Incendi: come comportarsi in caso di emergenza fuoco

Le temperature torride dell’estate possono facilitare gli inneschi degli incendi in natura. In questi casi come bisogna comportarsi? Ecco alcuni consigli per essere pronti in queste situazioni.

29 luglio 2021 - 2:10

Incendi. Soprattutto durante l’estate la piaga del fuoco diventa una delle criticità ambientali più urgenti.

Gli incendi possono essere frutto della semplice incuria o disattenzione oppure essere provocati per mano e volontà dolosa dei piromani.

Diciamoci la verità, gli incendi nelle macchie boschive per autocombustione dovuta alle alte temperature è un evento raro, rispetto alla superficialità delle persone o peggio ancora alla azione di criminali.

Incendi: come segnalarli

In caso d’incendio dobbiamo allertare le istituzioni preposte alla vigilanza per mettere in salvo le persone, le cose e luoghi di eccezionale bellezza.

Nel caso specifico, i corpi incaricati a spegnere gli incendi boschivi sono i Vigili del Fuoco e dal 2017 l’Arma dei Carabinieri: a seguito della soppressione del Corpo Forestale dello Stato, sono loro a svolgere compiti di prevenzione, monitoraggi e supporto ai reparti di organizzazione territoriale.

In caso di avvistamento di un incendio bisogna chiamare il 112, vi risponderà un operatore che si trova nella centrale unica di risposta, CUR, localizzata a livello regionale.

In caso d’incendio la chiamata verrà trasferita all’Arma dei Carabinieri e ai Vigili del Fuoco, la chiamata è gratuita.

L’accesso al servizio è agevolato anche dalla App Where are U, che si può scaricare sullo smartphone, che si può utilizzare per segnalare il tipo di soccorso di cui avete bisogno: l’operatore riceverà la “chiamata muta” con le indicazioni del soccorso richiesto.

Il primo livello di servizio al centralino è la localizzazione di chi telefona o utilizza l’App Where are U. Il livello successivo è l’individuazione del tipo di emergenza per attivare l’istituzione di competenza e gestirla.

Comunicare all’operatore del Centralino quanto segue:

  • da dove si sta chiamando, provincia e comune;
  • dove ci troviamo o da dove stiamo osservando l’incendio;
  • segnalare l’eventuale presenza di altre persone, se coinvolte passivamente nell’incendio, oppure se si stanno prodigando per spegnerlo;
  • se possibile fornire un’idea del tipo d’incendio specificando se è fumo bianco oppure nero, se è una colonna isolata oppure un fronte, se sono presenti strade per intervenire con autobotti, la presenza di vegetazione arborea o arbustiva, quanta e quale, ecc
  • l’operatore vi comunicherà precauzioni da adottare e la procedura per mettervi in sicurezza: ad esempio, non stare vicino al fuoco, non sostare controvento, non allontanarsi dall’automobile parcheggiata possibilmente in una zona priva di vegetazione (mantenere le luci accese e finestrini e prese d’aria chiuse).

Possiamo anche fornire indicazioni per prevenire un incendio, a dirla tutta però sono quelle azioni ormai note a tutti, tipo non accendere fuochi quando il tempo è secco, farlo solo nelle aree attrezzate, non gettare mai mozziconi di sigaretta ancora accesi, non parcheggiare sopra a erba e foglie secche.

 

Incendi: i consigli per mettersi in sicurezza

L’apporto degli arei Canadair è certamente fondamentale, tuttavia i mezzi a disposizione sono sempre pochi e senza l’apporto degli elicotteri molti incendi sarebbero finiti in tragedia.

Il Corpo Forestale, con le sue autobotti e grossi fuoristrada attrezzati, in coordinamento con gli aeromobili S-64 F, NH 500 e AB 412 è sempre in prima linea sia dal cielo sia da terra. C’è un semplice regolamento da seguire se degli escursionisti si trovassero circondati dalle fiamme, cosa che purtroppo spesso accade.

Cosa si deve fare dopo aver segnalato l’incendio al 112?

  • Cercare una via di fuga sicura, attraverso una strada o un corso d’acqua;
  • Attraversare il fronte del fuoco dove è meno intenso per passare sul terreno già bruciato;
  • Stendersi a terra dove non c’è vegetazione incendiabile cospargendosi di acqua o coprendosi di terra;
  • Difendersi dal fumo respirando con un panno bagnato sulla bocca;
  • Se ci si trova sulla spiaggia immergersi in acqua, rinunciando al tentativo di recuperare bagagli, auto, tenda o altro;
  • Se si è in casa sigillare porte e finestre con carta adesiva e panni bagnati, segnalare la propria presenza e non uscire se non si è certi che la via di fuga sia aperta;
  • In automobile non abbandonarla, ma chiudere i finestrini e il sistema di ventilazione, segnalando la propria presenza con il clacson e i fari.

Seguendo queste semplici regole, ma soprattutto collaborando attivamente con i soccorritori del Corpo Forestale evitando il fai-da-te, molte vite potranno essere salvate.

A tutti coloro che amano passeggiare tra splendidi boschi ricordiamo che la prevenzione è il primo gesto utile per evitare inutili tragedie: non accendere fuochi, non gettare mozziconi di sigarette, non abbandonare rifiuti poiché sono ottimi combustibili e infine non parcheggiare la propria auto su terreni dove l’erba è particolarmente secca.

La lotta contro il fuoco è spesso impari, mezzi e uomini sono sempre troppo pochi e i risultati si vedono spesso nel corso delle calde estati nostrane, che producono una vera ecatombe di aree verdi.

L’intervento: acqua contro fuoco

Una calda serata di agosto sulle coste di Sardegna, Liguria, Calabria vede il ripetersi tragico di un rituale ormai consueto.

Una brezza leggera soffia sulle spiagge e rinfresca piacevolmente l’aria.

D’improvviso un bagliore schiarisce i profili delle colline, il cielo si colora di arancione e il vento si riempie dell’odore acre di erba bruciata. Non c’è spazio per alcuna interpretazione: è un incendio.

 

In poche ore le strade che circondano le ville e le abitazioni vengono punteggiate dai lampeggianti blu dei Vigili del Fuoco, delle ambulanze, e dei mezzi della Protezione Civile e dell’Arma dei Carabinieri.

Si deve intervenire subito, l’avanzata del fuoco non si arresta facilmente poiché, con l’aiuto della brezza marina, la sua forza distruttiva aumenta.

Uomini addestrati scendono dai loro automezzi imbracciando manichette collegate a cisterne: i potenti spruzzi d’acqua sono solo un leggero lenitivo e non possono arrestare l’inesorabile marcia della linea di fuoco.

L’aria diventa irrespirabile e i primi soccorritori cominciano ad armeggiare con l’ossigeno per prestare le cure ai volontari e ai pompieri intossicati dal miasma di cenere.

Tutti levano lo sguardo al cielo, aspettando con impazienza il rombo dei motori dei mezzi che possono domare la furia dei roghi: i Canadair che, supportati dagli aeromobili dei Vigili del Fuoco e dell’Arma dei Carabinieri, tenteranno di combattere la devastazione causata molte volte da un gesto stupido.

Piromani, spesso ignari che il loro atto d’incoscienza potrebbe distruggere loro stessi.

 

A filo delle fiamme: i Canadair

Quando le prime luci dell’alba illuminano lo scenario, abili piloti, coadiuvati dai co-piloti, specialisti e osservatori, buona parte cresciuti in seno all’Aeronautica Militare, saliranno sui loro bimotore, pronti a mettersi in volo.

Le operazioni di decollo, per un pilota di Canadair, sono molto delicate ma, tutto sommato, è nulla confronto quello che li aspetta.

Il boato dei motori riempie l’aria, la linea d’orizzonte è segnata dal mare, tra poco il pilota comincerà a diminuire la velocità, a perdere quota per raccogliere l’acqua marina e, successivamente, bombardare l’incendio dando un po’ di sollievo ai poveri uomini che agiscono a terra.

Sembra un’operazione facile, ma l’ammaraggio è come toccare terra su di una pista in continuo movimento: una spia segna “probes down” (sonde giù) e due bocchette sporgono dalla chiglia del bimotore pronte a incamerare nella pancia dell’aereo un’immensa quantità di acqua.

L’aereo sussulta, ogni metro percorso sullo specchio d’acqua appesantisce il mezzo che deve essere sempre tenuto in assetto.

Quando la spia segna “serbatoio pieno” la punta comincia a sollevarsi, i due turboelica urlano nell’aria sforzandosi di sollevare questo bisonte giallo.

Ma non è finita, ora comincia il vero duello. Il fuoco è imprevedibile, ti aspetta, per un momento sembra si ritiri e invece è sempre li, basta una folata di vento per rianimarlo e scatenare l’inferno.

Governare un Canadair CL 415 (versione migliorata del 215) non è come volare con un Piper o un aereo di linea: si naviga alla vecchia maniera, carte dettagliate segnano esattamente le coordinate dove il pilota dovrà passare e sganciare il suo carico benefico.

L’elettronica c’entra poco, tutto è affidato all’abilità sensoriale dell’equipaggio.

Dove si trova il fuoco? Buona regola è quella di non lasciarsi ingannare dal fumo, è un indicatore inaffidabile giacché si trova sempre più avanti delle fiamme.

Che traiettoria seguirà l’acqua? L’importante è sapere in che direzione corre il vento, mettersi sulla rotta più logica e poi aprire i portelli e svuotare l’acqua sul focolaio maggiore.

Il pilota ha mille occhi, il flusso di adrenalina è dominato grazie all’addestramento e capacità straordinarie: uomini che abbinano la passione per il volo a un lavoro difficile, ma che li avvince in modo viscerale.

I passaggi sul fuoco si susseguono uno dopo l’altro: le manovre di ammaraggio e sganciamento si alternano in diversi momenti, mai uno uguale all’altro, l’insidia è sempre dietro l’angolo e una minima distrazione potrebbe costare la vita.

Commenta per primo

POTRESTI ESSERTI PERSO:

Cosa fare quando s’incontra un cinghiale durante un trekking

Camminare in autunno: attrezzature e consigli per il trekking

Trekking e cammino: come prevenire le vesciche ai piedi