Perché portare i bambini nei boschi li fa crescere meglio

14 agosto 2026 - 12:00

Correre tra gli alberi non è solo gioco. La natura stimola i sensi, allena il corpo e nutre la mente dei più piccoli. Ecco perché il contatto con boschi e montagna è essenziale per una crescita sana ed equilibrata

I bambini hanno diritto di riappropriarsi del contatto con la natura.

Una crescita priva di rapporto con gli ambienti naturali può provocare problemi allo sviluppo, perchéla natura ha un ruolo centrale nella maturazione psicologica e fisica del bambino.

Eppure, generazione dopo generazione, questo legame si è progressivamente indebolito.

Quando il tempo libero era ancora tempo da perdere

Il crescente benessere della società occidentale ha portato molti ragazzi ad avere sempre più stimoli e attività nella loro giornata.

Il concetto stesso di tempo libero si è gradualmente perso.

Questo approccio conduce spesso alla compressione dei desideri, della fantasia e delle reali passioni dei bambini, che si limitano ad accettare quello che i genitori consigliano.

Fin da tenera età i bambini vengono incanalati lungo una strada senza bivi né incroci, dritta e comoda, in cui ogni cosa sembra debba andare come dicono i grandi.

È quanto accade alle ultime generazioni, dai nati nei primi anni Ottanta fino ai giovani di oggi.

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Negli anni Cinquanta e Sessanta le piccole città, le campagne e i borghi erano ancora molto popolati.

C’erano scuole, asili e botteghe, e si vedevano comitive di ragazzi che al pomeriggio vivevano tra boschi e alberi, giocando con tutto quello che li circondava.

La natura era la vera maestra: era lei a dettare tempi e luoghi dei giochi, a mostrare il passare del tempo e delle stagioni con un panorama in continua mutazione.

I ragazzini si organizzavano in gruppi, con i più grandi che guidavano i più piccoli, tutti insieme alla continua ricerca di qualcosa da fare.

Ed era proprio questa la grande differenza: quella ricerca che si è completamente smarrita tra la selva di stimoli e attività che non lasciano il tempo nemmeno di prendere fiato.

Proprio dal tempo passato nella natura, tra noia e gioia, hanno preso coscienza di sé alcune tra le migliori menti degli ultimi decenni, in campi che vanno dalla cultura alla tecnologia.

Perché l’interazione con la natura ha numerosi benefici, non solo fisici ma soprattutto psicologici e mentali.

I numerosi studi condotti sull’argomento ne hanno riconosciuto l’importanza in ambiti diversissimi, da quello pedagogico e psicologico fino a quello medico e persino spirituale.

Stimolazione dei sensi

Provate a ricordare l’ultima volta che avete camminato in mezzo alla natura: torneranno in mente tante sensazioni diverse.

Il suono del vento che muove le fronde, il profumo dei pini o delle foglie bagnate dalla pioggia, la sensazione del prato sotto i piedi, il sapore di un frutto appena colto.

Questi ricordi sono la prova della capacità dell’ambiente naturale di attivare contemporaneamente tutti i sensi, e questa sollecitazione diffusa provoca piacere e rilassamento.

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È ciò che viene definito attenzione diffusa: si mette in campo quando ci confrontiamo con stimoli sensoriali inattesi.

Precisamente il contrario di quanto avviene in ambienti domestici, per esempio davanti allo schermo di un tablet o di un televisore, dove si attiva la cosiddetta attenzione intenzionale, che coinvolge solo alcuni sensi utili a una determinata attività.

Illuminante è il parere di Richard Louv, giornalista scientifico e autore del volume “Last Child in the Woods”, che ritiene i disturbi infantili di deficit di attenzione (ADD) e iperattività (ADHD) direttamente correlati alla mancanza di interazione con gli ambienti naturali.

Tanto che l’insieme di queste patologie potrebbe definirsi come disturbi da deficit di natura, conseguenza di una medesima causa.

Movimento

I bambini, specie nei primi anni di vita, per un corretto sviluppo sensoriale hanno bisogno di stimoli sia cerebrali che fisici.

Per questo il tempo trascorso nella natura è così importante per la crescita: camminare, correre, saltare e arrampicarsi sono sollecitazioni essenziali per permettere al bambino di prendere confidenza con il suo corpo, con la fatica e lo sforzo, acquisendo coscienza dei propri limiti.

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L’esplorazione di un ambiente nuovo e ricco di stimoli sensoriali come quello naturale favorisce uno scambio di informazioni e risposte tra i muscoli e il cervello.

Il bambino può così migliorare e perfezionare non solo le prestazioni fisiche, ma anche le capacità psichiche e intellettive.

Scoperta e meraviglia

La ricerca di Hoffman ha dimostrato che i bambini vivono molte esperienze di estasi e trascendenza durante l’infanzia, e quelle più spirituali avvengono proprio nella natura.

Gli ambienti naturali sono ricchi di stimoli e percezioni per tutti i sensi, che possono così affinarsi e svilupparsi.

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La possibilità di scoprire in ogni momento qualcosa di nuovo, di venire in contatto con forme di vita vegetali e animali sconosciute, è una potente spinta per la curiosità, per la voglia di scoprire e il gusto della conoscenza.

Tutti strumenti che devono trovare spazio nella cassetta degli attrezzi di un bambino, essendo essenziali per la crescita umana e personale.

Apertura e adattamento

Nei paesi nordici c’è un detto che recita più o meno così: “There’s no such thing as bad weather, only bad clothing”, ovvero non esiste il brutto tempo, solo un abbigliamento sbagliato.

Una frase che rivela uno spirito di adattamento diverso nei confronti degli imprevisti e della vita in generale.

Nel nord la natura sa essere dura e meravigliosa: i cambiamenti meteorologici sono repentini e spesso colgono alla sprovvista chi non è preparato.

Sole, pioggia, vento e tempesta possono alternarsi in fretta, ed è per questo che stare a contatto con la natura porta i bambini a essere aperti al cambiamento.

Impadronirsi dell’imprevisto, accoglierlo come qualcosa che accade e va affrontato con calma e giusto spirito di adattamento, è un insegnamento fondamentale per la crescita.

Suono e rumore

Quante volte capita di vedere su Spotify e altre piattaforme playlist per il rilassamento che riproducono i suoni della natura. Non sono scelte casuali: molti studi riconoscono a questi suoni un effetto rilassante e utile alla concentrazione.

Negli ultimi anni si stanno anche sviluppando percorsi terapeutici incentrati proprio sugli effetti dei suoni naturali nello sviluppo del bambino e su pazienti affetti da diverse malattie.

Tempo disteso

Torniamo al fattore tempo, forse uno dei tratti distintivi più netti rispetto alla vita cittadina.

La civiltà contadina e la vita dei boschi dipendono interamente dai cicli della natura, dallo scorrere delle stagioni, senza possibilità di forzare o cambiare le cose.

C’è un tempo per le fioriture, un tempo per le colture e uno per gli alberi e i loro frutti.

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Tempi da rispettare: ecco uno degli insegnamenti più preziosi che Madre Natura possa dare ai bambini, ovvero l’importanza dell’attesa, la necessità di aspettare per ottenere qualcosa e, di riflesso, la necessità di avere del tempo da perdere.

Un fattore quasi dimenticato dalle nuove generazioni, che ormai hanno tutto a disposizione quando e dove lo vogliono.

Che si tratti di un acquisto, di un film o di un’attività, di giorno o di notte, in un giorno di festa o lavorativo, tutto deve essere immediatamente disponibile.

Questo porta inevitabilmente a crescere con l’ideale dell’immediatezza e con l’incapacità di avere pazienza.

Creatività e immaginazione

La natura offre moltissimi elementi essenziali non solo per la sopravvivenza, ma anche per l’immaginazione e la creatività.

In un ambiente metropolitano l’immaginazione tende a sopirsi e a restare priva di spunti; al contrario, un ambiente selvaggio conserva la potenzialità di trasformarsi in qualsiasi cosa, ed è solo lo sforzo immaginativo e creativo del bambino a completare l’opera.

Nella natura si sviluppa il pensiero divergente, quello basato sull’intuito, l’iniziativa e la capacità di trovare soluzioni diverse per uno stesso problema.

Vantaggi per l’ambiente

I bambini di oggi saranno gli adulti di domani.

Un bambino che cresce a contatto con la natura, che impara sin da subito a conoscerla e rispettarla, legando a essa molti momenti felici della sua infanzia, diventerà un uomo sensibile e attento alla salvaguardia dell’ambiente.

Purtroppo negli anni passati questo legame non è stato così forte, portando a una diffusa insensibilità per le questioni ambientali che solo oggi tornano di attualità a causa di eventi naturali catastrofici.

Ma i semi di una nuova civiltà vanno piantati adesso, educando le nuove generazioni ai valori essenziali della vita, perché la società possa diventare sostenibile e rispettosa dell’ambiente.

 

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