Sette muscoli al lavoro: cosa accade al corpo quando cammini

27 luglio 2026 - 17:12

Dai quadricipiti al cuore, camminare mette in movimento quasi tutti i grandi gruppi muscolari. Capire quali lavorano di più, e come sostenerli, significa ridurre il rischio di problemi sul sentiero e rendere ogni escursione un esercizio completo

Chi cammina lo sa per esperienza, e la scienza lo conferma: corpo e mente traggono giovamento dal trekking.

Uno dei benefici maggiori del muoversi sui sentieri, o anchesolo del camminare in città sul piano, consiste nel far lavorare buona parte dei gruppi muscolari.

Il risultato è una muscolatura che, camminando, diventa più efficiente.

Il circolo virtuoso tra muscoli e cammino

Una migliore muscolatura può ridurre il rischio di lesioni e incidenti durante un’escursione, ma anche banalmente mentre si va a fare shopping in centro città.

Si innesca quindi un circolo virtuoso, che aumenta il piacere della camminata e la salute di chi cammina.

Vediamo nel dettaglio quali sono i muscoli allenati e sollecitati durante il trekking e la pratica escursionistica.

1. Quadricipiti, sempre al lavoro

Uno dei muscoli più sollecitati durante un’escursione è il quadricipite, che si trova nella parte anteriore della coscia.

Si tratta in realtà di un gruppo di muscoli costantemente impegnato, che aiuta a mantenere l’equilibrio durante il cammino.

I quadricipiti accompagnano inoltre il fisiologico movimento del ginocchio mentre si procede lungo i sentieri.

In questo modo anche le articolazioni vengono protette più efficacemente nel tempo.

 

2. I posteriori della coscia lavorano più che nella corsa

I muscoli posteriori della coscia funzionano in combinazione con i quadricipiti per aiutare a piegare o flettere il ginocchio, e li sostengono quando il corpo sta facendo un movimento in avanti.

Fare escursionismo implica una sollecitazione particolarmente intensa dei muscoli posteriori della coscia, addirittura superiore a quella che si ha in altre attività fisiche come la corsa.

Per questo un buon allenamento e un buon riscaldamento sono sempre un’ottima idea per un trekker.

 

3. Polpacci, tra i muscoli più sollecitati

I polpacci sono costantemente attivi nelle escursioni e sperimentano frequenti cambi di intensità e di sforzo.

Ovviamente il tipo di terreno su cui si cammina è fondamentale per discriminare il tipo di sforzo e di sollecitazione.

Camminare su un terreno pianeggiante implica un impegno ben minore rispetto all’escursione faticosa su dislivelli importanti e con uno zaino pesante.

Lo stretching è sempre utile alla muscolatura ed è particolarmente utile per i polpacci nel caso di escursioni impegnative.

Intervallare l’attività escursionistica con allungamenti rende più agevole l’escursione e riduce il rischio di problemi muscolari.

 

4. Glutei, un sostegno per il busto

Si tratta di un gruppo di muscoli che aiuta a sostenere il busto mentre si è impegnati in tutti i tipi di attività fisiche, a partire dalla semplice camminata.

Durante un’escursione i glutei sono necessari per sostenere sia il peso corporeo che il carico dello zaino, perché sostenere il peso del corpo significa anche trovare un equilibrio con il peso a cui è sottoposta la colonna dorsale.

Si comprende quanto questa sollecitazione sia maggiore nel caso in cui la forza di gravità non ci sia amica, cioè quando il dislivello in salita sia particolarmente significativo e tanto più nel caso di sovrappeso.

Esercizi di squat possono aiutare questo distretto muscolare, ma la scelta di un itinerario con dislivello adeguato al proprio livello di allenamento e alla propria condizione fisica resta essenziale per prevenire problemi muscolari e della colonna.

 

5. Muscoli dell’anca, gli ammortizzatori naturali

Adduttori e flessori dell’anca sono fondamentali durante le escursioni.

Devono essere flessibili e agili per aiutare a sostenere la parte bassa della schiena e i glutei, minimizzare i problemi di tensione e migliorare l’assorbimento degli urti.

Funzionano in qualche modo come una sorta di ammortizzatore naturale e sono tanto più importanti quanto più sarà sconnesso il terreno dell’escursione.

 

6. Addominali, a protezione della colonna

Gli addominali forniscono supporto e forza all’intero tronco.

Durante le escursioni sono utili per mantenere la postura eretta e allo stesso tempo aiutano a sostenere il carico sulla schiena.

Come nel caso dei glutei e dei muscoli dell’anca, addominali ben allenati, senza dover necessariamente avere una “tartaruga” alla Cristiano Ronaldo, consentono di proteggere la colonna dalle sollecitazioni a cui è sottoposta durante un’escursione.

 

7. Il cuore, il muscolo della vita

Ebbene sì, tra i muscoli che beneficiano del trekking c’è quello che spesso dimentichiamo essere, appunto, un muscolo: il cuore.

Gli effetti benefici sull’intero sistema cardiovascolare del camminare sono ben noti e nuovi studi ne dimostrano di sempre più sorprendenti. Gli effetti positivi dell’andare a piedi sul cuore sono stati documentati scientificamente in diverse ricerche.

Camminare, in fondo, non chiede prestazioni particolari: distribuisce il lavoro invece di concentrarlo, coinvolgendo insieme gambe, bacino, tronco e apparato cardiovascolare. È un gesto semplice che il corpo conosce da sempre e che, passo dopo passo, lo rende più solido.

Ed è forse questa la ragione per cui il sentiero resta la palestra più naturale che esista: si allena tutto, senza quasi accorgersene, con il paesaggio intorno.

 

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