Colpo di calore: il bagno di ghiaccio che salva gli escursionisti

20 agosto 2026 - 12:13

Negli Stati Uniti i soccorritori hanno abbandonato le vecchie borse del ghiaccio per un dispositivo portatile a immersione fredda. Ecco come funziona e perché è considerato il metodo più efficace contro l'ipertermia da sforzo.

Quando le temperature salgono e un escursionista viene colto da un colpo di calore, ogni minuto conta.

Per questo alcuni soccorritori statunitensi hanno adottato una tecnicache ribalta le procedure tradizionali: un bagno di ghiaccio portatile.

Si tratta di un dispositivo che è una via di mezzo tra un telo di plastica e un sacco a pelo, capace di abbassare rapidamente la temperatura corporea di chi è in pericolo.

Perché le borse del ghiaccio non bastano

Fino a poco tempo fa, il protocollo prevedeva di collocare impacchi di ghiaccio sotto le ascelle e all’inguine del paziente. Un metodo che, di fronte ai casi più gravi, si è però rivelato insufficiente.

“Mettevamo gli impacchi di ghiaccio sotto le ascelle e all’inguine, ma ci siamo resi conto che non raffreddava le persone abbastanza in fretta”, ha spiegato Mike Johnson, capitano di un corpo dei vigili del fuoco statunitense, al magazine americano Outside.

“Quando la temperatura di una persona è molto alta, funziona solo l’immersione in acqua fredda”.

Il colpo di calore e l’immersione fredda

Negli ultimi anni i bagni gelati sono diventati popolari come rimedio per disturbi che vanno dalla depressione all’ansia fino all’insonnia, oltre che per alleviare i muscoli affaticati.

Si tende però a dimenticare un aspetto essenziale: l’immersione in acqua ghiacciata è il modo migliore per contrastare il colpo di calore.

La National Library of Medicine ha pubblicato diversi studi sui benefici dei bagni freddi nel trattamento dei pazienti in stato di ipertermia.

Un rapporto definisce l’immersione fredda lo standard di riferimento per il trattamento del colpo di calore da sforzo.

Un documento della Mayo Clinic sottolinea che quanto più rapidamente una persona colpita da colpo di calore riceve l’immersione in acqua fredda, tanto minore è il rischio di morte e di danni agli organi.

Il salvataggio sul sentiero

Il dispositivo ha probabilmente salvato la vita a un’escursionista su una montagna nei pressi di Phoenix, in Arizona, domenica 16 agosto.

I soccorritori sono intervenuti dopo una chiamata di emergenza arrivata alle 11 del mattino, raggiungendo l’imbocco del sentiero. A metà del percorso hanno individuato una donna colpita da colpo di calore e incapace di scendere autonomamente.

Foto: Phoenix Fire Department

Le squadre hanno chiamato un elicottero e hanno issato la donna per trasportarla all’inizio del sentiero dove, ad attenderla, c’era un’altra squadra di soccorso.

Secondo quanto riportato dai Vigili del Fuoco, la donna è stata collocata all’interno del sacco pieno di ghiaccio e acqua, solo dopo è stata trasportata in un ospedale vicino.

Come funziona il dispositivo

Perché si possa ricorrere al bagno freddo, secondo le linee guida mediche americane, il paziente deve presentare due sintomi principali:

  1. una temperatura corporea interna pari o superiore ai 40 gradi Celsius (104 gradi Fahrenheit)
  2. segni di uno “stato alterato”.

Se entrambe le condizioni sono soddisfatte, i soccorritori estraggono immediatamente il dispositivo.

Ripiegato, ha le dimensioni di una piccola tovaglia e può essere riposto facilmente in un mezzo di soccorso.

Le squadre lo aprono, lo srotolano e lo riempiono di ghiaccio; il paziente viene collocato all’interno e solo dopo si aggiunge l’acqua.

“Monitoriamo la loro temperatura mentre sono immersi nel ghiaccio”, ha raccontato il Vigile del Fuoco.  “Abbiamo avuto ottimi risultati. Raffredda la temperatura corporea interna in modo estremamente rapido” ha aggiunto.

Dall’esercito ai vigili del fuoco

L’idea di investire in questa tecnologia è nata da un membro del corpo che aveva visto dispositivi simili impiegati dall’esercito statunitense.

Nel 2024 il reparto li ha sperimentati in via provvisoria e, dopo alcuni salvataggi riusciti, ha addestrato le squadre a utilizzarli in modo permanente.

Oggi questi strumenti, nelle squadre di soccorso di alcuni stati americano, sono diffusi tanto quanto una cassetta del pronto soccorso.

“In questo periodo dell’anno li portiamo praticamente a ogni chiamata”, ha concluso il soccorritore.

“Se arriva una segnalazione di emergenza legata al caldo, questo dispositivo ci permette di abbassare rapidamente la temperatura corporea e salvare vite”.

 

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