TERRE DI MURGIA: Non di solo pane

18 marzo 2020 - 11:08

Il nome di Altamura è ormai per tutti legato indissolubilmente all’omonimo pane che, dal 2003, è tutelato da un meritatissimo marchio DOP. Si farebbe però gran tortoalle squisite pagnotte a “cappidde de prèvete”e “sckuanète” (accavallate) a gustarle solo con la bocca, senza nulla sapere della terra e della cultura di cui sono impastate. Allora via: prima di mettervi a tavola seguiteci nel nostro tour a due ruote fra le gravine, i borghi e i campi ondulati dell’Alta Murgia.

Certo che la scienza, quando ci si mette, sa proprio essere priva di ogni poesia! Prendete ad esempio il termine “pseudosteppa” con cui i geografi definiscono l’ambiente naturale caratteristico dell’Alta Murgia. La prima cosa che ti viene in mente è una versione da discount della Siberia, con gli arbusti di compensato e le praterie di plastica… Invece è tutto il contrario. Di siberiano nelle Murge c’è solo la temperatura in qualche rara giornata invernale, quando il vento dei Balcani scavalca l’Adriatico e arriva a bussare alle porte dei borghi bianchi della Puglia. Il resto è sole mediterraneo, di quello che fa crescere il grano, asciuga i pozzi e riempie le botti di vino denso come il sangue.
“Pseudo” poi, è un prefisso che qui non si attacca da nessuna parte. Il fatto è che per intenderlo questo posto non lo devi dire, ci devi star dentro. Te lo devi sentire pesare addosso mentre fatichi su un tratturo che sembrava in piano (e invece, accidenti a lui!), con la bici che sbatacchia sopra i sassi di calcare e il Lino delle fate – quell’erba stipa che qui abbonda e da cui la Steppa ha preso il nome – che si infila ovunque fra gli ingranaggi del cambio. Poi lo devi assaporare in tutta la sua leggerezza, scivolando giù dolcemente da un pendio di quelli dove non c’è bisogno né di pedalare né di toccare i freni e dove ti senti finalmente in sintonia con tutta quella meravigliosa geometria di piani ondulati.

 

Strappi nella tovaglia

Pedalare nel territorio di Altamura e del vicino borgo di Santeramo è un po’ come sfogliare un compendio degli aspetti più caratteristici e affascinanti del territorio dell’Alta Murgia. Ci sono le stradine interminabili di campagna, un dedalo di “comunali esterne” dove c’è solo l’imbarazzo della scelta di dove ti puoi andare a perdere. Attorno campi di grano e brughi, tessuti su un sottilissimo lenzuolo di terra rossa. È una tovaglia vecchia e sopra ci sono disseminate ovunque le briciole dei pasti dei titani, indigeste per gli uomini-contadini che da millenni le accumulano con pazienza e rassegnazione in lunghe file bianche, a confine e riparo loro campi. Ogni tanto c’è uno strappo nel lenzuolo (qui li chiamano gravine) e allora si vede la tavola di calcare sopra cui poggia il Tacco d’Italia. Sarà colpa dell’umidità del vicino mare, ma la mensa è cariata: ci sono buchi e grotte profonde, capaci di inghiottire interi laghi. Certi nostri antenati lì ci avevano fatto la casa. La sensibilità ecologica era quella che era, e ancor’oggi, dopo innumerevoli secoli, si trovano in giro le loro cianfrusaglie: amigdale, ceramiche e anche rare conchiglie, come quella ritrovata nell’impressionante voragine del Pulo di Altamura. Qualcuno ci lasciò pure le ossa, rotolando giù nel fondo di una grotta della contrada Lamalunga. Gli speleologi le rinvenirono nel 1993, svelando che fra i progenitori dei “Sapiens sapiens” c’era anche un misterioso “Uomo arcaico”, di cui nessuno ancora sapeva nulla.

 

Le pietre degli uomini

È davvero una natura potente quella che domina le Murge e se questa forza riesce ad incutere un po’ di timore anche al turista di passaggio, figuriamoci quale doveva essere il sentimento di quegli uomini che nei secoli passati hanno voluto dare il nome di casa a questo territorio. Forse è anche da questa “minaccia latente” (oltre che da quelle ben più reali rappresentate dalle bramosie di principi, baroni e mariuoli assortiti) che sono nate le architetture possenti delle masserie fortificate disseminate fra le contrade di Altamura e Santeramo. Forse questo stesso sentimento ha plasmato la geometria dei due borghi, con le case addossate le une alle altre a guardarsi le spalle e i claustri, spazi aperti dove tutto però è sotto il controllo dell’uomo, pure l’acqua che cade dal cielo, incanalata dal terreno scosceso della piazzetta verso le cisterne sotterranee, pronta all’uso in caso di assedio o siccità. A guardare lo splendido portale della Cattedrale d’Altamura e poi le geometrie dei palazzi nobiliari o i gioiosi affreschi delle chiese rupestri, però viene da pensare che ad aver generato tanta bellezza non sia paura, ma solo meraviglia e il senso della bellezza ispirato proprio dall’armonia della natura circostante.

 

_ GLI ITINERARI A PIEDI:

 

Itinerario di Santeramo in Colle: Avventuriamoci alla scoperta degli stretti vicoli e delle case bianche dei centri storici di Altamura e Santeramo in Colle:

 

 

 

 

 

Itinerario dei Claustri di Altamura: Altamura è la città di Federico II di Svevia, “Puer Apuliae”, il ragazzo della Puglia, che la volle rifondare ed ergere a sua roccaforte.

 

 

 

 

Itinerario di Altamura “Il Borgo Antico”: Tuffarsi a capofitto nel centro storico di Altamura.

 

 

 

 

 

Itinerario di Altamura, le eccellenze dell’artigianato: Oltre a chiese, palazzi nobiliari e monumenti, c’è un’altra splendida realtà nei borghi delle Terre di Murgia tutta da scoprire…

 

 

 

 

_ GLI ITINERARI IN MOUNTAINBIKE:

 

Itinerario Bike, Jazzo Sant’Angelo e le Quite: Certo che la scienza, quando ci si mette, sa proprio essere priva di ogni poesia! 

 

 

 

 

Itinerario Bike, le Chiese Rupestri: E ‘davvero una natura potente quella che domina le Murge, se questa forza riesce ad incutere un po’ di timore anche al turista di passaggio, figuriamoci quale doveva essere il sentimento di quegli uomini che nei secoli passati hanno voluto dare il nome di casa a questo territorio.

 

 

 

 

Itinerario Bike Murgia, le Grandi Doline: Pedalare nel territorio di Altamura e del vicino borgo di Santeramo è un po’ come sfogliare un compendio degli aspetti più caratteristici e affascinanti del territorio dell’Alta Murgia. 

 

 

Articolo:
La redazione