Autunno meraviglioso: 5 itinerari spettacolari tra foreste e montagne

28 ottobre 2026 - 12:08

Dalle Dolomiti al Lago d’Iseo, dai boschi dell’Appennino al mare della Liguria: 5 itinerari per vivere a piedi i paesaggi d’autunno del Nord tra panorami ed emozioni uniche

Autunno spettacolare nel Nord Italia: 5 itinerari tra montagne, laghi e mare

L’autunno cambia il paesaggio e regala nuove occasioni per mettersi in cammino.

SulleAlpi i larici si accendono di giallo e oro, sulle colline compaiono le tonalità calde dei castagneti e dei vigneti, mentre lungo i laghi e sulla costa mediterranea la stagione offre scenari completamente diversi ma altrettanto suggestivi.

Dal cuore dell’Alto Adige fino al mare della Liguria, il Nord Italia permette di scegliere tra ambienti molto diversi anche nell’arco di pochi giorni: vallate alpine, laghi, boschi dell’Appennino, antiche vie e sentieri affacciati sul mare.

Abbiamo scelto cinque destinazioni che raccontano bene questa varietà.

Si cammina nella natura selvaggia della Val di Fosse, si scoprono a piedi le diverse anime del Lago d’Iseo, si attraversano i boschi intorno alle guglie dei Sassi di Roccamalatina e si segue un lungo percorso tra il Santuario di Graglia e il Lago di Viverone.

L’ultimo viaggio conduce invece in Liguria, lungo la traversata del Promontorio di Portofino da Camogli a San Fruttuoso e Portofino.

Cinque idee per vivere l’autunno camminando tra natura, storia, borghi e sapori.

1 – Alto Adige: trekking tra larici, masi e montagne in Val di Fosse

La Val di Fosse è una valle laterale della Val Senales che si inoltra nel Parco Naturale Gruppo di Tessa, tra boschi di conifere, pascoli, torrenti e antichi insediamenti di montagna.

In autunno uno degli elementi che caratterizzano maggiormente il paesaggio sono i larici, che assumono le tonalità dorate tipiche della stagione.

Ph.: Gettyimages/topics

La valle conserva inoltre una forte presenza di fauna selvatica, con cervi, camosci e caprioli che frequentano i pascoli e i margini dei boschi.

Il punto di riferimento per l’escursione è il Maso Casera di Fuori, Vorderkaser, raggiungibile dalla Val Senales passando per Certosa. Da qui si entra progressivamente nella parte più interna della valle seguendo il torrente e attraversando un ambiente sempre più alpino.

Lungo il percorso si incontrano masi e alpeggi che testimoniano la lunga presenza dell’uomo anche a quote elevate. In fondo alla valle si trovano gli Eishöfe, antichi insediamenti che furono tra quelli stabilmente abitati alle quote più alte delle Alpi Orientali.

L’itinerario consente così di abbinare il paesaggio autunnale alla storia della vita di montagna, tra pascoli, edifici rurali e grandi scenari alpini.

Le varianti più lunghe possono raggiungere circa 14-16 chilometri e richiedono diverse ore di cammino, quindi la scelta del percorso va adattata alla giornata e alle condizioni della montagna.

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2 – Lombardia: quattro modi per scoprire il Lago d’Iseo in autunno

Il Lago d’Iseo offre più di un semplice itinerario: intorno al Sebino esiste infatti una rete di percorsi che permette di scegliere tra montagna, borghi, natura e cammini storici.

La Via delle Malghe sale dalla sponda bresciana verso pascoli e alpeggi.

Ph.: Gettyimages / Andrew_Mayovskyy

L’itinerario principale misura complessivamente 55 chilometri ed è articolato in quattro tappe, ma sono disponibili anche cinque anelli percorribili nell’arco di una giornata.

È il percorso giusto per conoscere l’ambiente delle malghe e la tradizione casearia delle montagne che circondano il lago.

Completamente diversa è Monte Isola. Da Peschiera Maraglio si può seguire la strada degli ulivi verso Sensole e Menzino, quindi salire attraverso i centri dell’isola fino al Santuario della Madonna della Ceriola.

L’intero anello misura circa 12 chilometri, che diventano 9,4 rinunciando alla deviazione al santuario.

Chi preferisce una passeggiata più breve può scegliere la Riserva Naturale delle Torbiere del Sebino, dove un percorso circolare di circa quattro chilometri attraversa canneti e specchi d’acqua su camminamenti e ponticelli.

C’è infine la Via Valeriana, antico tracciato che segue il versante orientale del lago da Pilzone verso Pisogne, passando tra uliveti, terrazzamenti, piccoli nuclei abitati e panorami su Monte Isola.

Quattro esperienze diverse che permettono di costruire la propria giornata d’autunno scegliendo tra una breve passeggiata nella natura e un vero trekking.

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3 – Emilia-Romagna: i Sassi di Roccamalatina tra boschi, borghi e antichi mulini

Nel Medio Appennino Modenese, i Sassi di Roccamalatina emergono dalle colline con le loro grandi guglie di arenaria.

Intorno alle rupi si estende un paesaggio composto da boschi, castagneti, campi coltivati e piccoli borghi.

Ph.: da parchiemiliacentrale.it

In autunno a questi elementi si aggiungono i colori dei vigneti e del bosco, insieme ai prodotti che raccontano la tradizione agricola del territorio, dalle castagne al Parmigiano Reggiano.

L’escursione proposta parte dal Centro Visite Il Fontanazzo e segue il sentiero numero 1. Dopo un primo tratto nel bosco si raggiungono la chiesetta e il Borgo dei Sassi.

Da qui è possibile effettuare la deviazione per il Sasso della Croce: una salita attrezzata che consente di raggiungere un punto panoramico sulla valle del Panaro, sulle altre rupi del parco e sull’Appennino modenese.

Ripreso il sentiero principale, si scende verso il Mulino della Riva, costruito nel 1810, per poi risalire nel bosco in direzione di Castellino delle Formiche.

Il piccolo borgo conserva testimonianze del suo passato medievale e rappresenta un’altra tappa interessante del percorso.

L’itinerario completo richiede indicativamente circa tre ore ed è classificato di difficoltà media. È una camminata che permette di vedere in poco spazio i diversi elementi del paesaggio del parco: rupi, boschi, torrenti, antichi edifici rurali e borghi in pietra.

_Leggi l’articolo con la descrizione dell’itinerario

4 – Piemonte: dal Santuario di Graglia al Lago di Viverone

Questo itinerario attraversa il Biellese collegando due ambienti molto diversi: le montagne intorno al Santuario di Graglia e il paesaggio del Lago di Viverone.

Il cammino parte dal santuario e procede verso Netro seguendo strade sterrate tra prati e castagneti. Attraversa quindi Poinera e la frazione Casale di Donato, prima di proseguire verso i laghi di Cossavella e di Pré.

Ph.: Gettyimages/rglinsky

Raggiunta la cresta principale, il percorso scende verso la chiesa di Santo Stefano di Sessano e arriva a Chiaverano.

Da qui continua attraverso un territorio ricco di testimonianze storiche: la chiesa di Santa Maria Maddalena di Burolo, la torre medievale conosciuta come Ciucarun e il borgo di Magnano.

La parte successiva attraversa vigneti e campi e raggiunge la chiesa romanica di San Secondo e la vicina Comunità Monastica di Bose. Il viaggio continua poi verso Zimone e infine verso la frazione Rolle di Viverone.

L’arrivo sulle rive del lago conclude un percorso nel quale natura e patrimonio storico si alternano continuamente.

Viverone è un bacino di origine glaciale e lungo le sue sponde sono stati individuati anche resti di insediamenti palafitticoli dell’Età del Bronzo inseriti nel sito UNESCO dedicato alle palafitte preistoriche dell’arco alpino.

_Leggi l’articolo con la descrizione dell’itinerario

5 – Liguria: da Camogli a Portofino passando per San Fruttuoso

La traversata da Camogli a Portofino permette di attraversare a piedi il Promontorio di Portofino combinando boschi, macchia mediterranea, antichi terrazzamenti e panorami sul Mar Ligure.

Il percorso completo è lungo circa 13 chilometri.

Ph.: Gettyimages/Faabi

Da Camogli si sale verso San Rocco, da dove si entra nella rete escursionistica del Parco di Portofino. Il percorso prosegue verso Toca e raggiunge il valico di Pietre Strette, importante nodo dei sentieri del promontorio.

Da qui si scende attraverso il bosco verso la baia di San Fruttuoso. L’avvicinamento all’abbazia passa tra antichi terrazzamenti e la Torre Doria, prima di raggiungere il complesso storico e la piccola spiaggia.

San Fruttuoso non è però il punto finale della giornata. Il sentiero risale sul versante orientale della cala, supera la zona della Base O e continua in quota fino a Prato.

L’ultima parte attraversa nuovamente il paesaggio terrazzato e scende verso Portofino, concludendo la traversata nel borgo affacciato sul mare.

È un percorso che riunisce molti degli elementi caratteristici del Levante ligure: mulattiere, uliveti, lecci, macchia mediterranea, architetture storiche e continui cambiamenti di prospettiva sul mare.

_Leggi l’articolo con la descrizione dell’itinerario

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