Camminare nella natura aumenta la creatività fino al 50%

26 aprile 2026 - 9:01

Due studi americani, condotti dalle università dello Utah, del Kansas e di Stanford, dimostrano come il tempo trascorso all'aria aperta, lontano dalla tecnologia, potenzi la capacità di pensiero creativo e la risoluzione dei problemi

Chi ama l’outdoor lo ha sempre saputo: una giornata di cammino nella natura libera la testa da ansie e pensieri, restituendo la serenità necessaria per elaborarenuove idee.

Quella sensazione di testa leggera che si prova dopo un’escursione non è soltanto una suggestione: la ricerca scientifica ha più volte confermato il legame tra cammino, ambiente naturale e pensiero creativo.

Una connessione che oggi, nell’era degli stimoli digitali permanenti, merita di essere riscoperta.

Camminare come forma di meditazione

Camminare nella natura è un’attività affine alla meditazione: un movimento ritmico, continuo, che accompagna la mente verso uno stato di quiete attiva.

È proprio questa condizione a contribuire ad avvicinare molte persone a uno stile di vita attivo e al contatto con gli ambienti naturali.

Ma cosa accade davvero al nostro cervello quando lasciamo la città e ci immergiamo nel verde? Due ricerche condotte negli Stati Uniti hanno provato a dare una risposta.

Lo studio delle Università dello Utah e del Kansas

Un gruppo di ricercatori americani ha condotto uno studio su 56 persone che ha confermato gli effetti del cammino nella natura sulla creatività.

Secondo gli studiosi, le attività outdoor sarebbero in grado di aumentare la capacità di pensiero creativo fino al 50%.

I ricercatori delle Università dello Utah e del Kansas hanno diviso i volontari in 8 gruppi, che hanno trascorso del tempo in diverse aree naturali degli Stati Uniti: dalle montagne e distese boscose dell’Alaska e del Colorado fino al Maine e allo Stato di Washington.

_ Quattro giorni senza smartphone:

La condizione fondamentale dell’esperimento era che il tempo trascorso nella natura fosse privo di sollecitazioni e distrazioni tecnologiche.

I volontari non avevano con sé smartphone, computer o tablet e hanno trascorso quattro giorni immersi nella natura incontaminata.

Prima della partenza, 28 soggetti sono stati sottoposti a un test per misurare le attività cognitive complesse, come la capacità di ragionare creativamente o risolvere problemi.

L’altra metà dei volontari è stata sottoposta allo stesso test solo dopo i quattro giorni di immersione nella natura.

I risultati sono stati sbalorditivi: le capacità cognitive e creative del secondo gruppo sono risultate superiori in media del 50% rispetto al primo.

Gli studiosi hanno commentato così i loro risultati:

“L’esposizione all’ambiente naturale sembra avere un impatto sulla corteccia cerebrale pre-frontale la cui attività è associata alla creatività e al multitasking. Distaccarsi dagli oggetti tecnologici di ogni giorno come i telefoni e i social media permette al cervello di riposare e re-instaurare i processi di pensiero creativo”.

Il nostro cervello è sottoposto ogni giorno a migliaia di stimoli, molti dei quali nemmeno riconoscibili a livello razionale.

Per recuperare le piene capacità è importante passare del tempo nella natura camminando. Ma attenzione: per beneficiare di questi effetti non basta una passeggiata nel parco cittadino.

È necessario fare trekking nella sua accezione più anglosassone, ovvero vivere tempo immersi nella natura selvaggia, lontani dalle distrazioni tecnologiche.

I risultati che hanno sorpreso gli scienziati

I risultati hanno stupito gli stessi ricercatori, che non si aspettavano un incremento così marcato nella capacità di pensiero creativo.

Gli studiosi hanno riconosciuto di aver sottostimato il numero di stimoli a cui il nostro cervello è sottoposto quotidianamente negli ambienti urbanizzati.

Il progresso delle tecnologie e il moltiplicarsi dei device ci tengono sempre più connessi: oggi non basta tenere il telefono in tasca per stare tranquilli, perché messaggi e mail arrivano anche sullo smartwatch.

Lavori creativi nella natura – Foto Getty Images

Queste continue stimolazioni riducono drasticamente la nostra capacità di concentrazione e, di conseguenza, l’attitudine al pensiero creativo.

L’altro fattore chiave è l’esposizione all’ambiente naturale e il suo impatto sulla corteccia cerebrale pre-frontale, la cui attività è associata proprio alle doti di pensiero creativo.

Nell’abstract del loro studio, i ricercatori scrivono:

“L’ambiente gioca un ruolo fondamentale nel nostro modo di pensare e di comportarci. Ma l’ambiente moderno, urbano o suburbano, può essere caratterizzato da una drastica riduzione della nostra esposizione a ambienti naturali e da un aumento dell’esposizione a un ambiente tecnologico intenso. I nostri risultati dimostrano che esiste un vantaggio cognitivo se si trascorrere del tempo immersi in un ambiente naturale”.

David Strayer, capo del team di ricercatori, ha aggiunto: “Distaccarsi dagli oggetti tecnologici di ogni giorno permette al cervello di riposare e instaurare di nuovo i processi di pensiero creativo”.

La ricerca conferma quanto moltissimi camminatori e appassionati di outdoor sanno per esperienza: non esiste modo migliore per ricaricare le batterie mentali che trascorrere una giornata in mezzo alla natura.

La conferma arriva da Stanford

Un altro team di ricercatori ha approfondito il legame tra cammino e pensiero creativo. La dottoressa Marily Oppezzo e il dottor Daniel Schwartz della Stanford University hanno pubblicato il loro studio, dal titolo Learning, Memory and Cognition, sul Journal of Experimental Psychology.

I risultati mostrano una migliore capacità di pensiero creativo nelle persone che camminavano rispetto a quelle più sedentarie.

_ Il test degli usi alternativi: per misurare i diversi livelli di capacità cognitive e creative, i ricercatori hanno utilizzato un test noto come “test degli usi alternativi”, sviluppato per misurare il pensiero laterale e divergente.

Il meccanismo è semplice: si prende in considerazione un oggetto, per esempio una scarpa, e si chiede alle persone di elencare possibili utilizzi diversi da quello canonico di calzatura.

Una scarpa potrebbe essere usata come vaso, come arma di difesa, come giocattolo per un cane o come fermaporta.

In base al numero di usi indicati, alla loro diversità e originalità, i ricercatori valutano fluidità, flessibilità e originalità del pensiero.

_ Camminata contro scrivania: i ricercatori hanno sottoposto il test a un gruppo di persone in due momenti diversi: dopo un periodo di inattività, tipicamente una mattinata seduti alla scrivania, e dopo una camminata.

I risultati hanno mostrato che, già dopo una passeggiata di qualche decina di minuti, le persone incrementavano in modo notevole la loro capacità di formulare pensieri creativi.

Al di là dei numeri, quello che emerge da questi studi è una verità semplice e al tempo stesso potente: camminare nella natura non è solo un gesto salutare per il corpo, ma un modo profondo di restituire spazio alla mente.

Ogni passo lontano dallo schermo è un piccolo atto di libertà cognitiva, una possibilità concreta di ritrovare quella lucidità che le nostre giornate iperconnesse ci sottraggono senza che ce ne accorgiamo.

 

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