Aumentare l’autostima? Basta camminare 30 minuti nella natura
Oltre 50.000 persone in 58 Paesi: chi passa tempo all'aria aperta ha un rapporto migliore con il proprio corpo. Gli esperti spiegano perché succede e come sfruttarlo, con tre accorgimenti per potenziarne l'effetto
In un’epoca segnata dalla diffusione dei farmaci per dimagrire e dalla sensazione che ogni centimetro del nostro corpo sia sottoposto a giudizio, sfuggire alla pressionedell’immagine sembra più difficile che mai.
Uno studio recente pubblicato sulla rivista Environmental International suggerisce però che un’abitudine semplice e a basso sforzo può aumentare la soddisfazione per il proprio corpo e proteggerci da ideali corporei tossici: passare tempo all’aria aperta.
Rilassamento nella natura – Foto Getty Images
Va detto subito: uscire di casa non cancella insicurezze radicate. Ma nella più ampia indagine mai condotta su questo tema, i ricercatori hanno riscontrato segnali incoraggianti.
Analizzato le abitudini riportate da oltre 50.000 persone tra i 18 e i 99 anni, provenienti da 58 Paesi, ed esaminando la relazione tra il tempo trascorso all’aperto, la soddisfazione per la propria vita e la fiducia in sé.
Nonostante le enormi differenze di età, luogo e genere, i dati hanno mostrato che il contatto con la natura è associato a un’immagine corporea positiva.
Perché stare all’aperto migliora il rapporto con il corpo
Viren Swami, ricercatore in psicologia e primo autore dello studio, ha spiegato alla rivista americana Outside cosa si intende per immagine corporea positiva:
“È quando iniziamo a pensare al corpo non in termini di come appare, ma di come funziona, di come ci aiuta a spostarci da un luogo all’altro e di tutte le cose meravigliose che fa per noi ogni giorno”.
Secondo Swami, il contatto con la natura aiuta le persone a sviluppare proprio questo tipo di sguardo.
“Il nostro lavoro sperimentale ha mostrato che anche una semplice passeggiata di 30 minuti nella natura può produrre miglioramenti immediati nell’immagine corporea positiva” ha specificato il ricercatore.
Secondo lo studio, questo “reset mentale” agisce attraverso due percorsi psicologici:
- Il primo è l’auto-compassione, che ha mostrato una forte associazione positiva con una migliore percezione di sé.
- Il secondo è quello che i ricercatori chiamano “restauro percepito”: dopo il tempo all’aperto ci si sente mentalmente più ricaricati, energici e sicuri.
La natura, inoltre, mette distanza tra noi e le distrazioni di fondo (traffico, folla, notifiche, social media) che sono tutte associate allo stress.
Foto Getty Images
Sentirsi più positivi e sicuri di sé può aiutare a costruire strategie più sane per difendersi dall’impatto emotivo dello stigma legato al peso o dei commenti negativi sul nostro corpo.
Può anche far percepire come meno destabilizzanti le critiche alla propria immagine. E forse, oggi più che mai, è esattamente questa corazza mentale ciò di cui abbiamo bisogno.
“Siamo circondati da messaggi che dicono che un certo aspetto esteriore è bello e così finiamo per confrontarci con quegli standard. Ma quegli standard sono artificiali”, spiega Elizabeth Daniels, psicologa e direttrice del Center for Appearance Research della University of the West of England.
L’accesso ai farmaci dimagranti, osserva Daniels, amplifica la percezione di avere il controllo sul proprio aspetto; anche la genetica e i fattori di stress ambientali, però, influenzano il peso.
I limiti dello studio
Alcune cautele sono d’obbligo.
Primo: lo studio mostra una correlazione, non un rapporto di causa-effetto, quindi non sappiamo esattamente come e perché la natura influenzi l’immagine corporea.
Secondo: i dati si basano su misure soggettive di “esposizione alla natura”, che non distinguono, per esempio, tra il passare distrattamente davanti agli alberi sotto casa e passare diverse ore su un sentiero.
Va inoltre ricordato che le risposte sono state raccolte durane la pandemia di Covid-19, quando lockdown, isolamento e accesso limitato agli spazi pubblici hanno probabilmente inciso su salute mentale e stili di vita.
Ciononostante, i risultati sono coerenti con un corpo crescente di ricerche secondo cui gli spazi aperti possono sostenere in modo significativo il nostro benessere e, di riflesso, il modo in cui ci sentiamo con noi stessi.
Come sfruttare al meglio il tempo all’aperto
La natura da sola non metterà a tacere la pressione sociale sull’aspetto fisico, ma ritagliarsi momenti intenzionali all’aperto non ha praticamente controindicazioni.
Gli esperti interpellati dal magazine americano suggeriscono tre piccoli cambiamenti per massimizzarne i benefici.
1. Inserire la natura nella routine, senza regole rigide
Non tutti hanno il tempo per camminare ogni giorno, né l’accesso a panorami spettacolari, afferma la dottoressa Swami.
“Il mio consiglio personale è di evitare di pensare al ‘contatto con la natura’ come ad una regola rigida, il rischio poi è di non rispettarla. Meglio essere più flessibili”.
Il suggerimento è invece quello di passare nella natura tutto il tempo che si può (o che si vuole).
Per qualcuno significa pranzare su una panchina nel parco anziché alla scrivania; per altri, andare fuori città per fare una passeggiata nel verde.
L’idea di base è che integrare l’ambiente naturale nella propria giornata allevia pressione e stress, liberando la mente per concentrarsi sul proprio corpo e il suo funzionamento.
2. Resistere alla tentazione di guardare il telefono
Non occorre necessariamente lasciare a casa il telefono, per disintossicarsi potrebbe essere sufficiente metterlo in modalità aerea per il tempo della nostra passeggiata nel verde.
In ogni caso quello che conta è non guardare lo schermo, così da evitare le tentazioni delle notifiche che, in poco tempo, ci riportano drammaticamente nei flussi social.
“Non ascoltate nemmeno podcast o musica”, aggiunge Daniels. “Cercate davvero di essere presenti al canto degli uccelli, al sole che splende, e godetevi quel momento di quiete nella natura”.
3. Dare al cervello una distrazione visiva
Nei giorni in cui il rapporto con il proprio corpo è più difficile, uscire dai propri pensieri e interrompere la spirale dell’autocritica può sembrare quasi impossibile.
Per spezzare quel circolo mentale una cosa utile è provare a ancorarsi alla realtà fisica che abbiamo davanti.
“Abbiamo tutti sentito parlare di mindfullness. Concentrarsi sul momento presente e cercare di lasciare andare pensieri e preoccupazioni. Questa è certamente un’ottima attività da affiancare al tempo in natura” afferma Cynthia Bulik, ricercatrice che studia i disturbi alimentari.
Può voler dire dedicare dieci minuti ininterrotti a osservare come un fiore si muove nel vento o seguire una nuvola dalla forma strana che attraversa il cielo.
“Concedetevi di provare meraviglia”, consiglia Bulik: è qualcosa che i bambini fanno di continuo, gli adulti tendono invece a perdere questa capacità quando la vita diventa frenetica.
Anche con questi accorgimenti, però, “le pressioni sull’aspetto non spariranno”, avverte Daniels. “Ci sarà sempre una nuova tendenza, un nuovo messaggio su come dovremmo apparire o su quale prodotto usare.
“Ecco perché trovare anche piccoli modi per ancorare la propria salute mentale, come una passeggiata all’aperto o un tramonto guardato fino in fondo, è oggi particolarmente importante”.
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