Una pratica che sembrava relegata nelle memorie dei vecchi montanari, e invece sta vivendo, stagione dopo stagione, un incredibile successo.

18 marzo 2020 - 10:18

La notorietà è tale che ormai ogni stazione invernale delle Alpi – dalle più blasonate frequentate dal “jet set” ai piccoli comprensori – include nelle proprie proposte turistiche gite ed  escursioni con le racchette da neve, di giorno, di notte, al chiaro di luna e chi più ne ha più ne metta.

Le ragioni di questo fenomeno sono molteplici, e tutte positive, perché, a differenza dello sci, non arrecano all’ambiente alcun danno strutturale: per i praticanti l’assoluta facilità di utilizzo, che non richiede alcuna abilità tecnica e sportiva, e ha portato a disposizione di tutti la scoperta dell’ambiente invernale in montagna; questo è il secondo elemento fondamentale.

La natura montana nella stagione fredda è, infatti, un ambiente dal fascino straordinario, capace di stregare anche il meno emotivo di quanti scelgono una vacanza sulla neve.

In terzo luogo, sempre maggiore è il numero di quanti credono importante, per “combattere” lo stress della quotidianità, praticare almeno durante le vacanze attività “lente” come il camminare, lontano dalla ressa degli impianti di risalita e delle sovraffollate piste da sci.

In quest’ottica, assumono sempre maggior importanza anche i piccoli centri invernali, che nel recente passato non hanno potuto dotarsi, per evidenti limiti delle risorse finanziarie, di grandi e costose infrastrutture.

Finora lasciate ai margini del mercato dal turismo “industriale” dei mega impianti di risalita e caroselli sciistici, queste località si propongono come nuovi “eldorado” dello sport ricreativo e dell’avventura a misura d’uomo, ognuna col proprio carico di culture e tradizioni locali, da proteggere e promuovere senza bisogno di stravolgere l’ambiente, e ricorrere a enormi finanziamenti che non hanno alcuna certezza di essere recuperati nel tempo.

Una interessante caratteristica di questa attività riguarda il potenziale bacino di utenza, praticamente illimitato: dai bambini di pochi anni ai “senior” – quei nonni esausti di rimanere, spesso al freddo e all’ombra, al fondo delle piste da sci ad aspettare i piccoli “campioncini” – passando attraverso tutte le categorie di sciatori (e non) curiosi di provare emozioni diverse nel palcoscenico della montagna invernale.

Alto Adige über alles

Ancora una volta, è la sensibilità alle nuove tendenze e la lungimiranza degli operatori turistici altoatesini, con a capo la società di promozione Alto Adige Marketing, a tracciare il sentiero per lo sviluppo di queste nuove opportunità.

Da ormai diversi anni, infatti, sulle nevi (poche ma “decise” in questo inizio di stagione) dell’Alto Adige, si è ritrovato un gruppo di specialisti delle escursioni con le racchette da neve per testare i nuovi modelli che stanno arrivando in questi giorni nei negozi.

Sulla “cupola” nevosa di Plan de Corones, in uno strepitoso panorama che spazia a 360° su tutte le Alpi Orientali, abbiamo provato le “ciaspole” più diffuse, in un test approfondito che si propone di dare alcune indicazioni tecniche e di utilizzo a quanti vorranno, durante il prossimo inverno, andare a piedi e lentamente alla scoperta delle magie della neve.

Strepitose le condizioni atmosferiche, con una giornata di sole e temperatura “primaverile”, e quelle morfologiche, con piani, salite e discese ottimali per la pratica del camminare; un po’ meno quelle della neve, per mancanza di materia “fresca”; oltre alla neve battuta, siamo andati a caccia di neve soffice nelle zone in ombra, mentre il ghiaccio ha “latitato”.

Attenzione, però: le “ciaspole” non sono attrezzi da estremo, e ben difficilmente sugli itinerari predisposti per questa attività si trova ghiaccio (al massimo qualche tratto “duro”, che tutte le racchette sono in grado di superare grazie agli accorgimenti per il grip); di fronte a terreni ghiacciati, soprattutto se in pendenza, sempre necessari i ramponi!

Testimonial d’eccezione di questo incontro è stato Kurt Ladstaetter, campione dello sci alpino, che lasciati per una volta a casa i suoi attrezzi, insieme a noi si è divertito a “ciaspolare” e, dopo le fatiche della giornata, trascorrere una fantastica serata degustando la gastronomia e i vini dell’Alto Adige.

Ecco alcune delle ciaspole in commercio che, secondo noi, rappresentano un buon compromesso tra qualità e prezzo.

 

 

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