Cile, paradiso del trekking: il parco nazionale Patagonia

6 dicembre 2022 - 14:29

Il Cile catalizza l’attenzione degli escursionisti di tutto il mondo per il circuito “W” delle Torres del Paine. Il parco nazionale della Patagonia è una vera e propria meta di culto per i trekker, scopriamo gli itinerari che lo attraversano

Ci troviamo a Cochrane, centro abitato di 3000 anime situato ai piedi di uno dei parchi nazionali più estesi del Paese, il Parco Nazionale Patagonia.

Questo parco èdiviso in tre settori e ci sono almeno venti percorsi che lo attraversano in lungo e in largo.

Nuove rotte vengono aperte ogni anno ma la chicca è ancora sconosciuta al turismo di massa: vale la pena farci un salto prima che diventi di moda.

Il trekking che vi propongo è il sentiero Las Aguilas completo, un anello di 20km con dislivello totale inferiore ai 2000m situato nella Riserva Tamango, settore sud del Parco.

Per accedervi bisogna pagare 8400 pesos cileni (10 euro) presso il posto di guardia della CONAF situato all’entrata e registrarsi nel libro dei visitanti.

Grazie al contributo di Officine25 ho coperto il costo di accesso e scoperto il piacevole cammino che vi sto per raccontare.

Si può partire dal pueblo o direttamente dal Parco: per chi volesse è infatti possibile piantare la tenda poco dopo l’entrata, c’è uno spazio adibito a campeggio con tanto di bagni – tutto incluso nel biglietto.

Questo sentiero è particolarmente interessante perché costituito da cinque tracciati della riserva: Carpintero, Los Coigues, Los Ciruelos, Huemules e Las Aguilas, quest’ultimo dà anche il nome al trekking completo.

Si inizia con i 5km della pista Carpintero (picchio), una sezione su roccia con diversi saliscendi.

Il tratto è suggestivo perché affianca un braccio molto stretto del lago Cochrane, sembra quasi un fiordo. Le acque cristalline lasciano intravedere sassi e vegetazione in profondità e i colori che ne risultano paiono quelli di una cartolina dei Caraibi!

Il lago è talmente puro che se ne può tranquillamente bere l’acqua, anche senza filtro.

Il primo punto dove è possibile attingervi è situato al km 3.5, appena dopo un breve molo in legno. Proseguendo il cammino si incrociano altri due pontili, dove in estate è possibile attraccare con la lancia che percorre il lago.

Il Carpintero termina con una salita poco impegnativa e un bellissimo mirador come ricompensa: da qui è possibile indovinare il sito dove accamperemo questa notte.

Proseguiamo dunque lungo il secondo sentiero, Los Coigues – l’albero della famiglia notofagus con le foglie più piccole.

Siamo nei tre chilometri e mezzo di sottobosco dominato dagli alti Coigues.

Attenzione alle gambe scoperte: gli arbusti spinosi abbondano e vi lasceranno qualche tatuaggio rosso sangue se camminate con i pantaloni corti.

Raggiungiamo uno spiazzo erboso dopo aver guadato un paio di fiumiciattoli – anche qui è possibile bere tranquillamente.

Siamo giunti allo spiazzo contrassegnato come campeggio “non ufficiale”, nel senso che le guardie forestali permettono di piantare la tenda e passare la notte sebbene non ci siano dei bagni. Sapete la regola, scavate un buco e coprite…

C’è anche una sorta di scatola di legno dove è possibile cucinare, le pareti in compensato vi proteggeranno dal vento.

Il giorno successivo comincia con una salita impegnativa ma breve, 1.6km del sentiero Los Ciruelos – gli alberi delle prugne. Sfortunatamente non ce ne sono (e non ho idea del perchè abbiano chiamato così questo tratto) quindi dovrete portare la colazione con voi nel vostro zaino.

La tortuosa salita vi porterà sopra il campo, il sentiero di ritorno si trova infatti un paio di centinaia di metri sopra quello percorso ieri.

Terminata la pendenza comincia la quarta sezione, Los Huemules, sei chilometri e mezzo quasi tutti pianeggianti.

Siamo tornati ai nomi degli animali: gli huemules sono una specie di cervo nativa di questa zona caratterizzata da piccole corna ramificate in due direzioni, un palco ben diverso rispetto a quello del cervo europeo.

Questa specie purtroppo è in grave pericolo di estinzione, pochi anni fa ne rimanevano appena 300 esemplari.

Le ultime rilevazioni hanno evidenziato un recupero della popolazione ma siamo ancora ben lontani dal poter dire che il rischio sia passato. Se sarete fortunati riuscirete a vederli, non sono affatto timidi e generalmente si lasciano avvicinare.

Il manto brunastro li mimetizza con la vegetazione circostante quindi fate attenzione a dove guardate, potreste averli passati senza rendervene conto!

Dopo un paio di ore di cammino raggiungiamo l’ultimo pezzo, Las Aguilas – indovinate un po’ a cosa fa riferimento?

Questi tre chilometri di discesa vi riportano ad altezza lago, presso l’entrata dove dovrete ricordare di depennarvi dal libro dei visitanti in modo che la CONAF sappia che siete tornati indietro sani e salvi.

Sulla destra, mentre scendete, potrete vedere il pueblo di Cochrane.

Poco più a sud si notato vaste abetaie, il legno è uno dei principali commerci di questa zona. A destra del villaggio, tra le nuvole di polvere sollevate da auto e camion, si intravede una pista sterrata: la mitica Carretera Austral.

È la strada che congiunge i centri abitati della Patagonia Cilena portando i sognatori a scoprire le sue meraviglie naturali, come il parco nazionale che abbiamo appena visitato.

 

Ah, quasi dimenticavo: una volta concluso il cammino passate alla casetta della CONAF per farvi timbrare il Passaporto della Strada dei Parchi!

Si tratta di un libricino che raccoglie informazioni e contatti sui 17 Parchi Nazionali della Patagonia Cilena, qualcosa in stile Credenziale del Pellegrino del Cammino di Santiago.

Quale sarà il vostro prossimo timbro?

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L’autore:

Nicolò Guarrera è partito ad agosto 2020 per fare il giro del mondo a piedi. Il motivo? Scoprire cosa significa vivere una vita bella e cercarlo con una chiave di lettura precisa, la lentezza.

Alcune dei suoi cammini li racconta attraverso le pagine di TREKKING&Outdoor, mostrando cosa vuol dire percorrere meravigliosi itinerari in alcune delle aree naturalistiche più belle del mondo.