Abruzzo: in bici sulla Bike to Coast, 131 km di ciclovia sul mare Adriatico

Andiamo alla scoperta della Bike To Coast, la ciclovia abruzzese che nel 2020 ha ricevuto il Green Road Award, l'Oscar italiano del cicloturismo. 131 chilometri tra storia e cultura da percorrere in bicicletta, con vista sull'Adriatico.

20 maggio 2018 - 20:24

Un unico percorso ciclopedonale lungo tutta la costa abruzzese. 131 chilometri prevalentemente sulla costa adriatica, da Martinsicuro, in provincia di Teramo, fino a San Salvo, in provincia di Chieti.

Un vero paradiso per chi ama andare in bicicletta, tanto da meritare nel 2020 il Green Road Award, uno dei massimi riconoscimenti nell’ambito del cicloturismo.

La Ciclovia, che è in realtà un percorso ciclopedonale e può essere quindi percorsa a piedi oppure alternando bici e camminata, consente di vivere la duplice anima abruzzese.

Da un lato si pedala con vista sul mare Adriatico, con la possibilità, nella bella stagione, di fermarsi in qualche spiaggia o caletta nascosta.

Dall’altro, il tracciato costruito lungo linee ferroviarie dismesse, consente numerose deviazioni verso l’interno, per conoscere ed esplorare l’entroterra, fatto di borghi antichi e tradizioni enogastronomiche uniche.

Palme, oleandri e pini: la partenza da Martinsicuro

Il lungomare di Martinsicuro, con le spiagge ornate da pini, palme e oleandri, è il punto di partenza ideale della ciclovia. Da Lungomare Europa e Lungomare Italia si raggiunge Alba Adriatica, nota per essere stata più volte Bandiera Blu, oltre che Bandiera Arancione del Touring Club Italiano.

Altri 3 km pedalando lungo il mare ci conducono a Tortoreto, con le sue ville liberty affacciate sull’Adriatico. Si raggiunge poi al lido di Giulianova. La città vecchia su una collina merita una deviazione, per visitare il centro storico medievale.

Altri 8 chilometri di lungomare conducono a Roseto degli Abruzzi, uno dei centri turistici più importanti della riviera abruzzese, con le sue spiagge di  sabbia e dai bassi fondali.

Anche in questo caso, per chi ha tempo, è possibile una deviazione al borgo medievale di Montepagano.

Altri 12 km a bordo mare portano a Pineto, che deve il nome alle folte pinete che costeggiano il lungomare.

Oltre Pineto s’incontra la Torre del Cerrano, antica torre di avvistamento spagnola, residuo delle fortificazioni costiere del Regno di Napoli, costruita a difesa degli attacchi di turchi e saraceni. Oggi è sede e centro di un’ Area Marina Protetta, punteggiata da pini d’Aleppo e pini da pinoli e nota per le dune costiere e la fauna e flora uniche.

Proseguendo si raggiunge Silvi, altra località balneare ideale per le famiglie, grazie alle spiagge dai fondali bassi.

Dalla vicina Silvi Alta si gode di un panorama che va dalle vette del Gran Sasso d’Italia al promontorio del Conero delle vicine Marche, fino alle Isole Tremiti.

Si raggiunge poi Marina di Città S. Angelo, città d’arte, nell’elenco dei Borghi più Belli d’Italia, città del vino e dell’olio.

Da Montesilvano a Francavilla: mare, borghi antichi e monasteri

Raggiungiamo quindi Montesilvano, la città dell’emigrante Gaetano Crocetti, padre di Dino Crocetti – al secolo Dean Martin.

Curioso è il Museo del Treno, con esposizione di mezzi storici e interessante La Piccola, come qui chiamano la tettoia dello scalo, recuperata di recente, distrutta dalle bombe dell’ottobre ’43, poco prima della Battaglia di Ortona, la cosiddetta Stalingrado d’Italia, teatro di scontri fra alleati e tedeschi.

Fra Montesilvano e Pescara ci sono anche i sentieri battuti della Pineta di Santa Filomena e la ciclopedonale dell’ex tracciato ferroviario, parallelo al lungomare. La cosiddetta “strada parco” porta fino alla ciclabile di via Muzii, collegandosi con l’altra di viale Regina Margherita, detta “dei pini”.

Si prosegue in sella fin dentro Pescara, che merita una visita.

Nel cuore della città c’è il Museo Paparella Treccia Devlet, villa ottocentesca che custodisce maioliche di Castelli, sul mare la fontana La Nave dello scultore Pietro Cascella ed è vicino il Museo d’Arte moderna Vittoria Colonna.

 

Da non perdere il Museo Casa natale di Gabriele d’Annunzio in centro storico. Per chi vuole ripercorrere tradizioni e storia degli abruzzesi, il Museo delle Genti d’Abruzzo si trova nell’edificio delle caserme borboniche.

Ancora sui pedali si percorre il Ponte del Mare, con lo sguardo su Gran Sasso e Majella, per proseguire verso la Riserva Naturale Pineta Dannunziana, nota come Pineta D’Avalos dalla famiglia alla quale Carlo V la concesse nel 1528: un lembo di pineta litoranea, con mirti, pini d’Aleppo e marittimi.

Il Kursaal del 1910, prima liquorificio, è oggi spazio multimediale tra villette liberty.

Continuando a pedalare si raggiunge Francavilla al Mare, che già a fine Ottocento era una nota località balneare. Suo rappresentante più celebre, il poliedrico ed eclettico pittore e fotografo Francesco Paolo Michetti, portò qui figure di punta della cultura e dell’arte di inizio ’900, incontrandosi nel suo Cenacolo.

A lui è dedicato il Museo MuMi, con sue celebri tele: Gli storpi e Le serpi.

 

Ortona e la Costa dei Trabocchi

Dopo 13 km si raggiunge Ortona, che domina la costa frastagliata, che fu centro attivo già dall’epoca degli italici Frentani e importante porto, nonché municipio romano come Ortona Augusta.

Passano i secoli, ma lo spettacolo del mare continua, soprattutto al mattino, quando i pescherecci rientrano dalla pesca notturna.

Ortona va scoperta  dalla Passeggiata orientale o guardando il mare dal Castello Aragonese del 1452 e ancora rilassandosi nell’Enoteca regionale o gustando la cucina di mare.

Qui , con il Trabocco Mucchiola, inizia la Costa dei Trabocchi, che prosegue fino a Vasto punteggiando la costa con queste poetiche costruzioni sul mare.

Vicino ad Ortona, il Moro River Canadian War Cemetery conserva le spoglie di oltre 1600 caduti originari del Commonwealth.

Gli scontri, che interessarono questo tratto di costa, si svilupparono nel dicembre del ’43 intorno all’area del fiume Moro.

Qui, per intenzione del generale Alexander, le truppe canadesi provarono a sfondare la celebre Linea Gustav per salire verso Pescara.

Il cimitero ricorda anche le gesta di alcuni militari provenienti da Nuova Zelanda, Australia, Sudafrica e India che trovarono la morte in Abruzzo.

San Vito e Fossacesia: D’Annunzio, baie, spiagge e calette 

San Vito Chietino, nel cuore della Costa dei Trabocchi custodisce il più antico: il Trabocco Turchino.

Non lontano l’Eremo dannunziano, o  eremo di San Vito. Si trova a Portelle dove risiedette Gabriele d’Annunzio nel 1889.

Si prosegue poi fino a Fossacesia, immersa nella macchia mediterranea, tra ginestre, ulivi e aranceti. Da visitare la basilica cistercense di San Giovanni in Venere.

Si arriva a poi a Torino di Sangro con la spiaggia di sabbia di Le Morge e quella ghiaiosa di Costa Verde.

In estate si può visitare la Riserva Naturale Regionale Lecceta di Torino di Sangro che si estende per 175 ettari con percorsi-natura ed escursionistici.

dopo altri 8 chilometri si raggiunge la medievale Lido di Casalbordino, da dove si raggiunge Vasto e lo spettacolare promontorio della Riserva Naturale Regionale di Punta Aderci, dove calette e spiagge si alternano a scogliere e baie.

Dopo altri 7 km si raggiunge infine S. Salvo, al confine con il Molise.

Informazioni utili

Su questo sito di Abruzzo Turismo è possibile scaricare le tracce gpx di tutte le tappe della Ciclovia

 

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