La Via Verde della Costa dei Trabocchi: pedalare vista mare
Un itinerario cicloturistico lungo il meraviglioso litorale abruzzese, tra trabocchi affacciati sul mare, borghi medievali e riserve naturali. Da Francavilla al Mare a San Salvo, un viaggio che intreccia storia, natura e paesaggi narrati da D'Annunzio
C’è un tratto di Adriatico in provincia di Chieti dove il mare sa ancora di selvaggio, dove antiche macchine da pesca in legno si protendono sull’acqua come sentinelledi un tempo sospeso.
È la Costa dei Trabocchi, un litorale celebre per i panorami che ispirarono Gabriele D’Annunzio e per quel legame profondo tra terra e mare che si respira a ogni curva della costa.
Percorrerla in bicicletta, da Francavilla al Mare fino a San Salvo, significa attraversare uno degli angoli più affascinanti dell’Abruzzo, tra borghi arroccati, riserve naturali e storie millenarie.
Da Francavilla al Mare: la porta della costa
Il viaggio inizia a Francavilla al Mare, porta d’accesso alla Costa dei Trabocchi per chi proviene da Pescara.
Dal lungomare sabbioso si stagliano in lontananza i profili del Gran Sasso e della Maiella, mentre il Palazzo Sirena si protende verso l’Adriatico con la sua caratteristica struttura a torre.
Dal mare si sale rapidamente alla Civitella, l’antico nucleo medievale.
Tra viuzze e resti di torrioni difensivi si ergono la cattedrale di Santa Maria Maggiore e il convento domenicano che ospita il Museo Michetti, sede ogni anno dell’omonimo premio d’arte contemporanea.
Sono i luoghi del pittore Francesco Paolo Michetti, che sul finire dell’Ottocento scelse proprio Francavilla per sviluppare la sua arte.
Ortona, il porto antico tra storia e memoria
Da Francavilla si raggiunge presto Ortona, centro marinaro di antichissima origine che si erge sul mare dall’alto di un promontorio.
Il litorale si arricchisce subito di scenari diversi e suggestivi: a nord il parco Le Dune conserva un ambiente dove piccoli arbusti spezzano la monocromia della sabbia, mentre poco oltre si trova l’area protetta dei Ripari di Giobbe, sulle rocce di arenaria.
I ponti sul mare di Francavilla al tramonto – Foto Getty Images
Ortona è uno dei porti principali d’Abruzzo fin dal periodo in cui la popolazione italica dei Frentani la scelse come sbocco sul mare.
Nel 1127 fu costruita la Cattedrale di San Tommaso Apostolo, dove sono conservate le spoglie del Santo, e trecento anni più tardi sorse il Castello Aragonese.
_ Le ferite della guerra e la memoria: i maestosi edifici poco poterono contro la furia dei bombardamenti durante la Seconda Guerra Mondiale.
Nel 1959 Ortona venne insignita della medaglia d’oro al valore civile per le perdite subite.
Le testimonianze di quel tragico periodo sono raccolte nel Museo della Battaglia, ospitato nell’ex convento di Sant’Anna, che documenta i drammatici eventi del 1943.
Un silenzio solenne aleggia nel cimitero di guerra canadese, che raccoglie le spoglie di oltre 1600 militari del Commonwealth britannico, in maggioranza canadesi, caduti in battaglia nel dicembre del 1943.
L’itinerario prosegue verso la Riserva Naturale di Punta dell’Acquabella, una piccola fascia di costa dove macchie di pino gettano quasi le proprie radici nelle acque limpide del mare.
Alle loro spalle, un paesaggio agrario fatto di uliveti, frutteti e vigne.
San Vito Chietino e il trabocco di D’Annunzio
Ortona si allontana alla vista, sempre più piccola, mentre si procede verso San Vito Chietino.
Ergendosi su un verde crinale, il centro storico di San Vito scruta il mare già dall’epoca romana.
È il paese delle ginestre, come lo definiva D’Annunzio, arroccato sul suo sperone roccioso e attraversato dal corso che conduce al belvedere Marconi.
Da qui la vista spazia, nelle giornate più terse, fino al Gargano e alle Isole Tremiti.
Proprio su questa costa nacquero i primi trabocchi nel XVIII secolo ed è qui che si trova il trabocco di Punta Turchino, forse il più famoso di tutti.
È il trabocco descritto da Gabriele D’Annunzio nel Trionfo della Morte, distrutto da una mareggiata nel 2014 e rinato dopo un restauro per tornare a far vedetta su questo spicchio selvaggio d’Abruzzo.
Alle sue spalle, Villa Italia, l’Eremo dannunziano che ospitò il Vate nell’estate del 1899 e lo ispirò nella scrittura delle sue opere.
_ Spiagge incontaminate e borghi sul mare: la costa a sud della Marina lascia spazio a lunghe spiagge incontaminate come Calata Turchino, la spiaggia di Rocco Mancini e di Valle Grotte.
Costeggiando il mare si incontra Vallevò con i suoi sentieri e i trabocchi di Punta Tufano e del Sasso della Cajana.
Si arriva quindi a Rocca San Giovanni, borgo medievale arroccato su un colle a 155 metri sul livello del mare, immerso in un panorama che mescola i colori del bosco a quelli del mare, tra vigne e agrumeti.
Dal corso principale si raggiunge un’ampia terrazza panoramica da cui si scorge Vallevò, più in basso, in riva al mare, incastonato tra i trabocchi e piccoli orti dove ancora si pratica un’agricoltura non intensiva.
La Riserva delle Farfalle e l’Abbazia di San Giovanni in Venere
Nello stretto corridoio tra le alture e il litorale, la riserva naturale Grotta delle Farfalle tutela una serie di fossati e torrenti nascosti tra la vegetazione ripariale e alcune grotte naturali che furono nascondiglio per i partigiani durante la Seconda Guerra Mondiale.
Il nome nasce dalla tradizione popolare secondo cui in alcuni periodi dell’anno queste cavità diventano dimora per migliaia di farfalle.
Si giunge poi all’Abbazia di San Giovanni in Venere, imponente struttura in bruna pietra tufacea che vigila sul Golfo di Venere.
La grande basilica di stile cistercense e il vicino monastero formano il complesso costruito nel XIII secolo sulle fondamenta di un antico tempio pagano dedicato alla dea della bellezza.
Fossacesia, la Lecceta e la Greenway del Sangro
Siamo nel territorio di Fossacesia, borgo sulla foce del fiume Sangro.
Il litorale torna frastagliato e qui diventa protagonista la Greenway del Sangro, una pista ciclabile che si sviluppa dalla Lecceta di Torino di Sangro all’Oasi di Serranella, nell’entroterra.
Il litorale presso Fossacesia – Foto Getty Images
Seguendo l’antica linea Gustav, tracciata dai tedeschi durante la Seconda Guerra Mondiale, la pista incrocia idealmente uno spettacolare tratto della Ciclovia Adriatica, che qui ricalca il percorso costiero dell’antica ferrovia.
_ Torino di Sangro tra natura e memoria: oltrepassata la foce del fiume Sangro si arriva a Torino di Sangro.
Nel centro storico si trova la cinquecentesca chiesa di San Salvatore, mentre poco fuori dal centro abitato il cimitero di guerra inglese raccoglie le spoglie di 2600 soldati caduti nelle battaglie del Sangro.
Appena alle spalle della Marina si sviluppa la Lecceta di Torino di Sangro, una riserva naturale da 175 ettari che raccoglie le specie più tipiche della macchia mediterranea.
Tra cerri, ornielli e roverelle trovano dimora le testuggini terrestri.
Da Casalbordino a Punta Aderci
Seguendo la costa si entra nel comune di Casalbordino, borgo di origine medievale su un colle di fronte al mare.
Il tracciato, che un tempo era solcato dalla vecchia ferrovia adriatica, si inoltra in una delle aree protette più belle della costa: Punta Aderci, un promontorio roccioso dove la vegetazione si getta letteralmente in mare.
Scendendo, le rocce si fanno via via più dolci fino alle dune sabbiose di Punta Penna, dominate dall’occhio severo dell’antico faro.
Vasto, la città che domina il golfo
Si arriva a Vasto, città di origini antichissime che domina l’omonimo golfo.
Frammenti di storia sono ancora visibili: l’anfiteatro romano e le Terme del II–III secolo d.C. riportano ai tempi dell’Impero, mentre il Castello Caldoresco con i suoi due torrioni cilindrici segna il Medioevo.
Il viaggio nel tempo continua verso il Rinascimento con il Palazzo d’Avalos e il suo splendido giardino alla napoletana, antica residenza dei marchesi di Vasto.
_ La Loggia Amblingh e il patrimonio culturale: la vera perla della città è la Loggia Amblingh, una passeggiata che è un continuo belvedere sulla costa, là dove la terra curva dolcemente verso est abbracciando l’Adriatico.
Il curioso nome si deve al comandante Guglielmo Amblingh, un militare austriaco che si trasferì da Graz a Vasto agli inizi del 1700.
Innamoratosi del luogo, acquistò diverse abitazioni lungo la celebre passeggiata che prese il suo nome.
Vasto è città di arte e cultura: ospita il Museo Civico, il Museo Archeologico e la Pinacoteca, oltre alla Cattedrale trecentesca di San Giuseppe e al Teatro Rossetti, uno dei primi d’Abruzzo.
San Salvo, dove il viaggio si compie
Riscendendo verso la Marina di Vasto con il suo ampio lido, si scorge la destinazione finale: San Salvo.
Una lunga spiaggia di sabbia fine custodisce un biotopo costiero che conserva un prezioso ambiente dunale con la sua vegetazione spontanea intatta.
Risalendo dalla Marina al borgo, importanti reperti archeologici venuti alla luce testimoniano l’impianto romano del paese, su cui fu poi edificato il nucleo medievale.
Qui si trova il Parco Archeologico del Quadrilatero, un sistema di musei e aree archeologiche che raccoglie la lunghissima storia di San Salvo, dall’età arcaica del VI secolo a.C. al periodo medievale.
Pedalare lungo la Costa dei Trabocchi significa attraversare secoli di storia a pochi metri dal mare, tra le geometrie di un litorale che alterna sabbia e scogliere, borghi e riserve naturali.
Un itinerario in cui ogni tappa è un racconto diverso, e dove il ritmo lento della bicicletta restituisce alla costa abruzzese tutta la sua profondità.
_ Maggiori informazioni sul sito della Rete ciclabile dei Trabocchi
Leggi anche:
_ Abruzzo, in bici sulla Bike to Coast, 131 km di ciclovia sul mare Adriatico
_ Abruzzo, in bicicletta sulla Costa dei Trabocchi: da Ortona a Fossacesia
_ Scopri il tracciato della altre percorsi in bici e ciclovie
Seguici sui nostri canali social!
Instagram – Facebook – Telegram