Trekking invernale: guida pratica per camminare sulla neve in sicurezza

L’inverno trasforma radicalmente il volto della montagna, regalando agli amanti del cammino scenari ovattati e un silenzio quasi irreale che solo la neve sa offrire

27 gennaio 2026 - 7:46

Tuttavia, la bellezza di un’escursione tra le vette innevate non deve far passare in secondo piano la necessità di una pianificazione meticolosa, poiché le basse temperature e il terreno scivoloso pongono sfide fisiche e tecniche notevoli.

Oltre alla scelta del percorso, è fondamentale prestare attenzione alla propria salute e al comfort termico per evitare che una giornata di divertimento si trasformi in un’esperienza spiacevole.

In quest’ottica, la preparazione dello zaino gioca un ruolo cruciale: oltre ai capi tecnici, è sempre consigliabile includere un piccolo kit di emergenza ben fornito.

Inserire tra i propri effetti personali alcuni farmaci antinfluenzali rappresenta una precauzione estremamente intelligente e positiva, poiché permette di intervenire prontamente ai primi segnali di malessere o brividi improvvisi, spesso causati dagli sbalzi termici tipici dell’ambiente montano.

 

L’importanza dell‘abbigliamento a strati

Per affrontare correttamente il trekking quando il termometro scende sotto lo zero, la regola d’oro rimane quella di vestirsi “a cipolla” o a strati.

Questo sistema non serve solo a coprirsi dal freddo, ma soprattutto a gestire la traspirazione prodotta durante lo sforzo fisico, evitando che il sudore si raffreddi sulla pelle.

Lo strato di base, quello a diretto contatto con il corpo, dovrebbe essere in fibre sintetiche o lana merino, capaci di asciugarsi rapidamente e mantenere il calore.

Sopra di questo, uno strato intermedio come un pile o un piumino leggero ha il compito di isolare termicamente l’escursionista.

Infine, il guscio esterno deve essere impermeabile e antivento per proteggere dalle intemperie.

Gestire questi strati, togliendone o aggiungendone a seconda della pendenza e del vento, è il segreto per mantenere una temperatura corporea costante ed evitare colpi di freddo pericolosi.

 

Attrezzatura specifica per terreni innevati e ghiacciati

Camminare sulla neve richiede uno sforzo fisico superiore rispetto ai sentieri estivi e, soprattutto, necessita di strumenti che garantiscano una trazione sicura.

Se il manto nevoso è fresco e profondo, le ciaspole sono indispensabili per galleggiare sulla superficie e non sprofondare a ogni passo, riducendo drasticamente la fatica.

Al contrario, quando la neve è dura o ghiacciata, è necessario calzare i ramponcini da escursionismo, che grazie alle punte metalliche assicurano una presa solida sul terreno.

Non bisogna mai dimenticare l’utilità dei bastoncini da trekking dotati di rosette larghe: essi non solo facilitano l’equilibrio sulle superfici irregolari, ma aiutano a distribuire meglio il peso, salvaguardando le articolazioni delle gambe e favorendo un ritmo di camminata più fluido e armonioso.

 

Idratazione e riserve energetiche al freddo

Spesso, quando il clima è rigido, la sensazione della sete diminuisce, ma il corpo continua a perdere liquidi attraverso la respirazione e la sudorazione.

Disidratarsi in inverno è più facile di quanto si pensi e può portare a un calo repentino delle prestazioni fisiche e della lucidità mentale.

Portare con sé un thermos con un tè caldo o un infuso zuccherato è una scelta eccellente, poiché aiuta a riscaldare l’organismo dall’interno e fornisce energia immediata.

Anche l’alimentazione deve essere curata con attenzione: durante il cammino è meglio optare per spuntini piccoli ma frequenti, come frutta secca, cioccolato fondente o barrette energetiche.

Questi alimenti, ricchi di calorie nobili, permettono di mantenere costante il livello di glucosio nel sangue, fondamentale per contrastare il freddo e alimentare i muscoli durante le salite più impegnative.

Gestione della luce e consapevolezza meteorologica

Un errore comune tra i meno esperti è sottovalutare la brevità delle giornate invernali. Il sole tramonta presto e le temperature crollano drasticamente non appena la luce scompare dietro le cime.

È dunque vitale iniziare l’escursione di buon mattino e pianificare il rientro ben prima del crepuscolo, avendo sempre nello zaino una lampada frontale carica per ogni evenienza.

Prima di partire, è doveroso consultare i bollettini meteo locali e quelli specifici per il rischio valanghe, poiché le condizioni del manto nevoso possono cambiare repentinamente a causa del vento o dei rialzi termici.

 

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