Una festa tutta celtica

18 marzo 2020 - 10:37

È diventato ormai il festival celtico più seguito d’Italia e ancora una volta la natura si rivela indiscussa protagonista, un vero e proprio palcoscenico. Una natura che fa sentire la sua presenza attraverso la dolcezza di una radura illuminata dal sole estivo che a luglio riesce a scaldare anche il cuore. Più in su la magia di un ghiacciaio che gioca con i colori del cielo terso, disegnando con le nuvole forme e figure che ci fanno ritornare bambini. Una natura a volte anche impetuosa, dominata da quel vento che la sera scende libero dai costoni delle montagne, le più alte d’Europa, e penetra fra gli alberi secolari e gli accampamenti delle tribù facendo danzare i fuochi accesi. Un vento che scompiglia i capelli e come un amico tiene compagnia per rimanere fino a tardi a sorseggiare dell’idromele, “la bevanda degli Dei”. Ed ecco che rapiti dai suoni, dai canti e dai tamburi dell’arte celtica di Scozia, Galizia, Irlanda non si potranno più fermare i piedi, che inizieranno a volteggiare liberi come quel vento che li ha avvolti poco prima e che ora danza con loro. Sarà come essere catapultati nell’antichità, passeggiando tra cavalieri medioevali che combattono con le loro pesanti armi e le tribù celtiche giunte da ogni dove, all’apparenza minacciose ma poi miti e sorridenti. Nel bosco, qua e là, defilate dal grande palco centrale dove si esibiscono oltre trecento artisti, si possono scorgere figure leggere, le fatine e gli elfi, che accompagnano al suono dell’arpa tutte le creature della fantasia.
Sono loro a coinvolgere l’ospite negli stages di tiro con l’arco, intaglio su cuoio, danza celtica, scherma antica o ancora seguire le varie escursioni naturalistiche, le conferenze e le proiezioni, ma il tutto lasciandosi trasportare dal solo ritmo della natura. Quattro giorni in cui l’arte e la cultura celtica si lasceranno abbracciare dal profumo di un bosco, dove il suono degli strumenti e la bellezza dei costumi variopinti di re, guerrieri e dame d’altri tempi, faranno riscoprire l’autentica allegria ed il vero senso di una festa. In queste magiche giornate valdostane troverete anche il tempo di scendere, come il vento, più a valle in luoghi dove mostre dedicate all’arte celtica delizieranno gli occhi con i preziosi monili, con la riproduzione di oggetti, armi antiche e personaggi, quali gnomi e folletti, tutti espressione del più esperto artigianato. Nelle piazze di Morgex e Prè-Saint-Didier trovano una piacevolissima ambientazione artisti e musici che si esibiscono in concerti accompagnati da danze di tradizione celtica.

Appunti di viaggio
COME ARRIVARE
In auto: da Torino autostrada A5 (Torino-Monte Bianco), uscita Aosta est/Gran San Bernardo e seguire le indicazioni per Aosta centro. Proseguite dunque per circa 3 Km lungo la Ss. 26, e seguite le indicazioni per la Val Veny. Da Milano autostrada A4 Trieste-Venezia-Milano-Torino. Circa 80 km dopo il casello di Pero-Milano Ovest, subito dopo il casello di Santhia uscite al casello denominato Ivrea-Aosta e immettetevi sulla Autostrada A5 (Torino-Monte Bianco).
In treno: linea ferroviaria Torino -Chiasso – Aosta. Stazione di Aosta.

INDIRIZZI E NUMERI UTILI
Clan Mor Arth – Clan della Grande Orsa: clan@celticavda.
Comune di Morgex: tel. 0165.809912
Comune di Pré-Saint-Didier: tel. 0165.87817

NOTIZIE ON LINE
www.celticavda.com
www.pre-saint-didier.pro-loco.net
www.comune.morgex.ao.it

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