Vetta-Mare: dalla vetta dell’Amiata alle spiagge dell’Argentario

Un trekking di 7 tappe attraversa la Toscana meridionale dal Monte Amiata al Tirreno, passando per borghi etruschi, riserve naturali e la Maremma autentica. 136 chilometri che raccontano la storia e i paesaggi meno battuti della regione

8 febbraio 2026 - 10:00

Toscana: Vetta-Mare, il cammino dalla montagna alla spiaggia

Vetta-Mare è un itinerario escursionistico di più giorni che attraversa la Toscana meridionale collegando due ambienti molto diversi tra loro: il massiccio del Monte Amiata, antico vulcano che domina l’entroterra, e la costa dell’Argentario, dove la terra si apre al Tirreno.

Lungo questo percorso, chi cammina ha l’opportunità di passare dalle faggete e dai castagneti dell’Amiata a colline coltivate, pascoli e borghi rurali della Maremma, fino a giungere alle coste mediterranee, con le loro scogliere e spiagge isolate.

Si tratta di un itinerario ancora poco conosciuto dal grande pubblico, e proprio per questo offre un’esperienza autentica, lontana dai flussi turistici principali.

Camminare sul Vetta-Mare significa percorrere sentieri che raccontano la storia e la cultura del territorio, dalle tradizioni agricole e pastorali dell’entroterra ai borghi medievali che punteggiano la Maremma.

Vetta Mare è un trekking unico in Toscana, capace di mostrare non solo la bellezza dei paesaggi ma anche la ricchezza culturale e storica della regione.

Dal Monte Amiata ai paesaggi dell’entroterra toscano

Il punto di partenza del trekking è il Monte Amiata, che con i suoi oltre 1.700 metri di quota rappresenta una delle montagne più importanti della Toscana.

Qui il paesaggio è dominato da faggete, castagneti e ampi boschi, attraversati da una fitta rete di sentieri.

L’ambiente è ombreggiato, spesso innevato nei mesi più freddi dell’anno, e offre un contrasto netto con l’idea più diffusa di Toscana fatta solo di colline e vigneti.

Scendendo gradualmente di quota, il cammino attraversa borghi storici e zone rurali dove l’agricoltura e la pastorizia hanno modellato il paesaggio per secoli.

Le strade sterrate e le antiche vie di collegamento permettono di muoversi lontano dal traffico, immergendosi in un territorio che conserva un carattere fortemente identitario.

Attraversare la Maremma a passo lento

La parte centrale di Vetta Mare attraversa la Maremma, una delle aree più estese e meno urbanizzate della regione.

Qui il trekking assume un ritmo più dolce, alternando tratti collinari a lunghi attraversamenti di campagne aperte, oliveti e pascoli.

I panorami si fanno più ampi e l’orizzonte si allarga, offrendo viste che spaziano dalle colline interne fino al vicino mare.

I centri abitati incontrati lungo il percorso sono generalmente piccoli borghi, ideali per chi cerca un contatto diretto con la vita locale.

Lungo il cammino non mancano testimonianze storiche legate alla bonifica maremmana, alle vie di transumanza e all’organizzazione agricola tradizionale, elementi che arricchiscono l’esperienza escursionistica.

L’arrivo al mare e il cambio di scenario

L’ultima parte del trekking segna un netto cambiamento di ambiente.

Avvicinandosi all’Argentario, la vegetazione si trasforma progressivamente in macchia mediterranea, con profumi e colori tipici delle zone costiere.

I dislivelli si riducono e il paesaggio si apre verso il mare, che diventa il punto di arrivo simbolico e reale del cammino.

Vetta Mare è pensato come un trekking di più giorni, con tappe modulabili in base al livello di allenamento e al tempo a disposizione.

Non presenta passaggi tecnici o tratti di alta montagna, ma richiede una buona preparazione fisica, soprattutto per la lunghezza complessiva e per alcune tappe con dislivelli significativi nella parte iniziale.

Il fondo è prevalentemente su strade sterrate e sentieri, con alcuni brevi tratti asfaltati in prossimità dei centri abitati. La segnaletica è presente in modo discontinuo, per cui è consigliabile affrontare il percorso con adeguati strumenti di orientamento.

Dettagli del percorso

ùIl percorso di Vetta Mare si estende per circa 136 chilometri e si articola in sette tappe principali, ciascuna delle quali permette di scoprire in modo approfondito sia l’aspetto naturale sia quello storico dei luoghi attraversati.

Le distanze giornaliere variano mediamente tra 15 e 30 chilometri, rendendo il cammino accessibile a escursionisti di livello medio, pur offrendo tratti più impegnativi per chi cerca una sfida maggiore.

Il punto di partenza è la vetta del Monte Amiata, a 1.738 metri sul livello del mare, quindi il sentiero scende inizialmente lungo la pista panoramica fino a raggiungere il Prato delle Macinaie, dove sono disponibili diversi servizi e da cui parte la segnaletica che guida l’escursionista fino a Porto Ercole.

Il primo borgo incontrato è Santa Fiora, centro storico medievale noto per le sorgenti del Fiume Fiora e insignito della Bandiera Arancione del Touring Club.

Il paese conserva importanti testimonianze del periodo medievale e rinascimentale, tra cui le vestigia del castello con torri e mura antiche e il Palazzo Sforza Cesarini, oggi sede del Comune.

Nel terziere di Castello si trova la Pieve di Santa Flora e Lucilla, che ospita una delle collezioni più significative al mondo di terracotte robbiane.

Mentre nel terziere di Montecatino sorgono le celebri sorgenti del Fiora, fondamentali per l’approvvigionamento idrico della Maremma.

Proseguendo, il cammino attraversa Selva e poi Castell’Azzara, passando per due riserve naturali della provincia di Grosseto – la Riserva della Santissima Trinità e quella del Monte Penna.

Da qui, il percorso conduce a Sovana, borgo etrusco in cui si possono visitare il Duomo, il museo archeologico con reperti recenti tra cui monete d’oro e il Parco Archeologico.

Nel parco si trovano le famose Vie Cave scavate nel tufo e le Tombe Monumentali etrusche, un patrimonio unico al mondo.

Dopo aver attraversato il Fiume Fiora, il cammino sale a Poggio Murella, dove si può osservare l’antica cisterna romana nota come “Castello Aquarum”.

Da questo punto si apre una vista panoramica sulla valle delle Terme di Saturnia, raggiungibili con circa mezz’ora di cammino.

Le terme, con le famose Cascate del Mulino, offrono un’occasione di relax prima di proseguire verso Porta Romana e il centro storico del paese.

La tappa successiva conduce a Montemerano, inserito tra i Borghi più belli d’Italia.

Quindi a Manciano, noto come “la spia della Maremma” per i panorami mozzafiato che lo circondano.

E infine a Capalbio, con il celebre Giardino dei Tarocchi, esempio di arte contemporanea immersa nella natura.

La parte finale del percorso porta al tombolo della Feniglia, un’area protetta con una lunga duna sabbiosa e pineta, affacciata sul Mar Tirreno da un lato e sulla Laguna di Orbetello dall’altro.

Passeggiando lungo la Feniglia non è raro incontrare daini e numerose specie di uccelli protetti.

La tappa conclusiva è Porto Ercole, uno dei borghi più belli d’Italia, dove le imponenti Fortezze Spagnole e la Rocca Aldobrandesca dominano il porticciolo, chiudendo idealmente questo lungo viaggio dalla montagna al mare.

Vetta Mare può essere percorso sia a piedi sia in mountain bike. I tempi variano in base all’allenamento.

Dove il percorso presenta difficoltà o interruzioni, è possibile proseguire lungo strade comunali o provinciali parallele, rendendo l’itinerario flessibile.

Quando andare sulla Vetta-Mare

Le stagioni migliori per percorrere Vetta Mare sono la primavera e l’autunno, quando le temperature sono miti e il paesaggio offre il meglio di sé.

In estate il cammino è percorribile, ma richiede attenzione per il caldo e una buona pianificazione delle tappe, soprattutto nelle zone più esposte.

L’inverno può rendere impegnative le parti più alte del percorso, in particolare sul Monte Amiata.

_ Per ulteriori info visita la pagina ufficiale del Parco Nazionale Museo delle Miniere dell’Amiata

 

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