In Toscana c’è un borgo medievale segreto sospeso sopra l’acqua

1 luglio 2026 - 14:30

In Valdarno, nel cuore della Toscana c'è un borgo segreto e affascinante: vicoli medievali, un antico mulino ad acqua ancora attivo e il paesaggio delle Balze che affascinò anche Leonardo da Vinci

Il borgo segreto sospeso sull’acqua in Valdarno

C’è un luogo, in Toscana, dove l’Arno smette per un momento di essere la cartolina che tutti conosciamo– quella di Firenze, dei ponti, dei viali – e diventa qualcosa di primordiale.

Basta allontanarsi dal capoluogo, risalire verso est in direzione di Arezzo, e il paesaggio comincia a cambiare pelle.

Le colline si fanno più ripide, i boschi più fitti, e all’improvviso, incastonato in una gola scavata dal torrente che gli dà il nome, appare Loro Ciuffenna.

Un ponte romano e una porta color sangue

Il primo indizio che qui le cose non sono come altrove arriva ancora prima di entrare nel paese. Il borgo, infatti, non si “visita”: si attraversa, letteralmente, su un ponte di pietra a schiena d’asino che scavalca la gola del Ciuffenna a un’altezza che mette un brivido.

Le sue origini sono romane, anche se il Medioevo ci ha messo parecchio del suo nei secoli successivi, rimaneggiandolo più volte.

Da lì si entra attraverso quella che tutti chiamano la Torre dell’Orologio, una porta d’accesso dipinta di un rosso acceso che spicca contro la pietra grigia delle case.

Ph: Gettyimages/Alla-Tsyganova

Superata quella soglia, il rumore della strada si spegne quasi subito, sostituito da qualcosa di più antico: il fruscio del torrente sotto i piedi, l’eco dei passi tra le case.

Il fondaccio: il cuore segreto del paese

C’è una zona del borgo, la più antica, che gli abitanti chiamano “il fondaccio”: viuzze acciottolate, buie e tortuose, case che si affacciano a strapiombo sul fiume come se sfidassero la gravità da ottocento anni.

Non è raro perdersi, ma è un perdersi piacevole: ogni svolta apre uno scorcio diverso, un arco, una finestra incorniciata di pietra, un dettaglio architettonico che racconta secoli di stratificazioni — dai conti Guidi che dominavano il territorio nel Medioevo, fino alla sottomissione alla Repubblica fiorentina, che a Loro Ciuffenna arrivò prima che in molti altri castelli della zona.

Ph: Gettyimages/ermess

Salendo verso il nucleo più alto, tra i tetti, si scorgono ancora alcune tracce dell’antico castello che dava il nome al borgo, oggi quasi del tutto assorbite dalle abitazioni successive.

Il mulino che il tempo ha dimenticato di fermare

Eppure il vero colpo di scena di Loro Ciuffenna non sta nelle pietre medievali, ma in qualcosa che continua a funzionare esattamente come allora.

Scendendo dalla piazza principale lungo una stradina che si chiama, non a caso, via dei Mulini, si arriva a un edificio costruito su uno scoglio in mezzo al fiume: è il mulino ad acqua più antico della Toscana ancora attivo, con una ruota in legno che gira lenta, mossa dalla stessa energia idraulica che usavano i suoi costruttori quasi mille anni fa.

Ph: Gettyimages/tbralnina

Vederla girare, sentire il rumore dell’acqua e il profumo del grano macinato – un tempo soprattutto castagne, la materia prima che ha nutrito generazioni di famiglie di queste montagne – è un’esperienza che difficilmente si trova altrove in regione.

Fino alla metà del secolo scorso i mulini attivi nella zona erano addirittura sei: oggi resta solo questo, ma basta a raccontare un intero modo di vivere legato all’acqua e alla fatica.

Lo scultore nato tra queste pietre

Tornando verso il centro, Loro Ciuffenna custodisce anche un’identità artistica che in pochi si aspettano in un paese di poco più di cinquemila abitanti.

È qui che nacque, nel 1918, lo scultore Venturino Venturi, artista che ha esposto alla Biennale di Venezia e le cui opere sono oggi sparse nei musei di tutto il mondo, incluso il celebre monumento a Pinocchio nel parco di Collodi.

Le sue sculture non si trovano solo nel piccolo museo che gli è dedicato, allestito a Palazzo Alberti nel cuore del paese: una sua opera, dedicata alla Resistenza, vive ancora oggi tra le vie del borgo, a ricordare il tributo pagato durante la guerra da una comunità che, per quanto piccola, non si è mai sottratta al corso della grande storia.

Castagne, zolfino e il gusto della montagna in Toscana

Anche la cucina, qui, racconta il territorio meglio di tante guide. Le castagne, che per secoli hanno sostituito il grano nelle annate povere, restano protagoniste di farine, dolci e piatti che si trovano ancora nelle trattorie del borgo.

Ph: Gettyimages/al62

A questo si affianca il fagiolo zolfino, piccolo e dalla buccia sottile, una delle eccellenze meno conosciute del Valdarno, perfetto semplicemente scaldato con un filo d’olio locale.

Le osterie del centro propongono ancora oggi piatti casalinghi della tradizione toscana, da gustare magari seduti in una delle piazzette panoramiche, con vista sui tetti e, più in lontananza, sulle colline che si arrampicano verso il Pratomagno.

Uno sguardo che si perde fino all’orizzonte

Ed è proprio salendo verso quei punti panoramici che il borgo regala il suo ultimo colpo di scena, quello che pochi visitatori si aspettano.

Affacciandosi verso il fondovalle, lo sguardo incontra un paesaggio insolito per la Toscana: pareti di argilla e sabbia alte decine di metri, modellate da milioni di anni di erosione, che spuntano dal verde come sculture naturali.

Sono le Balze, e secondo molti studiosi forse è proprio questo scenario, osservato e studiato da Leonardo da Vinci nei suoi viaggi tra Firenze e Arezzo, ad aver ispirato lo sfondo della Gioconda.

Ph: Gettyimages/Mmaxmax

Non occorre allontanarsi molto dal centro storico per intravederle: bastano pochi minuti di cammino lungo i sentieri che si snodano alle porte del paese per ritrovarsi, quasi senza preavviso, in un panorama che sembra arrivare da un’altra geografia.

Oltre le solite tappe

Loro Ciuffenna è uno di quei luoghi che sembrano fatti apposta per chi è stanco delle solite tappe in Toscana.

Non ha la fama di San Gimignano né l’eleganza scenografica di Cortona, ma offre qualcosa che forse vale anche di più: l’impressione autentica di aver scoperto un posto prima che lo scoprissero tutti gli altri.

Tra un mulino millenario che ancora gira, un ponte romano che si attraversa col fiato corto, le tavole imbandite con i sapori della montagna e uno sguardo che si perde fino a un paesaggio capace di stregare persino Leonardo, il Valdarno regala uno dei suoi angoli più sorprendenti — e, per ora, ancora sorprendentemente silenziosi.

 

_ Tutto quello che c’è da sapere sul borgo

 

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