Pedalare nei parchi: norme di comportamento

È piacevole pedalare nei Parchi nazionali e regionali per scoprirne le bellezze naturali, però bisogna essere a conoscenza delle norme che ne disciplinano la fruibilità con la bicicletta.

10 aprile 2022 - 6:33

Grazie alla mountain bike e alla diffusione delle e-bike, biciclette con pedalata assistita, sempre più persone iniziano a pedalare nelle aree protette, dove però esistono regole per la fruizione di sentieri, strade campestri e tracciati su strada.

I parchi regionali e nazionali hanno provveduto negli anni a redigere norme comportamentali e a fornire nuove opportunità di visita dei loro comprensori.

Attrezzati di adeguate infrastrutture per i ciclo-amatori e con una rete sentieristica specifica che segue il profilo morfologico ed altimetrico del territorio adatto alla fruibilità per le due ruote.

Questo perché il turismo in bicicletta è sempre più associato al turismo sostenibile e può valorizzare l’intero sistema nazionale delle aree protette.

Pedalando nei parchi è possibile scoprire le bellezze non solo naturalistiche e ambientali, ma anche storiche e architettoniche.

 

Parchi a tutto raggio

C’è ne per tutti i gusti e con diversi gradi di difficoltà, sentieri e piste fruibili con la mountain bike, talvolta anche con biciclette elettriche e a pedalata assistita.

Prima di salire in sella e inforcare i pedali, i ciclo-amatori devono sempre documentarsi per verificare la lunghezza dei percorsi, il dislivello, il grado di difficoltà, i tempi di percorrenza, le mete culturali e ambientali e i recapiti utili. Un’ottima fonte di informazione sono i siti istituzionali degli enti.

I parchi regionali e nazionali risultano piuttosto eterogenei, ciascuno dei 159 istituiti (134 regionali, 25 nazionali) ha caratteristiche uniche.

Si differenziano in base agli ambienti alpestri, collinari, fluviali e lacustri, altri sono prospicienti al mare, insomma, un vero mosaico di ambienti e situazioni diverse, tutti percorribili a piedi e alcuni anche in mountain bike, con la bicicletta elettrica o con una bicicletta da strada.

 

In bici nei parchi: le regole di comportamento

I parchi disciplinano l’utilizzo della loro rete sentieristica a garanzia della sicurezza dei fruitori e della tutela dell’ambiente naturale circostante.

I ciclisti dovranno astenersi dal percorrere tratti nei quali sia stato vietato l’uso della bicicletta, e in ogni caso quando fruibili devono rispettare e privilegiare il transito pedonale.

In generale l’accesso con le biciclette è consentito lungo le strade di uso pubblico, nonché lungo sentieri, mulattiere, strade e piste forestali se non vige specifico divieto, e lungo i percorsi appositamente segnalati.

Nella scelta dell’itinerario attenzione anche al senso di marcia: non tutti lo sanno ma alcuni sentieri possono essere percorsi solo a salire e altri solo a scendere.

Altro criterio da considerare è il periodo: ci sono aree protette dove è vietato pedalare in determinati momenti dell’anno e nei giorni festivi e prefestivi, se non opportunamente autorizzati.

Sono scelte condizionate dalla salvaguardia degli escursionisti nei mesi di maggiore frequentazione dei sentieri, oppure a tutela della fauna selvatica, soprattutto nei mesi di riproduzione.

Per non incorrere in sanzioni amministrative, fa da se che nei parchi bisogna adottare una velocità moderata – soprattutto nei tratti dove si perde quota – per non rovinare addosso agli escursionisti a piedi che, peraltro, hanno sempre la precedenza sui biker, fatta eccezione per i percorsi riservati alle bici.

Può essere utile anche una telefonata agli operatori e alle guide dei parchi per accertarvi sulle condizione dei percorsi.

 

Inoltre, ci sono parchi o società autorizzate che possono fornire biciclette a noleggio per un uso limitato all’interno dell’area protetta che deve avvenire nel rispetto del regolamento.

Come in città, è buona norma mantenere la destra, restare sempre rigorosamente sui sentieri autorizzati ed evitate di abbandonare i  tracciati, il “fuori pista” non è accettato.

Bisogna evitare di prendere scorciatoie attraverso i campi, è vietato infatti l’accesso ai terreni sottoposti a colture agrarie o a particolari vincoli di salvaguardia e tutela ambientale.

Ovviamente i percorsi ciclabili nei parchi non sono in grado di garantire un livello di sicurezza assimilabile ai percorsi ciclabili e pedonali in ambiente urbano.

Di questo bisogna esserne coscienti: prati, fossi, alberi, corsi d’acqua, attraversamento di tratti urbani sono potenzialmente pericolosi per la nostra sicurezza e incolumità fisica.

Una curiosità: è vietato posizionare segnali, locandine o cartelli non autorizzati, quindi, in caso di manifestazioni di carattere agonistico e amatoriale, organizzati da Associazioni o Enti, è sempre necessario relazionarsi con l’Ente Parco.

Spetta a questa autorità autorizzare l’evento e la sistemazione di eventuali fettucce e indicazioni dei percorsi da seguire durante la manifestazione.

Quando si chiede l’autorizzazione bisogna presentare al Parco, in tempi compatibili per le necessarie verifiche, la dichiarazione di assunzione di responsabilità da parte degli organizzatori della manifestazione, data, ora e durata della manifestazione, indicazione del percorso, numero dei partecipanti previsti, ecc.

 

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