Piemonte, Valle Varaita: 5 borghi del gusto da vivere in estate
Nel cuore delle Alpi Cozie, la Valle Varaita si risveglia d'estate tra sentieri percorribili, cultura occitana e sapori di montagna. Cinque borghi autentici per chi cerca natura, cammini e buona tavola lontano dal turismo di massa
Situata nel cuore delle Alpi Cozie, la Valle Varaita custodisce un’anima autentica e silenziosa, fatta di paesaggi meravigliosi, tradizioni millenarie e piccoli borghisospesi nel tempo.
Lontano dai circuiti del turismo di massa, questo angolo di Piemonte regala un’esperienza intima e profonda, dove natura e cultura dialogano in piena armonia.
Ph.: Gettyimages/Alessandro Giamello
Con l’arrivo dell’estate la valle si risveglia: i prati si colorano di fioriture spontanee, i sentieri tornano percorribili e i paesi si animano tra feste, mercatini e giornate luminose.
Tra boschi di pini cembri, vallate selvagge e vette imponenti si snoda una costellazione di piccoli paesi che raccontano storie antiche: di pastori e artigiani, di lingue occitane ancora vive, di ricette tramandate di generazione in generazione.
Ecco cinque tra i borghi più interessanti per cogliere l’essenza più vera di questa valle sorprendente.
1. Pontechianale, lo spettacolo delle montagne
Situato a oltre 1600 metri d’altitudine, Pontechianale è il borgo più alto della valle e uno dei più spettacolari.
Affacciato su un grande lago artificiale nato nel dopoguerra, circondato da vette maestose e boschi di larici, è un paradiso per escursionisti, fotografi e amanti della montagna.
Ph.: Gettyimages/font83
Un tempo suddiviso in numerose borgate, oggi raccoglie la sua identità tra antichi alpeggi, chiesette in pietra e scorci magnifici.
L’estate è il momento ideale per visitarlo: la natura è nel pieno rigoglio, i sentieri che conducono verso il Monviso sono praticabili e i prati ai piedi delle montagne si punteggiano di fiori spontanei.
Dal borgo partono diversi percorsi escursionistici per tutti i livelli di difficoltà: tra questi il giro del lago Castello, facile e panoramico.
Pontechianale conserva con orgoglio le sue radici occitane: durante le festività estive si possono ascoltare musiche tradizionali e assaggiare piatti locali nei rifugi e nelle locande.
_ Su questa pagina di Visitcuneese.it trovate alcune informazioni in più sui Pontechianale
2. Chianale, l’eleganza alpina tra pietra e silenzi
Chianale si trova a pochi chilometri dal confine francese ed è uno dei paesi più iconici della Valle Varaita, nonché uno dei più belli d’Italia.
Le sue case in pietra grigia, con i tetti in lose e i balconi di legno, raccontano storie di pastori, tessitrici e viaggiatori.
Attraversato dal piccolo torrente impetuoso Varaita e collegato da un antico ponte in pietra, il borgo conserva un impianto medievale ancora intatto, di una bellezza al contempo semplice e austera.
Ph.: Gettyimages/Alessandro Giamello
Culla della cultura occitana, ospita anche il piccolo ma interessante Museo del Costume e dell’Artigianato Tessile, dove scoprire la maestria locale nella lavorazione della lana.
Tra i posti dove assaporare le specialità del borgo c’è il ristorante La Peiro Groso, un luogo intimo e curato che propone piatti del territorio con attenzione alla stagionalità.
Il consiglio è provare i ravioles, gli gnocchi di patate allungati tipici della valle e di questo borgo.
_ Su questa pagina de I Borghi più Belli d’Italia trovate qualche curiosità in più su Chianale
_ Il sito ufficiale del ristorante La Peiro Groso
3. Bellino, il borgo delle meridiane dipinte
Arroccato su un versante appartato, Bellino è forse uno dei borghi più poetici di tutta la Valle Varaita.
È costituito da dieci borgate, esempi caratteristici dell’architettura alpina della zona del Monviso: Borgata Chiesa è il fulcro del comune e si sviluppa in un gruppo di edifici raccolti intorno alla quattrocentesca Parrocchiale di San Giacomo.
Il nome di Bellino è legato a un tesoro unico: le meridiane solari affrescate sulle facciate delle case, realizzate tra Settecento e Ottocento da artigiani locali con grande precisione matematica e artistica.
Ph.: Gettyimages/Jake Carson
Ogni meridiana racconta una storia con motti latini, frasi filosofiche o simboli zodiacali, testimonianza della cultura profonda di questa piccola comunità alpina.
D’estate le borgate si aprono al sole, i torrenti scendono impetuosi dai pendii e i sentieri sono pienamente accessibili.
Uno tra questi è l’Anello di Costa Sturana, una delle escursioni più belle per immergersi nella natura selvaggia: l’itinerario, lungo circa 13,8 km e adatto a escursionisti esperti, parte da Sant’Anna di Bellino e permette di vedere anche il lago di Camosciera.
Bellino è anche simbolo di resilienza: molte borgate furono abbandonate nel dopoguerra, ma oggi si assiste a un lento e rispettoso recupero del patrimonio architettonico e culturale.
Tra i posti consigliati per assaporare le prelibatezze locali c’è l’Agriturismo Lou Saret, nella borgata di Chiazale, completamente immerso nel verde, con una cucina semplice e gustosa.
_ In questa sezione di Vallidelmonviso.it trovate qualche informazione in più su Bellino
_ Il sito ufficiale dell’Agriturismo Lou Saret
_ Su questa pagina di Cuneotrekking.com trovate l’itinerario completo dell’Anello di Costa Sturana
4. Casteldelfino, tra torri, boschi e spiritualità alpina
Situato a 1296 metri di quota, Casteldelfino è uno dei borghi storicamente più rilevanti della Valle Varaita.
Il suo nome richiama l’antico dominio dei Delfini di Vienna, che nel Medioevo vi costruirono un castello, oggi ridotto a poche tracce ma ancora presente nella memoria collettiva e nella struttura urbana del paese.
Il borgo ha mantenuto intatto il fascino delle origini: case in pietra, viottoli lastricati, portali scolpiti, vecchi forni e fontane raccontano la vita quotidiana in alta montagna, tra isolamento e resilienza.
Ph.: Gettyimages/clodio
È anche un paese profondamente spirituale, segnato da diverse cappelle votive, dalla storica chiesa di Sant’Eusebio, ricca di affreschi cinquecenteschi, e da una diffusa cultura religiosa legata alla montagna.
D’estate i profumi balsamici e gli scorci aperti sulle cime rendono l’atmosfera unica.
La posizione strategica fa del borgo una base di partenza ideale per esplorare l’ambiente circostante: a pochi minuti a piedi c’è il Bosco dell’Alevè, che ospita la più estesa pineta di pino cembro di tutta Europa, un vero santuario verde ricco di biodiversità.
Per mangiare bene conviene fare un salto al rifugio Delfin dal Pianhol, che offre un’ottima cucina casereccia in un contesto molto suggestivo.
_ In questa sezione di Vallidelmonviso.it trovate alcune informazioni in più su Casteldelfino
_ Su questa pagina di Parcomonviso.eu trovate degli spunti utili sul Bosco dell’Alevè e sui percorsi vicino a Casteldelfino
_ Il sito ufficiale del rifugio Delfin dal Pianhol
5. Sampeyre, tradizione, natura e cultura nel cuore della valle
Sampeyre è il centro principale della Valle Varaita e il suo nome deriva da San Pietro, in occitano San Pèire, a conferma delle radici linguistiche e culturali della zona.
Il borgo è immerso in un paesaggio montano suggestivo dominato dal Monviso e attraversato dal torrente Varaita, che qui forma un lago artificiale utilizzato per la produzione di energia idroelettrica.
Le origini del paese risalgono all’epoca romana, ma è solo nel Medioevo che Sampeyre assume un ruolo strategico entrando a far parte del Marchesato di Saluzzo.
Ph.: Gettyimages/MicheleVacchiano
Tra le testimonianze storiche i ruderi dei fortini di Crosa, risalenti alla guerra di successione austriaca del XVIII secolo, e la batteria del Collet, postazione di artiglieria della Prima Guerra Mondiale sopra l’abitato di Rore.
La Baìo è una delle manifestazioni più antiche e significative del borgo, celebrata ogni cinque anni.
Questa rievocazione storica commemora la cacciata dei Saraceni avvenuta nel X secolo e coinvolge oltre 300 figuranti in costumi tradizionali.
Alle donne della comunità, cui per tradizione è vietato partecipare alla sfilata, è riservato il compito di confezionare i variopinti costumi.
La cucina di Sampeyre riflette la tradizione alpina, con piatti semplici e saporiti.
Tra le specialità la polenta concia, preparata con farina di mais e abbondante toma locale fusa, e la zuppa d’òrze, una minestra d’orzo con verdura e lardo.
_ Su questa pagina di Visitcuneese.it trovate alcuni spunti in più su Sampeyre
_ In questa sezione di Sempeyre365.it ci sono tanti luoghi tra cui scegliere per mangiare e soggiornare
_ Scopri altre idee di viaggio in Italia
Seguici sui nostri canali social!
Instagram – Facebook – Telegram