5 grandi (e meno noti) cammini italiani da percorrere in primavera

Dal Piemonte alla Sicilia, dall'Appennino abruzzese alla Calabria più selvaggia: cinque itinerari plurigiornalieri per attraversare l'Italia a piedi nella stagione del risveglio della natura

4 marzo 2026 - 15:46

La primavera restituisce il paesaggio italiano alla sua forma più viva.

Le temperature si fanno miti, la natura si risveglia con colori intensi e profumi nuovi, e i sentieri tornano ad essere liberi da neve e fango, pronti per essere percorsi con maggire leggerezza.

È la stagione giusta per affrontare dei percorsi a tappe: quella che permette di vedere il paese da una prospettiva diversa, passando per strade secondarie, borghi dimenticati e foreste silenziose che le guide turistiche ignorano.

Da nord a sud, la penisola offre una rete straordinariamente ricca di cammini, adatti a diverse preparazioni e aspettative.

Quello che segue è una selezione di cinque percorsi che, ciascuno a modo suo, restituiscono un’immagine autentica del territorio.

1. Il Cammino di Oropa: dalla pianura biellese alle Alpi

Il Cammino di Oropa è uno di quei percorsi capaci di sorprendere: parte dalla pianura e sale progressivamente verso le Alpi Biellesi, attraversando paesaggi poco conosciuti della provincia di Biella, tra natura incontaminata e santuari di antica devozione.

Il percorso principale è il Cammino di Oropa della Serra, il più frequentato e accessibile con i mezzi pubblici che si sviluppa in 4 tappe di lunghezza variabile, tra i 14 e i 16 km, da Santhià (Vercelli) fino al Santuario di Oropa, uno dei nove Sacri Monti del Piemonte e della Lombardia.

Come sulla Via Francigena, anche qui è possibile richiedere una Credenziale da timbrare a ogni tappa.

Chi completa il percorso riceve al Santuario il Testimonium, un attestato firmato dal Rettore. La credenziale dà inoltre diritto ad agevolazioni nelle strutture convenzionate lungo il cammino.

_ Tre varianti per estendere il viaggio:

Oltre all’itinerario principale, sono stati tracciati e segnalati altri tre cammini:

  • Il Cammino di Oropa Orientale parte da Valle Mosso e si può percorrere anche in senso inverso, come prolungamento del percorso della Serra.
  • Il Cammino di Oropa Canavesano è il più lungo: parte da Valperga, attraversa Ivrea e si innesta nella terza tappa del percorso principale.
  • Il Cammino di Oropa Valdostano collega Fontainemore a Oropa, seguendo la via della storica processione che si ripete ogni cinque anni.

_ Leggi il nostro articolo dedicato alla storia e alle tappe del Cammino d’Oropa

 

2. Il Sentiero della Libertà: storia e natura nel cuore dell’Abruzzo

Circa 60 km, tre tappe, tre giorni di cammino nel Parco della Majella: il Sentiero della Libertà unisce paesaggio e memoria storica in modo che pochi altri percorsi riescono a fare.

Il tracciato collega Sulmona a Casoli e ripercorre la via di fuga seguita, dopo l’armistizio dell’8 settembre 1943, da migliaia di prigionieri di guerra anglo-americani, sudafricani e neozelandesi fuggiti dal campo nazista di Fonte d’Amore.

Guidati dagli abitanti di Sulmona, questi uomini cercarono di raggiungere i territori controllati dagli Alleati attraversando la Linea Gustav.

Luoghi come il Guado di Coccia, che il sentiero attraversa, furono punti nevralgici di quei drammatici attraversamenti.

Camminare su questo percorso significa fare i conti con la storia, oltre che con la bellezza della Majella, uno dei massicci appenninici più integri e selvaggi d’Italia, splendido in primavera quando i prati fioriti ricoprono i versanti fino alle quote più alte.

_ Leggi il nostro articolo dedicato al Sentiero della Libertà

_Oppure la pagina ufficiale del Parco della Majella

 

3. La Magna Via Francigena: dalla Sicilia normanna ad Agrigento

In Sicilia esiste un cammino antico quanto la storia medievale dell’isola.

La Magna Via Francigena fu tracciata dopo il Mille dai Normanni per collegare il capoluogo Palermo ad Agrigento, attraverso il cuore rurale dell’isola: le Madonie, Corleone e Castronovo di Sicilia.

Caduta in disuso nel corso dei secoli, è stata recuperata grazie a ricerche su antiche topografie.

Il percorso complessivo misura 184,4 km ed è organizzato in nove tappe, con due varianti che consentono di includere mete come Santa Cristina Gela, Piana degli Albanesi e l’Eremo di Santa Rosalia alla Quisquina, vicino a Santo Stefano Quisquina.

La via è completamente segnata con la segnaletica europea convenzionale: una riga bianca sormontata da una riga rossa, completata dalla sagoma di un viandante con bisaccia, bordone e mantello.

Anche qui esiste una Credenziale, che si chiama “documento del viandante”, che va timbrata a ogni tappa presso uffici comunali, parrocchie e strutture di accoglienza aderenti al progetto.

Il Testimonium finale viene rilasciato a chi ha percorso almeno 100 km a piedi o 130 in bicicletta, presentando la credenziale al Mudia, il Museo Diocesano della Cattedrale di San Gerlando ad Agrigento.

_ Potete trovare maggiori dettagli direttamente sulla pagina ufficiale della Magna Via Francigena

 

4. Il Cammino Basiliano: oltre 1500 km tra Basilicata e Calabria

Per chi cerca un’immersione profonda neella meravigliosa natura dell’Italia del sud, quella spesso meno conosciuta, tra borghi sospesi nel tempo e aree protette di rara integrità, il Cammino Basiliano è un’esperienza difficile da eguagliare.

Il percorso parte da Lauria, in provincia di Potenza, e attraversa tutta la Calabria fino a Reggio Calabria, lungo il versante ionico dell’Appennino: il Pollino, la Sila, le Serre, l’Aspromonte.

In tutto oltre 1.500 km suddivisi in 83 tappe, comprese le ultime due aggiunte di recente, Squillace-Amaroni e Amaroni-Palermiti.

L’itinerario si sviluppa su strade bianche, sentieri, antiche mulattiere e tratti asfaltati, attraversando coste, valli, monti e centri storici.

Ogni tappa corrisponde all’incirca a una giornata intera di cammino, e per ognuna sono indicati i luoghi di accoglienza: monasteri, B&B, trattorie, ristoranti e agriturismi.

_ Per tutti i dettagli consultate la pagina ufficiale del Cammino Basiliano

5. La Via della Lana e della Seta: 130 km tra Emilia e Toscana

L’ultimo percorso di questa selezione lega due città dalla vocazione manifatturiera profonda: Bologna, per secoli capitale della seta grazie alla sua rete di canali, e Prato, capitale del distretto della lana e del tessile.

Il cammino che le unisce si snoda per 130 km tra Emilia-Romagna e Toscana, attraversando borghi, parchi naturali e paesaggi di crinale.

Lungo il percorso si alternano ambienti diversi: in primavera i pianori d’altura si animano con cavalli che pascolano liberi su praterie di un verde intenso, mentre le foreste si riempiono di luce nuova e le vallate profumano di erbe selvatiche.

Scendendo verso le città, emergono poi i segni di un’archeologia industriale legata all’acqua: le gore, le gualchiere, i canali che per secoli hanno mosso le ruote dei mulini tessili.

Da un versante all’altro, la via racconta come paesaggio e lavoro umano si siano intrecciati per generazioni.

_Trovate tutti i dettagli sulla pagina ufficiale della Via della Lana e della Seta

Cinque cammini, cinque regioni, cinque modi diversi di attraversare un paese che non finisce di sorprendere chi lo percorre lentamente.

La primavera, con la sua luce crescente e la natura in pieno risveglio, è il momento in cui questi itinerari mostrano una vitalità difficile da trovare altrove.

Non c’è fretta, lungo queste strade. C’è solo il passo, il paesaggio e la consapevolezza di stare attraversando qualcosa che vale la pena vivere fino in fondo.

 

_ Scopri altre idee di viaggio in Italia

 

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