A Isolated Cyclist uphill on a Mountain Road of Campo Imperatore - Abruzzo -Italy
Gli alberi cominciano a spogliarsi e si tingono di giallo, di arancione, fino al rosso vivo e al viola.
È la stagione del foliage, uno spettacolo che attraversa l’Italia da Nord fino all’estremo Sud.
Ph.: Gettyimages/Uwe Moser
Per chi ama la bicicletta è anche il momento migliore per partire: abbiamo scelto quattro itinerari cicloturistici da percorrere in queste settimane, tra colline, valli e montagne, con uno sconfinamento oltre le frontiere nazionali.
Il foliage si ammira volentieri durante le lunghe passeggiate a piedi.
Ma per chi pedala, osservarlo dalla sella della propria bicicletta ha un fascino tutto suo: il paesaggio scorre più veloce, eppure abbastanza piano da lasciarsi guardare.
Se cercate un’avventura stimolante per questo periodo dell’anno, ecco quattro proposte sparse per l’Italia, e in un caso capaci di spingersi ben oltre i confini.
Per esplorare sulle due ruote il territorio variopinto della Toscana, la tappa tra Lucca e Siena lungo la Via Francigena è una scelta da considerare.
Il tracciato è decisamente suggestivo e attraversa borghi medievali come San Miniato, San Gimignano e Monteriggioni.
Ph.: da stradedisiena.it
Si sviluppa per poco più di 140 km. Un tempo era un percorso battuto dai pellegrini, oggi si presta particolarmente bene al cicloturismo lento.
Tra ottobre e novembre la piana di Lucca, le colline sinuose della Val d’Elsa e i numerosi vigneti regalano colori che passano dal verde al giallo, fino al rosso più intenso.
È una traversata in cui la bellezza del paesaggio fa passare in secondo piano i tanti chilometri da percorrere.
Maggiori informazioni sul percorso sono disponibili sulla pagina Strade di Siena, mentre su Wikiloc si trova la mappa dell’itinerario.
In Umbria, il “cuore verde d’Italia”, la Green Road Ciclabile Assisi-Spoleto-Norcia corre tra boschi e distese di lecci, cerri e querce che in autunno virano al giallo e all’arancione.
Ph.: da www.ostellodifoligno.it
Il percorso misura 102 km. I primi 51, tra Assisi e Spoleto, toccano alcuni dei borghi più belli dell’Umbria, come Spello e Trevi.
Gli altri 51 seguono il tracciato dell’ex ferrovia tra Spoleto e Norcia, tra gallerie e viadotti che scavalcano i monti fra le due città.
Le pendenze sono moderate e permettono di godersi i paesaggi della Valle Umbra senza fretta.
Non a caso, nel 2015 la Green Road ha ricevuto l’Italian Green Road Award come pista ciclabile più bella del nostro territorio.
Maggiori informazioni sono disponibili sul portale turistico ufficiale dell’Umbria.
Questa pista ciclabile segue il corso della Drava e attraversa quattro Paesi: Italia, Austria, Slovenia e Croazia. In tutto conta 710 km e parte nelle immediate vicinanze della sorgente del fiume, a Dobbiaco-Toblach.
Lungo la strada si attraversano la Carinzia austriaca (Kärnten), la Slovenia e infine la Croazia, dove il percorso non è ancora completamente organizzato e segnalato.
Chi ha meno tempo può partire da Dobbiaco, in Val Pusteria, e seguire il fiume per 366 km fino a Maribor, in Slovenia, passando dall’Austria.
Ph.: da www.kaernten-radreisen.at
È tra le ciclabili più adatte ai principianti.
Il tratto da Dobbiaco a Lienz è quasi tutto in lieve discesa e il fondo è semplice: asfaltato nella parte italiana, su pista separata dal traffico in quella austriaca.
L’ideale è pedalare all’andata, sfruttando la discesa, e rientrare in treno con la bici grazie al servizio delle Ferrovie Federali Austriache.
Per chi preferisce faticare meno, è la prima pista ciclabile d’Europa certificata per le bici elettriche: si può noleggiarne una a Dobbiaco e riconsegnarla a fine giornata.
Lungo il percorso si attraversa una natura addomesticata, fatta di casette colorate e prati di un verde abbagliante in ogni stagione.
Tutte le informazioni sul percorso sono disponibili sul sito ufficiale Dravabike.
L’ultima proposta è l’Hirtensteig, il “Sentiero del pastore”, uno dei percorsi ciclistici più amati della zona.
Si snoda nei dintorni di Collalbo, in direzione del Corno del Renon, tra prati, boschi e malghe incantevoli.
Ph.: da www.ritten.com
Il tracciato tocca cinque “stazioni” che, con tavole tematiche dettagliate e contributi video, raccontano passato e presente di questo antico mestiere.
Si va dalla dieta dei pastori, a base di latte di capra, farina, pane duro e speck, ai racconti delle leggendarie battaglie tra gli abitanti del Renon e quelli di Villandro.
Chi vuole salire di quota può prendere la cabinovia del Corno del Renon, aperta fino all’8 novembre.
Da lassù la vista a 360 gradi sulle Dolomiti ripaga ogni pedalata.
Maggiori informazioni sono disponibili sul sito ufficiale della Val Renon.
Colline toscane, valli umbre, il corso di un fiume che scavalca quattro confini, un altopiano che custodisce la memoria dei pastori.
Paesaggi lontani tra loro, uniti da un tempo breve: quello in cui i boschi cambiano pelle prima di spogliarsi.
La bicicletta, in fondo, ha la velocità giusta per accorgersene. Abbastanza lenta per sentire l’aria che si fa più fresca, abbastanza rapida per vedere il colore cambiare da una collina all’altra.
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