Pedalare da Torino a Venezia seguendo il corso del Po, attraversando borghi, città d’arte e paesaggi fluviali: è la promessa di VenTo, la dorsale cicloturistica più lunga d’Italia.
Un filo di oltre 700 chilometri che cuce insieme alcuni dei territori più affascinanti della Pianura Padana, unendo due capitali simboliche del Nord in un viaggio lento tra argini, golene e centri storici.
Il progetto, nato dal Politecnico di Milano, sta finalmente prendendo forma concreta.
Dopo anni di pianificazione, i cantieri sono aperti in tutte e quattro le regioni attraversate e l’obiettivo è completare l’opera entro la metà del 2026.
VenTo è stata progettata da un team di architetti, pianificatori ed esperti di urbanistica del Politecnico di Milano con un’ambizione precisa: creare una ciclabile sicura, adatta a tutti, capace di generare sviluppo economico nei territori attraversati.
Il percorso si sviluppa principalmente sugli argini maestri del Po, l’ultima difesa dalle piene del fiume.
La ciclovia lungo gli argini del Po – Foto VenTo Politecnico Milano
Una scelta non casuale: l’argine rappresenta l’infrastruttura lineare più significativa del territorio padano, una sorta di autostrada naturale che attraversa da est a ovest l’intera pianura senza interruzioni.
La ciclovia collega Venezia a Torino attraversando quattro regioni (Piemonte, Lombardia, Emilia-Romagna e Veneto), 12 province e 120 comuni.
È parte dell’EuroVelo 8, l’itinerario cicloturistico internazionale che dalla Spagna arriva fino a Cipro, e dal 2016 fa parte del Sistema Nazionale delle Ciclovie Turistiche.
Il paesaggio italiano lungo il Po è un vero e proprio lasciapassare che ci rende famosi nel mondo.
VenTo è destinata a diventare un filo che cuce insieme alcune delle mete più desiderate dai turisti: città d’arte come Venezia, Ferrara e Mantova, grandi centri come Milano, oltre a un patrimonio immenso di cittadine, borghi, fattorie, parchi e aree protette.
Il tracciato della ciclovia Ven To che collega Torino a Venezia
Dal Monferrato al deelta del Po, dai canali di Venezia ai Navigli di Milano, il percorso tocca piccoli gioielli di storia e architettura che costellano la Pianura Padana.
Circa il 40% del tracciato, pari a 264 chilometri, attraversa aree protette dove pedalare immersi nella natura.
Attraversare in bici le decine di piccoli borghi lungo il Po è un’esperienza che lascia il segno.
Prima in alto sul fiume, poi appoggiati all’argine maestro: Carmagnola, Gassino, Valenza, Arena Po, San Zenone, e poi Caorso, Zibello, Roccabianca, Colorno, Casalmaggiore, Viadana, Brescello, Boretto, Gualtieri, Guastalla, Ostiglia, Revere, Bondeno, Mesola, Contarina.
In bici alla scoperta di monumenti storici – Foto VenTo Politecnico Milano
Questi luoghi rimangono nella memoria non solo per i porticati, il rosso del mattone, i palazzi e i castelli, ma anche per gli incontri con la gente di Po e per i piatti della tradizione locale.
Inframmezzati ai centri abitati si trovano cascine, corti e abitazioni rurali, a volte ancora abitate, a volte purtroppo abbandonate.
Il paesaggio verde oscilla tra gli ambiti naturali della golena umida, con pioppi e salici altissimi e querce dai tronchi colonnari, e i coltivi con le essenze produttive dal mais al riso, dal frumento alla soia.
Il paesaggio coltivato offre i cambiamenti tipici dell’andamento stagionale, particolarmente suggestivo nel caso della risaia allagata in primavera e dorata sotto il sole autunnale al tempo della mietitura.
Uno degli elementi distintivi di VenTo è l’integrazione con il trasporto pubblico.
La pista è stata progettata in modo che in meno di sei chilometri di pedalata sia possibile raggiungere oltre 115 stazioni ferroviarie.
Questo significa poter dividere il viaggio in più tappe a seconda della propria disponibilità di tempo, raggiungendo facilmente le principali città italiane ed europee.
Bici e ferrovia per una mobilitò green – Foto VenTo Politecnico Milano
Non solo ferrovie: sarà possibile caricare le biciclette sui battelli che navigano il Po, nei numerosi attracchi sparsi lungo il fiume.
La ciclovia è collegata anche ad altre importanti arterie ciclabili: la Torino-Nizza, la ciclovia che dal Brennero conduce a Verona e le numerose piste che costeggiano i grandi fiumi affluenti come Ticino, Adda, Mincio e Secchia.
A dicembre 2019 si è concluso il progetto di fattibilità tecnica ed economica per tutti i 705 chilometri della ciclovia.
È stata la prima volta che in Italia veniva approvato un unico progetto per un’intera ciclovia turistica di queste dimensioni.
Oggi sono 16 i lotti finanziati grazie a risorse statali, regionali e comunali.
Si tratta di circa 539 chilometri di pista ciclopedonale, oltre tre quarti dell’estensione totale, che verranno progettati e realizzati grazie a un investimento di circa 137 milioni di euro di risorse pubbliche.
In bici sul Po – Foto VenTo Politecnico Milano
Il PNRR ha stanziato 51 milioni di euro per la ciclovia VenTo, nell’ambito della Missione dedicata alla mobilità ciclistica.
L’Agenzia Interregionale per il Fiume Po (AIPo) è il soggetto attuatore principale e si occupa del 68% della ciclovia, per una spesa di 114 milioni di euro.
A questi finanziamenti si aggiungono risorse regionali significative.
La Regione Lombardia ha stanziato 44 milioni di euro con risorse post-COVID, mentre ulteriori fondi provengono dal Ministero delle Infrastrutture e dal Ministero della Transizione Ecologica.
A marzo 2025 è stato inaugurato il primo lotto funzionale in Veneto: 14,4 chilometri che collegano Loreo a Cavanella d’Adige attraverso il Parco del Delta del Po.
I lavori del secondo lotto veneto, dal Delta al Lido di Venezia, sono in corso con un investimento di 7,3 milioni di euro per 35 chilometri.
In Lombardia le tratte da Pavia a Viadana sono completate al 99%, mentre il tratto milanese dalla Darsena ad Assago è stato ultimato.
In Emilia-Romagna procedono i lavori nel Piacentino e a Ferrara. In Piemonte il lotto da Chivasso a Trino Vercellese è in fase di progettazione definitiva.
Oggi VenTo non è ancora una ciclovia completa.
Chi volesse percorrerla troverebbe strade bianche, tratti di pista esistente poco segnalati, sterrati con buche, tratti pericolosi lungo strade provinciali e situazioni in cui la bicicletta va accompagnata a mano per superare ostacoli.
Alcuni tratti difficili del percorso – Foto VenTo Politecnico di Milano
La condizione attuale è frammentata: 52,8 chilometri sono già piste ciclopedonali a norma, 66,9 chilometri potrebbero diventare ciclabili agendo sulle regole d’uso delle strade in sommità arginale, 399 chilometri necessitano di interventi modesti come nuove pavimentazioni.
I restanti 186 chilometri richiedono opere importanti: ponti, sovrappassi, sottopassi e terrapieni.
L’obiettivo finale è realizzare una pista ciclopedonale sicura lungo tutti i 700 chilometri, adatta non solo a chi va in bici ma anche a chi cammina, a chi usa handbike. Un percorso inclusivo attraverso la grande pianura italiana.
Il cicloturismo alimenta notevolmente le economie locali. In Germania, dove questa forma di turismo è consolidata, genera circa 3,9 miliardi di euro di indotto all’anno.
Secondo le stime del team di progetto, al completamento dell’infrastruttura si prevedono oltre 400.000 visitatori, 2.000 nuovi posti di lavoro e un indotto di 100 milioni di euro sul territorio.
Ben 6.500 attività tra bar e ristoranti, 900 strutture ricettive e 30.500 aziende agricole operanti lungo il tracciato potrebbero beneficiare della ciclovia.
Un chilometro di ciclabile, secondo gli studi del Politecnico, produce un indotto che oscilla tra i 150.000 e i 350.000 euro all’anno.
VenTo rappresenta quindi un vero piano di sviluppo sostenibile per i territori che gravitano intorno al Grande Fiume.
VenTo è più di una semplice pista ciclabile.
È un progetto di territorio a scala interregionale che punta a rigenerare un vasto contesto geografico attraverso la fruizione cicloturistica, attivando interventi di recupero, occupazione, socialità e urbanità.
La ciclovia potrà collegare l’est con l’ovest, completando una visione di ciclabilità che sta finalmente prendendo forma nella cultura italiana.
Un collegamento che unisce i tracciati italiani con i grandi assi cicloturistici europei.
_ Tutte le immagini, le mappe e le infografiche sono tratte dal sito ufficiale del progetto VENTO
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