Il modo in cui cammini rivela le tue emozioni: lo dice la scienza

22 marzo 2026 - 12:28

Uno studio giapponese ha analizzato come l'oscillazione di braccia e gambe durante la camminata comunichi agli altri il nostro stato emotivo, dalla rabbia alla tristezza. Con possibili applicazioni future nel monitoraggio del benessere mentale.

Le emozioni si leggono nel passo

Non è solo l’espressione del viso a tradire il nostro stato d’animo.

Anche il modo in cui camminiamo racconta molto dicome ci sentiamo, in particolare attraverso l’oscillazione coordinata di braccia e gambe.

Lo sostiene un gruppo di ricercatori dell’Advanced Telecommunications Research Institute International (ATR) di Kyoto, in Giappone, in uno studio pubblicato sulla rivista scientifica Royal Society Open Science.

La ricerca ha dimostrato che le persone sono in grado di riconoscere le emozioni altrui semplicemente osservando il modo in cui camminano.

In particolare, oscillazioni più ampie degli arti vengono percepite come segnale di aggressività, mentre movimenti più contenuti vengono associati a tristezza o paura.

L’esperimento: attori, ricordi ed emozioni in movimento

Per condurre lo studio, i ricercatori hanno chiesto a un gruppo di attori di richiamare alla memoria eventi personali legati a quattro emozioni specifiche: rabbia, felicità, paura e tristezza.

Mentre rievocavano ciascun ricordo, i partecipanti hanno percorso una breve distanza camminando.

Indossavano abiti aderenti e marcatori riflettenti che hanno permesso ai ricercatori di creare video in formato “point-light”: riprese laterali e frontali che catturavano esclusivamente l’andatura, eliminando espressioni facciali e altri indizi corporei.

Un gruppo di volontari ha poi osservato i video, cercando di identificare quale emozione fosse associata a ciascuna camminata.

I risultati hanno mostrato che tutte le emozioni rappresentate venivano riconosciute con una percentuale superiore a quella del caso.

“In una certa misura, le emozioni che i camminatori intendevano esprimere sono state effettivamente percepite dagli osservatori”, scrivono i ricercatori.

Il ruolo chiave dell’oscillazione degli arti

Un secondo esperimento ha approfondito quali movimenti specifici tradissero maggiormente lo stato emotivo dei camminatori.

I ricercatori hanno preso video di persone che camminavano con emozioni neutre e li hanno manipolati digitalmente, esagerando o riducendo l’oscillazione di braccia e gambe.

Anche in questo caso, gli osservatori hanno associato oscillazioni più pronunciate alla rabbia e movimenti più contenuti alla tristezza o alla paura.

Questo ha confermato che il dondolio coordinato degli arti è un elemento chiave nella percezione emotiva della camminata.

“Camminare è uno dei movimenti che coinvolgono l’intero corpo più familiari e praticati dall’essere umano”, ha spiegato Mina Wakabayashi, ricercatrice dell’ATR di Kyoto e autrice principale dello studio. “Per questo motivo, i cambiamenti nello stato emotivo possono manifestarsi naturalmente nel modo in cui camminiamo.”

Leggere le emozioni a distanza, senza bisogno di parole

I risultati dello studio ampliano la gamma di segnali che gli esseri umani utilizzano per valutare rapidamente lo stato emotivo delle persone che li circondano.

“Essere in grado di inferire le emozioni dal movimento del corpo può aiutarci a comprendere gli altri rapidamente durante le interazioni sociali, anche senza parole”, ha dichiarato Wakabayashi.

Questo potrebbe significare, ad esempio, cogliere lo stato d’animo di una persona da lontano e adattare il proprio approccio in base al fatto che appaia arrabbiata o triste.

Il team di Kyoto intende ora esplorare in che modo le emozioni influenzino anche altri tipi di movimenti corporei, oltre alla camminata.

Le possibili applicazioni: dalla videosorveglianza ai dispositivi indossabili

La ricerca apre scenari interessanti anche sul piano delle applicazioni pratiche.

Se gli scienziati riuscissero a prevedere in modo affidabile le emozioni di una persona a partire dai suoi movimenti, questo potrebbe essere utile per identificare soggetti vulnerabili o potenzialmente minacciosi nelle riprese di videosorveglianza.

Inoltre si potrebbero sviluppare dispositivi indossabili in grado di monitorare lo stato mentale di chi li utilizza e di segnalare eventuali stati critici.

Insomma intepretare lo stato mentale di una persona in base ad un elemento esteriore e visibile come la camminata potrebbe aprire a scenari interessanti (ma anche inquietanti) in termini di sorveglianza e prevenzione.

L’intelligenza artificiale entra in gioco

Non solo l’occhio umano è in grado di leggere le emozioni nella camminata.

Il mese scorso, un gruppo di ricercatori in Texas ha dimostrato che un algoritmo di machine learning è capace di prevedere rabbia, tristezza, gioia e paura a partire dall’andatura di una persona, anche se con un’accuratezza ancora limitata.

Secondo gli autori, un potenziale vantaggio di questo approccio è che potrebbe essere più difficile simulare un’andatura rispetto al tono di voce o alle espressioni facciali.

Il dottor Gu Eon Kang, bioingegnere presso la University of Texas di Dallas e co-autore dello studio sul machine learning, ha indicato come ulteriore possibile applicazione un “assistente virtuale basato sull’intelligenza artificiale” in grado di interpretare le emozioni di una persona a partire dalla sua camminata e di rispondere di conseguenza.

 

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