Joyful female traveler looking at beautiful mountains and smiling while holding trekking poles. Charming young woman hiker carrying backpack and holding hiking sticks while standing on grassy hill.
Non è un’immagine ricorrente, eppure camminando in montagna capita ancora di vedere greggi al pascolo con il pastore che vigila appoggiato al suo lungo bastone.
Quel b durissimo con il punteruolo di ferro, nel XX secolo, faceva parte dell’equipaggiamento essenziale degli alpinisti durante le loro ascensioni.
Ma il bastone è anche un simbolo antico di pellegrinaggio, legato a chi ha deciso di affrontare un lungo cammino alla ricerca di una meta, anche interiore.
Nell’iconografia cristiana il “bordone”, il bastone ricurvo dei pellegrini, è un’immagine classica per i santi viandanti: su tutti, San Giacomo, figura centrale del Cammino di Santiago di Compostela.
In montagna il bastone si è sempre usato.
Siamo passati però dal legno intagliato ai bastoncini in alluminio e fibra di carbonio, strumenti tecnici che oggi accompagnano milioni di escursionisti sui sentieri.
Per mantenere un buon bilanciamento e una postura corretta della schiena è necessario coordinare il movimento: gamba destra con bastone sinistro, gamba sinistra con bastone destro.
Il bastoncino deve sostenere il passo sul lato opposto alla gamba d’appoggio.
Quando camminiamo, la colonna vertebrale si avvantaggia dell’uso dei bastoncini perché il peso dello zaino si scarica anche sulle braccia.
Con i bastoncini da trekking, circa il 26% dello sforzo viene trasferito dagli arti inferiori a quelli superiori, con una riduzione significativa dello stress sulle articolazioni di anca, ginocchio e caviglia.
I bastoncini migliorano la stabilità e l’equilibrio, consentono il mantenimento della postura eretta e permettono una maggiore spinta di progressione in salita.
Fanno lavorare anche i muscoli degli arti superiori, scaricano parte del peso del corpo e dello zaino sulle braccia (soprattutto in discesa), migliorano l’efficienza respiratoria e regolarizzano il ritmo della camminata.
I bastoncini devono essere regolabili in altezza in base alla statura e all’inclinazione del terreno.
In salita vanno accorciati, in discesa vanno allungati. Su terreni molto acclivi ma brevi, per non interrompere la dinamicità della camminata, esiste una soluzione più semplice: basta tenere i bastoncini più in basso rispetto alla vera impugnatura.
Molti modelli, infatti, sotto all’impugnatura principale presentano una ventina di centimetri in schiuma EVA ad alta densità, una presa “accessoria” pensata proprio per affrontare brevi tratti in forte salita.
La scelta del materiale è un passaggio fondamentale.
I bastoncini in alluminio garantiscono solidità e resistenza unita a una buona leggerezza, specialmente quelli realizzati in lega di grado aeronautico.
I bastoncini in fibra di carbonio sono più leggeri, dinamici e assorbono meglio le vibrazioni, ma risultano più fragili e costosi.
C’è una differenza pratica importante: l’alluminio si piega ma non si spezza, quindi in caso di rottura non si rischia una caduta improvvisa lungo il sentiero.
La fibra di carbonio invece può spezzarsi di netto, facendo mancare l’appoggio all’improvviso.
Alluminio e fibra di carbonio formano l’ossatura dei bastoncini, composti da due o tre sezioni telescopiche regolabili in base alla statura e al tipo di terreno.
I bastoncini telescopici – Foto Getty Images
Se lungo il percorso si incontrano tratti dove è necessario avere le mani libere, i bastoncini telescopici possono essere accorciati e agganciati allo zaino utilizzando le apposite asole, le stesse che servono per ciaspole o piccozza.
Per il minimo ingombro è preferibile scegliere modelli a tre sezioni anziché due.
Esistono anche modelli pieghevoli con anima elastica, simili alla paleria delle tende, che si ripiegano velocemente e si ripongono direttamente dentro lo zaino.
I bastoncini a chiusura rapida (a leva esterna) sono più veloci e pratici rispetto a quelli a chiusura a vite, che restano comunque i più diffusi ed economici.
La leva di bloccaggio laterale è semplice da utilizzare anche con i guanti, rendendola la scelta ideale per chi pratica ciaspolate e attività invernali.
Esiste anche un terzo sistema, meno versatile, che funziona tramite un pulsante che si blocca in occhielli posti a distanza regolare lungo il tubo, simile alla paleria delle tende.
Le impugnature ergonomiche in sughero sono piacevoli al tatto, non fanno sudare le mani, compensano le vibrazioni, offrono una presa antiscivolo e sono termoisolanti, quindi performanti anche d’inverno.
La gomma naturale o sintetica isola bene dal freddo, ma d’estate può irritare la pelle provocando sudorazione e sfregamento.
La spugna sintetica è più morbida al tatto e riduce l’irritazione rispetto alla gomma, ma non è indicata per l’inverno perché assorbe l’acqua.
La scelta dell’impugnatura dipende soprattutto dall’uso: se e quante volte si utilizzano i bastoncini anche nel periodo invernale con le ciaspole, questo farà la differenza.
I bastoncini da trekking sono dotati di una punta in metallo, solitamente tungsteno, che migliora la presa su superfici sconnesse ed è particolarmente utile in discesa.
Tutti i modelli sono forniti di tappi in gomma per proteggere le punte quando non si cammina.
Le rondelle da applicare alla base del bastoncino si usano soprattutto sulla neve, dove consentono al bastoncino di “galleggiare”.
Le rondelle di piccole dimensioni possono essere utili anche lungo le pietraie, per evitare che la punta sprofondi nei ghiaioni.
L’avambraccio deve essere parallelo alla superficie del terreno: questo parametro è fondamentale per regolare la lunghezza dei bastoncini.
Allungarli o ritrarli dipende dall’inclinazione del terreno, per mantenere una postura corretta e garantire il giusto equilibrio.
Con i bastoncini telescopici a tre sezioni l’operazione è facilitata: in piano, la regolazione è corretta quando braccio e avambraccio formano un angolo di circa 90 gradi. In discesa l’angolo diventa più aperto (ottuso), in salita più chiuso (acuto).
Durante la camminata, il bastoncino va portato leggermente in avanti rispetto alla gamba d’appoggio, per sfruttare al massimo la spinta propulsiva.
Su terreno in piano braccio e avambraccio formano un angolo di 90 gradi. In salita l’angolo si riduce, diventando inferiore a 90 gradi.
In discesa si apre oltre i 90 gradi. In un traverso con pendenza, il bastoncino vicino alla parete deve essere più corto rispetto a quello che guarda la valle.
In commercio esistono svariati modelli per tutte le esigenze e fasce di prezzo.
Ecco una selezione di bastoncini da escursionismo che rappresentano l’eccellenza tecnica dei marchi leader del settore.
I Leki Makalu FX Carbon sono un modello pieghevole top di gamma, realizzato interamente in carbonio PRC 1000 per un bilanciamento ottimale tra leggerezza e rigidità.
Il cuore tecnologico è l’impugnatura Aergon Air, dotata di un’inclinazione ergonomica che protegge il polso e di una testina gommata per il massimo controllo in discesa.
Grazie al sistema di regolazione Speed Lock 2 Plus e al meccanismo di chiusura ELD, si ripiega in soli 40 cm, rendendolo adatto a trekking alpini impegnativi.
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Il Black Diamond Pursuit punta sull’ergonomia con un’impugnatura in sughero naturale che gestisce l’umidità e riduce l’affaticamento.
La struttura in alluminio 7075 garantisce robustezza, supportata dal sistema di bloccaggio FlickLock+ soft-touch, facile da azionare anche con i guanti.
Include punte tecniche intercambiabili in carburo e una prolunga dell’impugnatura in schiuma Bloom, derivata da alghe, per mantenere una presa sicura durante le salite più ripide.
Il Ferrino Ultar è un bastoncino telescopico a tre sezioni in lega di alluminio 7075, progettato per chi cerca massima affidabilità e durata nelle escursioni prolungate.
Utilizza il sistema di bloccaggio rapido Lock&Go con leva esterna, che permette una regolazione fluida della lunghezza (65-135 cm) in pochi istanti.
La manopola anatomica antiscivolo e la punta in tungsteno assicurano stabilità su terreni tecnici, rendendolo un compagno infaticabile per ogni sentiero.
I Salewa Pedroc sono bastoncini in carbonio con struttura pieghevole e autobloccante ibrida, dotati di un sistema di regolazione dell’altezza progettato per l’escursionismo veloce su vari tipi di terreno.
L’estremità inferiore è realizzata in Titanal, una lega di alluminio robusta e adatta a rocce e ciottolati.
La presa ergonomica in gomma schiumata EVA offre un’ottima tenuta, mentre il sistema di bloccaggio Trust-Lock rinforzato in alluminio garantisce un fissaggio sicuro.
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