Piemonte, 6 itinerari con le ciaspole panoramici e spettacolari

29 febbraio 2024 - 8:00

La meraviglia della montagna in inverno in Piemonte: sei itinerari per scoprire sulle ciaspole alcuni tra gli ambienti più magici e selvaggi delle Alpi

Piemonte spettacolare con le ciaspole: 6 itinerari sulle racchette da neve

In inverno le montagne piemontesi diventano luoghi fiabeschi.

La coltre bianca che si posasugli alberi rende magico camminare sulle racchette da neve nel silenzio delle foreste.

Dall’Orsiera Rocciavrè alle Valli di Lanzo passando per il Marguareis, ecco alcuni dei più belli itinerari da percorrere sulle racchette da neve.

 

Orsiera Rocciavrè: con le ciaspole vicino Torino

Gli itinerari del massiccio dell’Orsiera-Rocciavrè attraversano il paesaggio imbiancato dei valloni del rio Gerardo e del Gravio.

Il silenzio ovattato della neve è rotto solo dallo scroscio delle acque dei torrenti.

Seguendo la riva del torrente Sangone si passeggia senza meta alla ricerca delle orme lasciate dagli animali selvatici. Qui la neve non frena la voglia di camminare.

Bastano un paio di ciaspole per provare la sensazione di galleggiare sulla candida marea bianca che si estende dallo spartiacque dell’Orsiera-Rocciavré ai boschi della val di Susa e della val Chisone, toccando la testata della val Sangone.

Nella stagione favorevole lungo le “vie normali” si guadagnano le vette più impegnative del parco: l’Orsiera (m 2890), la più alta, punta Cristalliera (m 2801), punta Rocca Nera (m 2852) e il Rocciavré (m 2778).

D’inverno è meglio orientarsi su escursioni semplici, prive di dislivello, come i sentieri guidati allestiti dall’Ente parco, provvisti di bacheche e pannelli didattici.

_ Gli itinerari consigliati:

Orsiera Rocciavrè: la pista degli alpeggi Sellery

Orsiera Rocciavrè: i geositi della Val Sangonetto

La meraviglia del Gran Bosco di Salbertrand

Il Gran Bosco di Salbertrand, quando tutto è coperto da un candido mantello innevato, offre infinite suggestioni.

Con le ciaspole, gli sci, oppure, in caso di scarso innevamento, praticando la nascente tecnica del nordic-walking, il Gran Bosco regala emozioni uniche.

Un’occasione per vivere la montagna con un approccio silenzioso e rispettoso.

Per conoscere l’area protetta nei suoi aspetti naturalistici e culturali, per ascoltarne le voci del bosco e scoprire le tracce lasciate sulla neve dai suoi abitanti.

Esiste un regolamento di fruizione del parco regionale secondo cui l’accesso può avvenire esclusivamente sulle strade o sui sentieri segnalati.

Per gli appassionati di ciaspole sono stati individuati alcuni percorsi corrispondenti ai “sentieri del Gran Bosco”, segnalati sulla cartina del parco.

Itinerari molto frequentati nel periodo estivo, curati dai guardaparco, accuratamente tracciati e tabellati, quindi visibili anche in presenza di un abbondante manto nevoso.

Sono stati evitati tutti quei percorsi potenzialmente pericolosi in quanto attraversati da valanghe storiche anche se non frequenti.

_ Gli itinerari consigliati:

Con le ciaspole nella meraviglia del Gran Bosco di Salbertrand

 

Il fascino della Valle Pesio

L’inverno è sovente generoso sulle Alpi Liguri.

Grazie alla vicinanza del mare la neve abbonda da dicembre ad aprile, colmando doline e inghiottitoi.

Una neve che sa di Mediterraneo.

Figlia dell’incontro tra le correnti languide e umide che arrivano dal golfo e le gelide brezze continentali che da oriente risalgono la piana del Po.

Sono giorni rari e preziosi, in cui l’inverno detta ancora le sue regole, giorni in cui pare bianco anche il mare, fin sulla Corsica.

Bianca la piana di Mondovì, la Langa e la Bisalta, e sulla Valle Pesio, da Chiusa alla Certosa, un velo di luce fredda e assoluta sostituisce i cromatismi tenui dell’autunno morente.

Sono giorni in cui ombre e luci si alternano senza compromessi.

In alta Valle Pesio, la luce distesa sulla piana di San Bartolomeo accompagna alla Certosa di Santa Maria, dove la valle si chiude ed è subito ombra.

Un invito a muoversi, ad andare lesti per ritrovare la luce sul Pian delle Gorre.

Luce e calore: un invito a sostare al sole, ad apprezzare il contrasto tra la radura accogliente e la gran muraglia del Marguareis, fredda, repulsiva, lontana.

Un tramezzo di calcare gelido e austero che respinge sui lati della valle, a cercare protezione nelle abetine, a salire con le ciaspole nel fitto del bosco, al Pian del Creus.

_ Gli itinerari consigliati:

Valle Pesio con le ciaspole: Pian del Creus tra foreste e torrenti

Con le ciaspole al Marguareis, tra camosci e chiese antiche

 

Valli di Lanzo, con le ciaspole tra foreste e montagne

Ci sono luoghi, nelle Alpi Occidentali, dove si respira un’atmosfera di montagna “antica”. Luoghi dov’è normale imbattersi in animali selvatici.

Caprioli, camosci, cinghiali, dove si trova la montagna “vera”, non addomesticata e non trasformata nel circo bianco d’alta quota.

Tra questi luoghi vi sono le Valli di Lanzo.

Vicine a Torino eppure frequentate quasi esclusivamente da “amatori” che non vanno alla ricerca di grandi stazioni sciistiche, ma di silenzi, pendii innevati e immacolati.

Queste valli, tipicamente glaciali, con fondovalle incassati e ripidi fianchi boscosi oltre ai quali si aprono lunghi valloni secondari, paiono inospitali nella stagione fredda.

In realtà ci sono infiniti e bellissimi itinerari adatti allo sci alpinismo e alle racchette da neve.

Nelle Valli di Lanzo quelle che nelle Alpi dell’Est vengono chiamate “ciaspole” si chiamano invece serquiou.

Era in uso anche una racchetta formata da tre tavolette orizzontali di legno incastrate tra due assicelle verticali, simili ad una minuscola scaletta, tanto che localmente è detta stchalàt (scaletta).

Oltre che per risalire i pendii più ripidi la stchalàt veniva usata per battere le piste di neve dove far scorrere le slitte cariche di legna o letame.

Ma nelle Valli di Lanzo non c’è da vedere solo la prorompente e selvaggia bellezza della natura.

Bisogna incontrare i montanari: sono loro la montagna, quella viva, quella di tutti i giorni. Sono loro che rimangono.

Anche se pochi, presidiano un territorio dove per usufruire dei più elementari e fondamentali servizi ci si deve sobbarcare viaggi di ore e chilometri di spostamenti.

Ascoltate il sussurrare sommesso del torrente coperto di neve che pare raccontarci le mille storie di queste magiche valli.

Arrivati ai paesini di fondovalle, dopo aver comprato l’ottima carne locale e la Tuma d’Lans, la cui origine si perde nei secoli della prima colonizzazione delle Alpi, e i buonissimi dolci della tradizione valligiana, entrate in un’osteria.

_ Gli itinerari consigliati:

Valli di Lanzo: con le ciaspole sulle vie dei contrabbandieri

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