Le ferrovie dimenticate diventano ciclovie: 5 itinerari da scoprire

In Italia ci sono oltre 5000 chilometri di ferrovie dismesse, oggi trasformate in piste ciclabili immerse nella natura. Tracciati un tempo attraversati dai treni oggi perfetti per scoprire la penisola pedalando: dalle Alpi all’Adriatico, un viaggio tra storia e paesaggi

18 gennaio 2026 - 10:14

Per decenni hanno trasportato persone e merci, oggi raccontano un’altra storia.

Le ferrovie dismesse italiane stanno vivendo una seconda vita, trasformandosi in ciclovie che attraversano vallate, borghi e coste.

Un patrimonio infrastrutturale recuperato in chiave green, che permette di muoversi lentamente e di riscoprire territori spesso lontani dai grandi flussi turistici.

Dalle ferrovie ai percorsi ciclabili: una seconda vita per i binari

A partire dagli anni Sessanta, molte linee ferroviarie italiane vennero chiuse perché considerate poco redditizie.

In alcuni casi si trattava di rami secondari, in altri di tratti principali sostituiti da varianti più rapide in galleria, nel tentativo di rendere il trasporto ferroviario competitivo con l’automobile.

Oggi, però, alcune di quelle tratte sono tornate a essere percorse, non più dai treni ma da biciclette e camminatori.

Vecchie stazioni, ponti e gallerie fanno parte di itinerari che uniscono mobilità sostenibile, memoria storica e paesaggio.

1 – La ciclovia Alpe Adria

Un tempo ferrovia strategica, oggi una delle ciclovie più celebri d’Europa.

Il tracciato italiano della Ciclovia Alpe Adria segue la vecchia linea Pontebbana, che collegava Udine a Tarvisio e proseguiva verso Villach, attraversando la Val Canale.

Entrando in Italia dal valico di Coccau, la ciclovia tocca Tarvisio, Camporosso, Ugovizza e Malborghetto, attraversando un territorio di confine dove italiano, friulano, sloveno e tedesco convivono ancora oggi.

Il percorso prosegue verso Pontebba, circondato da montagne severe e pareti rocciose.

Superata Pontebba, si incontrano Pietratagliata, Dogna e Chiusaforte, dove la vecchia stazione ospita un punto di sosta e un piccolo museo dedicato alla ferrovia.

Si scende poi verso la Carnia, toccando Venzone – tra i borghi più belli d’Italia – e Gemona del Friuli. Da qui la ciclovia continua verso Udine, Palmanova e Aquileia, fino a raggiungere il Mar Adriatico a Grado.

_ Maggiori informazioni sul sito della Ciclovia Alpe Adria

2 – La ciclovia della Val Rosandra

A pochi chilometri dal centro di Trieste, una ciclovia sorprendente si inoltra nel Carso giuliano e sloveno seguendo il tracciato di una linea ferroviaria chiusa nel 1961, che collegava Trieste a Erpelle, oggi Hrpelje, in Slovenia.

Il paesaggio cambia rapidamente: formazioni carsiche, forre, rocce e grotte accompagnano il percorso, che attraversa vecchi ponti e gallerie.

I 18 chilometri di tracciato hanno una difficoltà moderata e si percorrono in circa due o tre ore; è consigliata una mountain bike, poiché circa il 70% del fondo è sterrato.

Il percorso segue la ciclopedonale Giordano Cottur, dedicata al ciclista giuliano, e parte dal quartiere triestino di San Giacomo.

Salendo di quota, la città lascia spazio ai boschi e ai resti delle vecchie stazioni, fino a raggiungere il confine di Stato, segnalato lungo la pista.

In pochi chilometri si arriva a Erpelle, oggi importante punto di collegamento verso la Slovenia.

_ Maggiori informazioni sulla ciclovia su Fvg Turismo

3 – La greenway Voghera–Varzi

Il paesaggio cambia completamente spostandosi nell’Oltrepò pavese. La ferrovia Voghera-Varzi, chiusa nel 1966, attraversava le colline seguendo il corso del torrente Staffora.

Oggi il suo tracciato è diventato una greenway di circa 35 chilometri.

Da Voghera il percorso è pianeggiante per i primi quindici chilometri, fino a Salice Terme, lambendo Codevilla e offrendo scorci sui vigneti dell’Oltrepò, tra castelli e antiche rocche medievali.

A Salice Terme, località conosciuta fin dall’epoca romana, inizia il tratto più appenninico, che si inoltra verso Godiasco.

A Ponte Nizza, la vecchia stazione ospita un museo dedicato alla ferrovia e funge da punto di accoglienza.

Superata Bagnaria, si arriva infine a Varzi, con il suo centro storico fatto di torri, vicoli e architetture di epoca malatestiana.

_ Maggiori informazioni sul sito ufficiale della greenway Voghera-Varzi

4 – Il vecchio trenino Roma-Fiuggi

Tra i colli del frusinate, una stradina punteggiata da pali metallici racconta la storia della ferrovia a scartamento ridotto Roma-Fiuggi.

Oggi è possibile percorrere in bicicletta il tratto più lontano dalla Capitale, sulla vecchia sede ferroviaria.

Partendo da Serrone, il percorso è panoramico e protetto dal traffico, attraversa campi e piccoli boschi e regala viste sui monti Lepini e sui Colli Albani.

Lungo i 18 chilometri di tracciato, quasi sempre pianeggianti o con lievi pendenze, si incontrano vecchie stazioni e borghi come Acuto e Piglio.

La ciclovia termina a Fiuggi; per raggiungere il centro storico è necessario proseguire su strade ordinarie.

_ Scopri il tracciato della  ex-ferrovia Roma-Fiuggi

5 – La Via Verde dei Trabocchi

Una delle trasformazioni più suggestive riguarda la vecchia ferrovia adriatica che correva lungo la Costa dei Trabocchi, in Abruzzo.

Oggi, con il treno che passa in galleria, il vecchio tracciato è diventato una ciclovia costiera tra le più affascinanti d’Italia.

Il percorso collega Ortona a Vasto, passando dalle marine di San Vito, Fossacesia, Torino di Sangro e Casalbordino.

Sebbene non sia ancora completato nel tratto complessivo tra Francavilla e San Salvo, la sezione da Ortona a Punta Aderici è quasi interamente realizzata, asfaltata e percorribile.

Qui la pista si snoda tra scogliere a picco, calette e lunghe spiagge silenziose, accompagnata dagli iconici trabocchi e dagli scorci di riserve naturali come Punta Aderici.

A breve distanza, seppur spesso raggiungibili con brevi salite, si trovano borghi storici come Ortona, Vasto e Lanciano.

_ Scopri la Via Verde lungo la Costa dei Trabocchi

Una nuova idea di viaggio lento

Le ciclovie ricavate dalle ferrovie dismesse raccontano una nuova idea di mobilità: lenta, accessibile e profondamente legata al territorio.

Percorrere questi tracciati significa attraversare paesaggi, storie e culture, recuperando infrastrutture del passato per costruire un modo più sostenibile di vivere e conoscere l’Italia.

Un invito a rallentare, seguendo il ritmo di vecchi binari che oggi accompagnano chi sceglie di viaggiare a passo – o a pedale – lento.

 

_ Scopri il tracciato della altre percorsi in bici e ciclovie

 

Seguici sui nostri canali social!
Instagram –  Facebook – Telegram

 

 

Commenta per primo

POTRESTI ESSERTI PERSO:

Svizzera in bicicletta: 4 tappe bellissime tra le montagne

Autunno in bicicletta in Toscana: 17 eventi tra sport, natura e borghi da scoprire

Foto: Tirol Werbung - Neusser Peter

Mountain bike in Tirolo: i migliori tour estivi tra natura e adrenalina