Da Pievepelago al Lago della Ninfa

20 maggio 2017 - 12:43

L’attuale nome Lago della Ninfa prende origine all’inizio del ‘900 a seguito della costruzione del Rifugio Ninfa, che nel 1928 il Corpo Forestale dello Stato adibì, assieme all’area circostante, a presidio di un vivaio di conifere. Il piccolo specchio d’acqua di origine naturale, seppur fortemente rimaneggiato negli anni dall’uomo, conserva un aspetto di lago alpino, contornato da una cornice di larici, decisamente insolita per la montagna appenninica.

L’itinerario si sviluppa prevalentemente lungo strade forestali che a tratti dolcemente e a tratti più ripidamente portano l’escursionista in quota, fino a raggiungere la località Passo del Lupo a quota 1525 m. Usciti dal centro di Pievepelago su percorso ciclabile e pedonale si raggiunge in breve il caratteristico ponte sul torrente Scoltenna detto Ponte della Fola. La struttura di origini romaniche, probabilmente costruita nel tardo medioevo, presenta due arcate asimmetriche e forma di schiena d’asino.

Ha la particolarità di essere l’unico esempio noto di ponte di pietra a due arcate in tutta l’Emilia. Oltrepassato il ponte l’itinerario prende poi ripidamente a salire su una mulattiera raggiungendo l’abitato di Pezzole. Questo tratto risulta particolarmente impegnativo e sconsigliato se percorso a cavallo o in MTB per ripidezza e fondo sconnesso. Da Pezzole l’itinerario riprende prima su strada asfaltata poi per strade forestali, a tratti con viste panoramiche mozzafiato, fino a raggiungere prima la stazione sciistica de Le Polle, poi quella di Passo del Lupo.

Il Passo del Lupo è la principale stazione sciistica del Comprensorio del Cimone, il più grande di tutto l’Appennino settentrionale. Avvicinandosi a Passo del Lupo si raggiunge il giardino botanico Esperia, sorto nel 1950, su un area di due ettari, come Centro Erboristico Sperimentale, poi trasformato negli anni ’80 a Giardino ecologico-didattico, aumentarono in numero di specie presenti con l’introduzione di specie appartenenti alla flora alpina ed extra-europea.

Molte delle specie introdotte sono d’origine himalayana, caucasica e tibetana, altre invece sono propriamente alpine: ad oggi trovano dimora circa 250 specie. La tratta termina poco distante presso il Lago della Ninfa, un tempo chiamato Lago dei Budaloni.

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