Alla diga di Beauregard

18 marzo 2020 - 9:40

Imboccata la strada che risale la Valgrisenche, all’estremità del Parco del Gran Paradiso, si supera una piccola serie di tornanti presso Planaval, per arrivare al capoluogo Valgrisenche: la diga non è molto lontana. Dopo il paravalanghe si trova un bivio: deviare verso la strada a tornanti che sale a Bonne e che, dopo l’abitato, diventa panoramica seguendo tutto il perimetro del lago. Più avanti si incontrano le case di Monthieu: di qui si vedono bene sia il lago sia il vallone di Plontaz, chiuso tra la punta Felumaz, la becca Pré d’Amont e la becca di Tey. La strada continua in leggera salita fino a uno sperone roccioso che si sporge verso il lago: di qui la vista è molto suggestiva, e ha sulla sinistra molte cime della vallata e i ghiacciai di Giasson e dell’Invergnan. Verso l’alta valle, da destra verso sinistra, si possono ammirare i ghiacciai dell’Ormelune e di Suzzey ai piedi della punta Maurin, e poi i ghiacciai di La Plattes des Chamox, di Tavellaz e di Traversaz. Di qui in poi la strada è in leggera discesa fino al bivio per il lago di Saint Grat e il Col du Mont, poi la pendenza si accentua fino a giungere al paese di Surier (1785 m). Superato un ponte si trova il bivio per il rifugio Mario Bezzi: qui c’è il villaggio di Uselêres, circa a metà dell’itinerario. Di qui inizia la strada verso il punto di partenza, costeggiando a picco il lago fino alla diga. Sulla vostra sinistra si ammirano cime come la testa del Rutor, il Château Blanc e, alla loro base, il ghiacciaio di Morion. Con un po’ di attenzione, sul fondo del lago si notano i ruderi del villaggio di Fornet: questo e altri piccoli centri dovettero essere abbandonati quando, ultimata la diga, si iniziò a riempire l’invaso. Proseguire sulla strada fino a Mondage, e di qui rientrare a Valgrisenche. L’itinerario descritto può essere effettuato sia a piedi che in mountain bike. Dall’anello intorno alla diga partono numerosi itinerari escursionistici e alpinistici di varia lunghezza e difficoltà: tra essi quelli che conducono al Col du Mont, al lago di Saint Grat e al rifugio Chalet de l’Epée.

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