Chiamare il 112 in montagna: cosa dire per ottenere aiuto in fretta

12 maggio 2026 - 15:04

Dal 2009 il 70% degli interventi di soccorso ha riguardato escursionisti che avevano perso l'orientamento o si erano leggermente feriti. Conoscere le regole base e preparare lo zaino con cura riduce i rischi e protegge chi cammina

Camminare immersi nella natura è una delle esperienze più appaganti che si possano vivere, ma anche i sentieri più tranquilli possono nascondere imprevisti.

Conoscerealcune regole di buon senso, preparare con cura zaino e itinerario, sapere come reagire in caso di difficoltà: sono le basi di un trekking responsabile, capace di proteggere chi cammina e chi presta soccorso.

Le statistiche dei soccorsi parlano chiaro

Dal 2009 a oggi gli interventi del soccorso alpino sono cresciuti costantemente e nel 70% dei casi hanno riguardato persone illese che avevano perso l’orientamento oppure escursionisti con ferite lievi.

Numeri che raccontano una scarsa percezione del rischio da parte di chi ha poca esperienza, più che situazioni estreme.

Spesso basterebbe indossare abbigliamento e calzature adeguate all’ambiente e alle condizioni climatiche, oggi facilmente consultabili in anticipo grazie alle previsioni meteo.

Quando però accade l’imponderabile, fanno la differenza la rapidità, la precisione e la semplicità dell’azione.

Un punto va sottolineato: in caso d’infortunio non bisogna mai sostituirsi ai soccorritori se non si sa come intervenire.

Assistere e aiutare un infortunato richiede conoscenza e coscienza di ciò che si sta facendo.

Fortunatamente, c’è quasi sempre qualcuno in grado di aiutarci e, in molti casi, di salvarci da brutte avventure.

 

Le regole per camminare in sicurezza

Tutto comincia dal rispetto di alcune norme di buon senso e dal seguire i consigli dei trekker più esperti.

Le statistiche dei soccorsi in montagna mostrano che il pericolo maggiore deriva proprio dalla scarsa percezione dei rischi.

Nel trekking è importante valutare con oggettività le proprie caratteristiche: se l’allenamento non è ottimale, meglio orientarsi su escursioni più brevi e con dislivelli contenuti.

Anche l’equipaggiamento personale è fondamentale: senza abbigliamento adeguato e attrezzature giuste, conviene scegliere una gita semplice.

Aiutare sul sentiero – Foto Getty Images

Allo stesso modo, un’alimentazione non corretta prima e durante l’escursione può provocare vertigini e cali di attenzione lungo il sentiero.

Preparazione fisica, equipaggiamento ed esperienza sono elementi importanti nella scelta della meta, ma non sufficienti.

Bisogna essere consapevoli del tipo di itinerario che si vuole percorrere: chi ha poca familiarità con terreni impervi farebbe bene a dirottare su escursioni meno impegnative.

Un passo dopo l’altro, l’escursione va pianificata a tavolino per ridurre i rischi e non trovarsi in difficoltà.

Per farlo è necessario raccogliere tutte le informazioni sull’itinerario che ha stimolato il nostro interesse.

 

I suggerimenti fondamentali prima di partire

Ecco i punti chiave da seguire prima di mettersi in cammino:

  • Scegliere gli itinerari in funzione delle capacità fisiche e tecniche: durata del percorso, dislivello, esposizione al sole e al vento.
  • Documentarsi sulle caratteristiche del percorso consultando una carta (distanze, dislivello, fontane, rifugi) e chiedendo informazioni sull’effettiva percorribilità dei sentieri a enti locali, CAI, FIE o Parchi.
  • Studiare gli itinerari alternativi per il rientro e individuare con certezza i segnavia che contrassegnano l’itinerario (colore, numero, forma, sequenza, segnaletica CAI bianco/rossa o FIE geometrica/multicolore).
  • Dotarsi di abbigliamento ed equipaggiamento consoni all’impegno e alla lunghezza dell’escursione: intimo di ricambio, strato caldo, giacca a vento, guanti, cappello o berretto, scarponi, occhiali da sole, crema solare, generi di conforto alimentare e una scorta d’acqua proporzionata alle ore di cammino e alla temperatura.
  • Se non si è esperti, non affrontare l’escursione in montagna da soli e comunicare sempre a una persona di fiducia l’itinerario che si prevede di percorrere.
  • Informarsi sulle previsioni meteorologiche e, in stagione invernale, sul bollettino neve. Osservare costantemente sul posto l’evoluzione delle condizioni atmosferiche, in particolare vento e temperatura.
  • In caso di dubbio sul percorso, tornare indietro: a volte è meglio rinunciare che rischiare. Ricordare che è vietato percorrere i sentieri in condizioni meteo avverse, poiché si può mettere a rischio la propria e l’altrui incolumità.

Cosa portare nello zaino per le emergenze

Nello zaino vanno riposti gli strumenti utili per fronteggiare situazioni impreviste: telo termico, lampada frontale o torcia, coltello, nastro adesivo, fischietto.

A questi va aggiunto un piccolo kit di pronto soccorso, integrato con i farmaci di eventuali terapie personali, utile in caso di ritardo nel rientro o di imprevisti.

Il kit dovrebbe contenere almeno: fazzoletti disinfettanti monouso, cerotti medicati di varie misure, alcune garze sterili, un rotolo di cerotto, una benda elastica, due bende da 8-10 cm, una busta di ghiaccio istantaneo, una benda di contenimento con spille di sicurezza e fermagli, un laccio emostatico, compresse di analgesico, pomata antistaminica e compresse di antistaminico.

Cosa fare in attesa dei soccorsi

A questo punto la domanda più naturale è una sola: chi contattare e cosa fare in attesa dei soccorritori?

Il numero unico di emergenza sanitaria, attivo su tutto il territorio nazionale, è il 112, numero di emergenza unico europeo. I primi dati richiesti sono nome, cognome e numero di telefono.

L’operatore sanitario che avvia l’intervento raccoglie poi altre informazioni fondamentali per ottimizzare appropriatezza e tempestività del soccorso:

  • Da dove si sta chiamando.
  • Il numero di telefono utilizzato (il telefono non deve mai essere abbandonato e, se la chiamata si interrompe, va lasciato libero per consentire alla centrale operativa di richiamare).
  • L’esatta località in cui ci si trova.
  • Il sentiero che si sta percorrendo.
  • La propria posizione, se in possesso di altimetro o GPS.
  • Cosa è successo e quando.
  • Quante persone sono coinvolte nell’incidente.
  • Le condizioni evidenti delle persone coinvolte: difficoltà respiratorie, stato di coscienza, perdita di sangue, traumi visibili.
  • La posizione del ferito (seduto, disteso supino, disteso prono, appeso).
  • Le condizioni meteorologiche, di vento e visibilità nella zona dell’incidente.

Quest’ultimo dato è essenziale perché l’intervento dei soccorritori potrebbe avvenire dall’alto: la scelta viene fatta in base alla gravità dell’incidente e all’accessibilità del luogo dove si è verificato.

Soccorso in elicottero: le informazioni da fornire

Quando le squadre di soccorso sono costrette a richiedere l’intervento dell’elicottero, alla centrale operativa servono indicazioni dettagliate:

  • Cosa è visibile dall’alto (pendio, bosco, cima, rifugio).
  • Stima del tempo necessario a piedi dall’automezzo al luogo dell’evento.
  • Eventuali difficoltà per raggiungere il posto e accessibilità con mezzi 4×4.
  • Condizioni del terreno, presenza nell’area di fili a sbalzo, funivie, linee elettriche, posizione in zona aperta e visibile o in zona boscata.
  • Presenza di pericoli imminenti come frane, slavine, inondazioni o folgorazione.

Può essere utile riferire anche il colore della propria vestizione e il numero di persone presenti in loco.

Disporsi in maniera visibile aiuta i piloti dell’elicottero, ma occorre considerare il forte spostamento d’aria generato dalle pale, che potrebbe proiettare oggetti verso le persone a terra.

In base alle caratteristiche dell’incidente occorso, la centrale operativa saprà anche dare indicazioni su cosa fare in attesa dei soccorritori.

Non sempre, per esempio, è opportuno spostare un traumatizzato; in altri casi può essere necessaria una rianimazione cardio-polmonare o altre manovre eseguibili anche da persone non esperte, come l’arresto di un’emorragia o il posizionamento laterale di sicurezza, utili per salvare la persona in difficoltà.

Questo lungo elenco di consigli non vuole spaventare chi intende percorrere un sentiero, ma offrire un’occasione di riflessione sulla propria preparazione.

Affrontare un’attività nella natura con le giuste consapevolezze e attrezzature è il modo più semplice per evitare disavventure spiacevoli.

Allora tutti in montagna, ma con lo zaino, le scarpe e la testa a posto.

 

Seguici sui nostri canali social!
Instagram –  Facebook – Telegram

 

Leggi gli altri nostri articoli con consigli sul trekking e l’outdoor