Non solo K-pop, K-beauty o K-drama: la cultura coreana contemporanea è viva, ma ne esiste una più antica, legata a tradizioni millenarie, di importanza non inferiore a quelle dei più famosi vicini cinesi e giapponesi.
Al cuore della tradizione coreana dello stare bene c’è il camminare come modo naturale e pratico per vivere a lungo e in salute: quello che in Occidente definiamo “stile di vita”.
Ecco 8 cose da sapere sulla camminata coreana e sui segreti di benessere che può regalarci.
In Corea esiste un termine specifico legato all’isola di Jeju che definisce l’approccio mentale al cammino: il Ganse.
Deriva dall’espressione locale ganse-dari, che descrive una persona che cammina lentamente, quasi con pigrizia, godendosi ogni istante senza l’ansia di arrivare.
Mentre il mondo corre, il concetto di Ganse trasforma la passeggiata — il Sanchaek (산책) — da semplice esercizio fisico in un atto di salute e relax.
È questo il primo segreto del benessere coreano: la sostenibilità della lentezza.
Un cammino “pigro” riduce lo stress e scioglie le tensioni, un vero regalo per la salute mentale e fisica.
Non a caso Ganse è anche il nome del piccolo pony che fa da simbolo al Jeju Olle Trail, il grande cammino costiero dell’isola di Jeju.
_Il sito ufficiale del Jeju Olle Trail
I Dulle-gil – letteralmente “sentieri che girano attorno” – sono un particolare tipo di itinerari a piedi, progettati per seguire il perimetro delle montagne invece di puntare alla vetta.
Incarnano il concetto coreano del cammino come strumento di guarigione, non di performance fisica.
Ph.: Gettyimages/Thirawatana Phaisalratana
Mentre per scalare servono fiato e scarponi tecnici, per il dulle-gil bastano un paio di scarpe comode e il desiderio di natura.
Camminare intorno consente di ammirare la montagna, senza sentire la necessità di possederla.
Uno dei più celebri dulle-gil è quello di Bukhansan: oltre 71 km divisi in 21 sezioni a tema, che permettono di scegliere il proprio “mood” della giornata: si può optare per un sentiero tra i pini, un tratto che tocca antichi templi o un percorso più panoramico sui villaggi.
_Tutto quello che c’è da sapere sul Bukhansan Dulle-gil
Camminare è considerata un’attività così importante da entrare nelle pratiche meditative dei monasteri buddisti.
La camminata meditativa, nota come Gyeonghaeng o Haengseon, è un vero e proprio rito con le sue regole.
A seconda del monastero può essere una pratica autonoma o seguire alla meditazione da seduti: in questo caso evita che il corpo si irrigidisca senza interrompere il flusso della meditazione.
Nella tradizione zen coreana viene usata per sciogliere la tensione nelle gambe senza uscire dalla concentrazione sul proprio hwadu, il quesito spirituale o koan su cui si lavora interiormente.
Aiuta a ritrovare concentrazione, regolarizzare il respiro e sciogliere la tensione mentale.
La meditazione camminata è aperta anche ad escursionisti e viaggiatori, all’interno del Sansacheheom, noto al grande pubblico come Templestay, l’esperienza del soggiorno nei monasteri coreani di montagna.
_Sul sito ufficiale Templestay tutte le informazioni per soggiornare in un monastero coreano
In Corea il benessere del cammino passa anche dal contatto diretto con il terreno.
E non a caso: la camminata a piedi nudi – Maenbal Geotgi (맨발 걷기) – è associata a una migliore stabilità del passo e a un maggiore coinvolgimento della muscolatura del piede, oltre a un senso generale di benessere che deriva dal sentirsi tutt’uno con la natura.
Ph.: da creation.mcst.go.kr/ Kim Byoung-gu, Hongcomm.
La camminata scalza si svolge sugli hwangto-gil: i sentieri di terra rossa.
Tra i più celebri Gyejoksan Hwangto-gil, a Daejeon: 14,5 chilometri di percorso in pineta, l’ Eco Healing Red Clay Trail tra Cheonan e Asan, lungo 2,5 km.
Negli ultimi anni anche altre città hanno aperto tratti più brevi di hwangto-gil urbani e i coreani ne vanno matti.
_I coreani amano la camminata a piedi scalzi
Il Sanlimyok, letteralmente “fare il bagno nel bosco”, è il corrispondente coreano dello Shinrin-yoku giapponese, il bagno nella foresta.
Essere immersi nella natura è in questo caso il fine stesso dell’andare a piedi e conta più della passeggiata stessa.
L’obiettivo è respirare i fitoncidi, le sostanze naturali rilasciate dagli alberi che riducono lo stress e rafforzano le difese immunitarie.
Si pratica lungo percorsi prestabiliti con soste pensate per respirare, rallentare e lasciare lavorare l’ambiente.
La camminata può essere affiancata da tea therapy, stretching leggero, meditazione, “wind bathing” e pause su panche o chaise longue nel bosco.
Le foreste terapeutiche non sono tutte uguali: a Daeunsan il programma unisce sentieri nel bosco, stretching, yoga; a Gimcheon il cammino si svolge invece in una foresta di pini e betulle, su tracciati dolci.
A Jangseong i percorsi nella foresta di cipressi sono parte di un centro di Forest Healing dove, dopo una fase introduttiva indoor, si passa a un cammino lento tra alberi, aree di sosta e punti panoramici.
Il benessere del cammino non va cercato solo sui grandi sentieri.
L’importanza del camminare nella natura è talmente sentita che intorno alla capitale di 10 milioni di abitanti, Seul, è stato realizzato un itinerario a piedi di ben 156,5 km: un grande anello pedonale, immerso nella natura.
L’obiettivo: dare a tutti, ovunque ci si trovi in città e per qualunque ragione – viverci, lavorarci, fare una commissione – la possibilità di ritagliarsi, in ogni momento e ogni posto, un angolo di benessere.
Il percorso, noto come Seul Trail, si articola in 21 mini itinerari che, insieme all’area verde di Namsan, regalano a chi vuole farsi una passeggiata, un vero momento di pace.
_Il sito ufficiale del Seul Trail
Gli Olle-gil sono sentieri che rimandano a un altro modo di camminare per stare bene.
Olle indica il viottolo stretto che dalla strada porta all’ingresso di casa.
Ph.: Gettyimages/Jesus Rodriguez
In pratica i dulle-gil sono cammini di cammini che, attraversando antichi sentieri, alla fine, portano metaforicamente a casa.
Il messaggio è chiaro: fare l’esperienza dei cammini antichi della tradizione ci aiuta a conoscere noi stessi e ci riporta casa, dentro di noi.
Il più celebre tra i cammini è il Jeju Olle Trail di cui abbiamo parlato: 27 percorsi per circa 437 chilometri complessivi, tra villaggi, costa, strade rurali, campi e sentieri.
L’importanza del camminare nella cultura coreana si vede anche nella quantità di itinerari esistenti, curati e percorsi con passione da coreani e viaggiatori stranieri.
Il messaggio è semplice: ognuno, in base al proprio stato di forma, deve essere in grado di camminare, farlo dove vuole e in sicurezza.
Esiste una grande rete, il Korea Dulle Trail, con ben 4500 chilometri da fare a piedi, composta da quattro grandi cammini.
L’Haeparang Trail, che segue la costa orientale tra spiagge, scogliere e città di mare.
Il Namparang Trail, il più lungo, tra baie, ponti e villaggi di pescatori.
E ancora il Seohaerang Trail sulla costa occidentale e il DMZ Peace Trail, lungo la fascia della zona demilitarizzata con la Corea del Nord, seguendo il confine più delicato della penisola e della storia della Corea.
_Il sito ufficiale del Korea Dulle Trail
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