Le deiezioni canine minacciano i parchi naturali

Uno studio pubblicato su una rivista scientifica ha accertato che i bisogni dei cani, sia solidi che liquidi, contengono elevati livelli di azoto e fosforo che rischiano di danneggiare ecosistemi delicati come i parchi naturali

15 febbraio 2022 - 16:06

Gli ecosistemi naturali più delicati, come quelli di parchi naturali e aree prottette, potrebbero essere minacciati dai bisogni dei nostri amici a quattro zampe.

Una ricerca ha rilevato come la quantità di azoto e fosforo presente nelle feci e nelle urine dei cani potrebbe danneggiare la fauna selvatica e le piante, specie nelle aree naturali molto frequentate.

Gli scienziati di un’università belga hanno condotto uno studio monitorando circa 1600 cani che hanno frequentato per 18 mesi quattro riserve naturali in Belgio, nella provincia di Gand.

Lo studio è stato pubblicato sulla rivista scientifica Ecological Solutions and Evidence e ha valutato l’impatto per queste riserve naturali di 500 visite di cani per diverse ore al giorno nel corso di tutta la settimana.

Il problema principale deriva dall’alimentazione degli animali domestici, che mangiano prodotti industriali specifici e molto nutrienti, che vengono poi espulsi con le feci.

Queste deiezioni hanno una composizione chimica molto diversa da quella di un animale selvatico. Sono infatti ricche di nutrienti, di azoto e fosforo, sostanze che possono danneggiare l’ambiente.

Gli animali monitorati, in circa un anno mezzo, hanno lasciato nelle aree naturali circa 11 chili di azoto e 5 di fosforo per ettaro. Questi valori sono considerati inquinanti e vengono rilevati solitamente in terreni inquinati dall’industria e dall’agricoltura intensiva.

Lo studio ha calcolato l’impatto che la frequentazione di sentieri con i cani può avere sull’ambiente naturale, specie in aree con  specie animali e vegetali più fragili. I cani domestici in Europa sono circa 87 milioni, pertanto l’impatto sugli ecosistemi può essere importante.

Il professor Pieter De Frenne, professore di ingegneria delle bioscienze alla Ghent University, ha coordinato la ricerca e ha commentato così i risultati:

“Siamo rimasti sorpresi da quanto alti possano essere gli apporti di nutrienti dai cani. Gli apporti di azoto atmosferico dall’agricoltura, dall’industria e dal traffico ricevono giustamente molta attenzione politica, ma i cani sono completamente trascurati a questo riguardo”.

Molte persone pensano che su un sentiero di montagna le deiezioni del proprio cane si possano lasciare dove sono e che non possano creare danno all’ambiente, questo studio dimostra il contrario.

Infatti l’eccesso di fertilizzante che deriva dagli escrementi canini impatta sugli ambienti naturali che hanno, in gran parte, terreni a basso contenuto di nutrienti.

 

Eccesso di fertilizzante, un problema per l’ambiente

Questo eccesso di fertilizzazione riduce la biodiversità, favorendo poche piante più aggressive, come le ortiche e la gramigna, a scapito del resto della vegetazione, con impatti diretti sugli animali che se ne nutrono.

Nello specifico, i ricercatori hanno rilevato livelli di azoto e fosforo sopra i valori consentiti soprattutto in quelle aree naturali dove i cani devono muoversi al guinzaglio e non possono allontanarsi del sentiero. Infatti, in queste circostanze, le deiezioni si concentro in un’area limitata.

Il professro De frenne ha commentato così i dati: “Questi livelli sono abbastanza sconcertanti, dato che il nostro studio riguardava le riserve naturali”.

 

Raccogliere sempre le deiezioni 

Camminare nella natura è una toccasana per i cani e per i loro padroni, ma il rischio per gli ambienti naturali non va sottovalutato.

L’associazione britannica Plantlife ha sottolineato come l’inquinamento da azoto sia una delle maggiori minacce per le nostre piante selvatiche, licheni e funghi, anche se il tema non viene mai affrontato dalle autorità.

Per questa ragione è fondamentale, durante un trekking con il proprio cane, avere sempre con se un sacchetto per raccogliere tutte le feci, così da eliminare tutto il fosforo e circa la metà dell’azoto, espulso più che altro con le urine.

Alcuni enti parco e gestori di aree protette hanno già deciso di limitare l’accesso ai cani in alcune aree naturali particolarmente  sensibili, al fine di proteggere gli uccelli e altri animali selvatici

Rob Stoneman , direttore di The Wildlife Trusts, ente che gestisce diverse aree protette in Gran Bretagna ha dichiarato:

“Ovviamente la cacca fa parte della natura, ma la cacca del cane contiene nutrienti che possono danneggiare l’ecologia degli habitat vulnerabili. Ovunque camminiate con il vostro cane, è importante raccogliere, imbustare e cestinare la cacca, per assicurare la continua protezione di queste aree selvagge di cui noi tutti possiamo godere”.

 

_ Leggi l’articolo sui consigli utili per fare trekking col proprio cane

 

 

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