costruttori avevano inizialmente cercato di acquistare direttamente il terreno, ma i responsabili di Yosemite avrebbero indicato lo scambio come unica opzione legale.
Negli ultimi due mesi, ha riferito, ha incontrato ogni settimana in videoconferenza il personale e i dirigenti del parco; i funzionari del Dipartimento dell’Interno di Washington non partecipano, mentre a volte è presente lo stesso Pori.
“Abbiamo completato un rilievo e siamo nella fase finale di valutazione del valore”, ha detto Davis, precisando che la proposta è “quasi pronta”.
Il governo: “Nessuna decisione finale”
Aubrie Spady, portavoce del Dipartimento dell’Interno, da cui dipende il Park Service, ha dichiarato che non è stata presa alcuna decisione definitiva.
“Qualsiasi proposta di scambio di terreni o di accesso che coinvolga aree del National Park Service sarebbe soggetta a tutte le leggi federali, i regolamenti e le politiche dipartimentali applicabili, comprese le procedure obbligatorie di valutazione ambientale e di informazione pubblica”, ha affermato.
Tuttavia, secondo due ex funzionari del Park Service che hanno chiesto l’anonimato per timore di ritorsioni, i nominati politici del Dipartimento dell’Interno discutono dello scambio da oltre un anno, definendolo una priorità assoluta.
Il Dipartimento ha inoltre comunicato al Congresso l’intenzione di coprire i costi dell’operazione attraverso il Land and Water Conservation Fund, un fondo che i democratici considerano destinato ai programmi di conservazione sulle terre pubbliche.
La reazione dei senatori californiani
I due senatori democratici della California, Alex Padilla e Adam Schiff, hanno condannato la proposta e stanno lavorando con la Commissione Stanziamenti del Senato per bloccarla.
“Questa è l’amministrazione più corrotta della storia”, ha dichiarato Padilla. “Il Land and Water Conservation Fund esiste per acquisire terreni e diritti sui terreni al fine di salvaguardare aree naturali, risorse idriche e patrimonio culturale e per offrire opportunità ricreative a tutti gli americani”.
Cicely Muldoon, sovrintendente di Yosemite dal 2020 fino al pensionamento nel febbraio 2025, ha ricordato che gli scambi di terreni dovrebbero garantire al Park Service un beneficio netto, per esempio nuovo habitat per la fauna selvatica.
In questo caso, ha osservato, il vantaggio per il pubblico non è chiaro.
Muldoon teme anche il precedente per gli oltre 400 parchi nazionali e siti storici del Paese: “Yosemite è una sorta di indicatore per i parchi nazionali. Se questo può accadere a Yosemite, può davvero accadere ovunque nel sistema”.
Una disputa che dura dagli anni Novanta
Il terreno in questione è al centro di contese immobiliari dalla fine degli anni Novanta, quando Lewis Geyser, costruttore di Solvang, California, acquistò un tratto di foresta impervia sul confine occidentale di Yosemite per realizzare un resort chiamato Hazel Green Ranch.
Il progetto si trovava vicino all’ingresso di Big Oak Flat, sulla strada statale 120.
In un primo momento i responsabili del parco cercarono un accordo con il proprietario per creare un parcheggio esterno, da cui i visitatori avrebbero raggiunto Yosemite in navetta.
Il piano fallì. Geyser chiese allora una servitù di passaggio su un tratto di circa 400 metri (un quarto di miglio) di proprietà del parco. Al rifiuto, nel 2007 fece causa.
Il Sierra Club e altre associazioni ambientaliste si schierarono con il governo federale e la vertenza si trascinò fino al 2012, quando una corte d’appello federale di San Francisco diede torto al costruttore.
“Fu un buon finale e pensavamo tutti che fosse finita”, ha ricordato Neubacher. “Yosemite è una cattedrale spettacolare, ma se vogliamo preservarla per le generazioni future non possiamo continuare ad ammassare auto sulla strada”.
Dopo l’acquisto del 2024, secondo Muldoon, Kingsbarn ha tentato di riaprire la discussione su una strada privata, ricevendo la risposta che il Park Service non poteva legalmente autorizzare l’accesso.
Poi Trump è tornato alla Casa Bianca. Nella primavera del 2025, secondo funzionari attuali ed ex a conoscenza delle conversazioni, il Dipartimento stava già riesaminando la richiesta di Kingsbarn, e la voce che il progetto fosse una priorità dei nominati politici di Washington aveva iniziato a circolare.
➡️ Aggiungi TREKKING&Outdoor come fonte preferita su Google