Come prepararsi ai trekking autunnali? Abbigliamento e attrezzatura giusta

14 settembre 2026 - 17:00

Nella mezza stagione il clima può cambiare nell'arco di poche ore: gelate notturne, vento da nord, sole che cala presto. Come preparare capi, calzature e piccoli accessori per affrontare i sentieri in ottobre e novembre senza brutte sorprese

C’è un momento preciso, tra ottobre e novembre, in cui il sentiero che conosciamo a memoria cambia condizioni e richiede un approccio e attrezzature diverse.

Il solea metà giornata scalda ancora la pelle, ma la notte prima il termometro potrebbe essere sceso vicino allo e nelle zone d’ombra si potrebbero incontrare zone ghiacciate.

Camminare in autunno non è più difficile: è semplicemente diverso e richiedere una preparazione idonea.

Una stagione di passaggio che cambia volto in poche ore

L’autunno è una stagione di passaggio, in cui il cambiamento del meteo e delle temperature può riservare sorprese inattese. Non tutte piacevoli.

È questo il periodo in cui, anche a quote di media e bassa montagna, le temperature notturne possono scendere sotto zero, causando la formazione di imprevisti tratti ghiacciati sui sentieri.

Non bisogna poi farsi ingannare dal sole.

L’arrivo improvviso del vento da nord può far calare le temperature anche in una giornata di bel tempo e basta una piccola perturbazione per portare neve o pioggia che possono cambiare decisamente le condizioni della giornata.

Poi ci sono le ore di luce che vanno diminuendo e, quando arriva il buio, le azzurre sere d’estate sono solo un ricordo.

A ottobre e novembre ci vogliono pochi minuti per passare dal tramonto al buio pesto e quello che comincia a soffiare dopo il calar del sole non è uno zefiro di primavera, ma l’alito gelido dell’inverno in arrivo.

Forse ci siamo andati giù un po’ pesanti, e a qualcuno, più che la voglia di camminare, avremo fatto venire il desiderio di rintanarsi nel caldo e nella sicurezza delle mura di casa.

In realtà le situazioni descritte a tinte fosche non hanno nulla di tragico se affrontate con la giusta preparazione e attrezzatura.

Non è che, per camminare d’autunno, servano chissà quali esperienze o tecniche esoteriche.

È sufficiente un po’ di consapevolezza: in questa stagione di mezzo, nel giro di pochi giorni si può passare da climi e temperature ancora estivi a quelli invernali, per poi fare magari di nuovo marcia indietro.

E non è raro che queste oscillazioni si verifichino nell’ambito di una stessa giornata.

Questa deve essere la prima cosa da tenere in considerazione quando si pianificano le gite autunnali.

Controllare il meteo della giornata, non quello della settimana

Un occhio di particolare riguardo va dato quindi alle previsioni meteo.

Il fatto che venerdì si faccia pausa pranzo in camicia nei giardini vicino l’ufficio non significa necessariamente che domenica si potrà scorrazzare allegramente in montagna con addosso solo una maglietta.

Se poi in settimana ha fatto brutto tempo e nel weekend danno bello, è bene valutare l’evoluzione delle temperature.

Potrebbero già verificarsi quelle condizioni tipiche della stagione invernale per cui l’arrivo dell’alta pressione corrisponde con quello del freddo.

Abbigliamento caldo e impermeabile: cosa non lasciare a casa

Viste queste premesse, nel momento in cui andremo a preparare lo zaino per le nostre escursioni autunnali sarà indispensabile inserire anche dei capi tecnici un po’ più pesanti.

Le t-shirt tecniche e super traspiranti vanno benissimo: nelle ore più calde forse riusciremo ancora a utilizzarle come strato unico, ma dovremo avere a disposizione almeno un buon pile, che si può indossare sopra la maglietta come strato termico.

Abbigliamento per la pioggia – Foto Getty Images

E non può mai mancare una buona giacca impermeabile, da utilizzare come guscio esterno per ogni evenienza.

I pantaloni corti in autunno hanno decisamente finito il loro tempo.

Quelli convertibili, con le zip per togliere e mettere rapidamente la parte inferiore delle gambe, possono andare ancora bene.

Di solito però questi capi sono realizzati con tessuti molto leggeri e traspiranti e, se le previsioni meteo non sono delle migliori, è meglio attrezzarsi con capi più performanti sotto l’aspetto dell’isolamento termico e dell’idrorepellenza.

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Proteggiamo le estremità: guanti, berretto e coperta isotermica

Anche se le previsioni sono ottime e le temperature attese sono decisamente al di sopra della media stagionale, nello zaino per le escursioni autunnali è sempre bene trovare uno spazio per guanti e berretto.

Se tutto andrà come deve andare rimarranno probabilmente inutilizzati.

Guanti e cappellino – Foto Getty Images

Se il meteo però non dovesse essere così buono come previsto, o se per qualche contrattempo vi troverete ancora sul sentiero dopo il calare del sole, avrete modo di benedire quei 50 grammi in più di zavorra che vi siete portati appresso.

Già che ci siete, buttate nella tasca superiore dello zaino anche una torcia frontale, un’attrezzatura fondamentale quando cala il sole.

Altro oggettino della serie non si sa mai è la coperta isotermica: pochissimi euro, pochissimi grammi, pochissimo ingombro, e una funzione decisamente vitale in caso di necessità.

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Scegliere lo scarpone giusto per fango e umidità

Passiamo ora alle scarpe.

Anche per questa fondamentale attrezzatura escursionistica è consigliabile fare un po’ di reset rispetto ai parametri estivi.

È giunta l’ora di lasciar riposare le scarpe basse da escursionismo estivo e indossare degli scarponcini più tosti, in grado di affrontare fango e umidità, che in questa stagione certo non sono rari.

Non servono necessariamente gli scarponi invernali, pensati per l’utilizzo in alta montagna o per le uscite invernali su neve.

È bene però dotarsi di calzature alte alla caviglia, magari costruite con l’utilizzo di membrane impermeabili.

Le migliori scarpe da trekking per l’autunno

Ramponi e ramponcini: quando servono davvero

Abbiamo già accennato alla possibilità di trovare lungo i sentieri, in questa stagione, qualche tratto con ghiaccio o chiazze di neve dura, difficili e precari da superare.

Affermare che, vista questa eventualità, anche in autunno dobbiamo avere sempre con noi un paio di ramponi sarebbe probabilmente eccessivo.

Meglio affidarsi prima di tutto alla prevenzione: una telefonata al rifugio della zona o un giro sulle webcam del territorio ci possono fornire preziose informazioni aggiornate sulle condizioni dell’itinerario.

Se poi vogliamo essere sicuri e pronti ad affrontare qualsiasi imprevisto, possiamo dotarci di un paio di ramponcini superleggeri, quelli con la fascia in gomma che si indossa sopra la scarpa e dotati di punte in acciaio.

I ramponcini, ovviamente, vanno utilizzati tenendo conto dei loro limiti tecnici e strutturali: vanno bene su sentieri facili e pendenze modeste, ma non sono assolutamente adatti per la progressione su pendii ripidi di neve o ghiaccio.

Se le informazioni che abbiamo preso sulle condizioni dell’itinerario (perché ci siamo informati, vero?) ci dicono che la prima neve è già caduta abbondante e siamo quindi in una situazione invernale, sarà bene partire da casa con scarponi pesanti e ramponi pronti all’uso.

Camminare in autunno significa accettare che la montagna non sia più accomodante come in agosto.

Il bosco che cambia colore, la luce bassa del pomeriggio e il silenzio dei sentieri svuotati sono il premio per chi ha avuto la pazienza di preparare lo zaino con un po’ più di attenzione.

Quei pochi grammi in più, il pile ripiegato in fondo, la torcia dimenticata in una tasca laterale: sono la differenza tra una giornata bella e una giornata complicata.

E quasi sempre, se abbiamo fatto le cose per bene, restano lì dove li abbiamo messi.

 

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