Gli 8 errori più comuni sui sentieri (e come evitarli)
Anche i trekker più appassionati possono commettere sbagli che possono compromettere un'escursione. Ecco gli 8 errori più frequenti sui sentieri e i consigli pratici per camminare in sicurezza e godersi la natura
Andare per sentieri è un’esperienza meravigliosa, capace di riconciliarci con il mondo e con noi stessi.
Come ogni attività in ambiente outdoor, però, comportaalcuni rischi che è importante conoscere.
La buona notizia è che molti di questi pericoli si possono ridurre al minimo con un po’ di organizzazione, ancora prima di mettere lo zaino in spalla.
Ecco gli 8 errori più frequenti tra gli escursionisti e come evitarli.
1. Sottovalutare l’importanza di una corretta alimentazione
La corretta alimentazione è fondamentale quando si va per sentieri.
Nella migliore delle ipotesi, non mangiare o bere in modo adeguato può impedirti di goderti pienamente il trekking; nella peggiore, può mettere a rischio la tua salute.
Tutto parte da un’adeguata colazione: ce lo ha spiegato la nutrizionista Elisa Semeghini in un articolo ricco di consigli e ricette per l’alimentazione degli escursionisti.
Un momento particolarmente delicato, nei trekking di più giorni, è la sera.
Barrette energetiche – Foto Getty Images
Magari arrivi esausto, senza voglia di mangiare e con il solo desiderio di buttarti sulla branda: eppure è proprio allora che è necessario alimentarti, sfidando la mancanza di appetito.
Per quanto riguarda l’idratazione e l’insidia della disidratazione, un articolo dedicato ti spiega bene come comportarti.
La regola è bere poco e spesso, senza aspettare lo stimolo della sete. L’ideale è bere ogni 20/30 minuti qualche sorso d’acqua, circa 150/250 ml.
In ogni caso non far mai passare un’intera ora senza bere, specie in estate o su un itinerario duro, quando la sudorazione è elevata.
_ Scopri cosa mangiare prima, durante e dopo un’escursione
_ Scopri come prevenire la disidratazione
2. Non caricare correttamente lo zaino
Un classico errore da principiante è esagerare con il carico dello zaino.
Non solo renderai un pessimo servizio alla tua schiena, ma in buona parte dei casi quel peso si rivelerà inutile.
Il concetto di “troppo” è soggettivo, ma su alcuni eccessi possiamo essere tutti d’accordo: portarsi un intero set di stoviglie o dieci libri cartacei per un’escursione di uno o due giorni è decisamente eccessivo.
Il compagno di viaggio più fedele – Foto Getty Images
In altri casi, al contrario, ci si dimentica di piccoli oggetti essenziali, come una powerbank per lo smartphone, che potrebbe persino salvarti la vita.
L’esperienza aiuta a capire cosa mettere e cosa lasciare a casa, e chiedere consiglio a chi ha macinato più chilometri sui sentieri è sempre una buona idea.
La regola base è oggetti più pesanti vicino alla schiena, oggetti che si usano meno sul fondo, mentre quelli di utilizzo frequente in cima (cartine, sali minerali, cibo etc).
Non appendere, se possibile, oggetti fuori dallo zaino e cercare di eliminare il superfluo.
Una guida dedicata alla preparazione dello zaino può esserti d’aiuto.
3. Non guardare le previsioni meteo
Per quanto breve possa essere, fare trekking significa sempre immergersi nella natura, lontano dai centri abitati, a volte in luoghi dove nemmeno lo smartphone riesce ad agganciare una rete.
È un’attività meravigliosa, ma che espone sempre a un certo grado di rischio legato all’ambiente che ci circonda.
Temporali imprevisti – Foto Getty Images
La natura va rispettata, e uno dei modi per farlo è ridurre i fattori di rischio prevedibili: tra questi c’è proprio il meteo.
Trovarsi nel mezzo di un temporale a due, tre o quattro ore dal più vicino riferimento di civiltà – un rifugio, un ristoro, il parcheggio dell’auto – non è esattamente piacevole.
Controlla sempre le previsioni prima di partire: oggi i siti e le app a disposizione sono moltissimi.
Nel dubbio, non andare alla ventura: rimanda l’escursione a giorni migliori.
_ Scopri le migliori app per le previsioni meteo
4. Usare male i bastoncini da trekking
È un tema che divide: ci sono trekker tradizionalisti che non li amano e altri che li userebbero in ogni occasione.
Come spesso accade, la verità sta nel mezzo: i bastoncini da trekking, se usati correttamente, sono un ottimo strumento per camminare sui sentieri.
Molti tra gli scettici, dopo averli provati, sostengono di non poterne più fare a meno.
Un approfondimento dedicato illustra pro e contro del loro utilizzo.
5. Scegliere un abbigliamento inadeguato
Se per un breve trekking giornaliero si può fare un’eccezione, in generale il cotone andrebbe evitato nel guardaroba dell’escursionista.
Ha un difetto grave: assorbe acqua e sudore e asciuga molto lentamente.
Le conseguenze sono cattivi odori, disagio e, nelle condizioni peggiori, un aumento del rischio di ipotermia.
L’abbigliamento tecnico, che sfrutta tecnologie di ultima generazione pensate per il benessere di chi cammina, è sempre la soluzione migliore.
Vale anche per le uscite di un solo giorno, utili a prendere dimestichezza con il giusto approccio mentale: il trekking è divertente, ma deve sempre essere vissuto con l’obiettivo di tutelare la propria salute e il proprio benessere.
L’ideali sono capi tecnici realizzate con tessuti e membrane progettate appositamente per l’abbigliamento outdoor, le loro caratteristiche principali sono:
- Leggerezza
- Traspirabilità
- Asciugatura rapida
- Impermeabilità, soprattutto per giacche, pantaloni e scarponi
- Comfort
In questo articolo potete trovare alcuni suggerimento fondamentali per l’abbigliamento da trekking, specie in estate.
6. Sottovalutare la salute dei piedi
È improbabile che chi fa trekking non sia mai incappato nelle fastidiosissime vesciche.
Soprattutto per i principianti, rappresentano un evento capace di raffreddare l’entusiasmo per questa nuova attività.
Nei trekking lunghi, in particolare, occorre essere preparati: cerotti e altri piccoli accorgimenti, che non occupano spazio nello zaino, fanno la differenza.
Una guida completa spiega come prevenire e curare le vesciche.
La salute dei piedi poi passa soprattutto attraverso di una buona calza da trekking: la loro importanza è spesso sottovalutata ma sono essenziali per la salute del piede.
Ci sono modelli adatti alle escursioni estive e invernali, ma anche quelle progettate per attività specifiche come l’alpinismo: il segreto è scegliere quella più adatta.
_ Scopri come scegliere le calze da trekking giuste
7. Sopravvalutare la propria preparazione atletica
L’entusiasmo per il trekking è un’arma a doppio taglio.
Da un lato apre un universo di itinerari da esplorare, di persone e luoghi da conoscere; dall’altro può spingerti a fare il passo più lungo della gamba.
Un rischio che non riguarda solo i principianti, ma talvolta anche i trekker più esperti.
L’allenamento per il trekking – Foto Getty Images
Capita di dimenticare che l’energia e la capacità di recupero di un escursionista ventenne non sono le stesse di vent’anni, trent’anni o quarant’anni dopo.
L’entusiasmo, quello sì, resta lo stesso, ma bisogna fare i conti con il passare del tempo e organizzare uscite adatte alla propria condizione psico-fisica del momento.
Non significa camminare di meno, ma camminare meglio.
Lo stesso vale a qualsiasi età quando le condizioni fisiche (per esempio in caso di sovrappeso) richiedono maggiore attenzione.
Una mini-guida dedicata spiega come allenarsi per il trekking.
8. Non tenere sotto controllo lo scorrere del tempo
La bellezza della natura è così travolgente che spesso ci si dimentica del tempo che passa.
A meno che non si sia organizzato un trekking di più giorni con notte in tenda o in rifugio, questo può rivelarsi molto pericoloso.
Quando ci si ritrova al buio sui sentieri, l’errore è di organizzazione ed è stato commesso ancora prima di partire.
Soprattutto se non si conosce bene il percorso, occorre raccogliere tutte le informazioni necessarie per capire quale sarà la durata totale dell’escursione.
Da lì si stila una tabella di marcia per evitare il buio, e la si rispetta rigorosamente.
Ancora una volta, un piccolo accorgimento preso quando sei ancora a casa può fare la differenza tra un incubo e una meravigliosa esperienza sui sentieri.
Perché camminare in natura resta uno dei modi più autentici per ritrovare equilibrio: a patto di farlo con la consapevolezza che la montagna, e ogni sentiero, vanno sempre rispettati.
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