winter day in the italian alps after a snowfall
Quando l’inverno avvolge di bianco il Friuli Venezia Giulia, le montagne e le foreste invitano a camminare sulla neve.
Le ciaspolate permettono di rallentare, entrare in punta di piedi in ambienti che in altre stagioni sono attraversati frettolosamente, e riscoprire il valore del silenzio.
Dalle Alpi Giulie alle Alpi Carniche, ecco quattro itinerari con le racchette da neve, ideali per chi cerca un contatto autentico con la natura invernale del Friuli.
La ciaspolata nella Valle del Rio Lago è una delle escursioni invernali più accessibili e suggestive della zona di Cave del Predil.
Si tratta di un itinerario ad anello che si sviluppa in un ambiente naturale ancora intatto, perfetto per famiglie, per chi si avvicina per la prima volta alle ciaspole o per chi desidera semplicemente una passeggiata rilassante immersa nella neve.
Il punto di partenza si trova sul lato sud di Cave del Predil, in direzione Sella Nevea, dove un grande cartello in legno segnala il “Sentiero del Lago di Raibl”.
Nei pressi è presente un piccolo spiazzo utilizzato come parcheggio. Da qui inizia il percorso, che si snoda senza particolari difficoltà e con un dislivello praticamente inesistente.
Ph: Gettyimages/afinocchiaro
L’itinerario, affrontato preferibilmente in senso antiorario, inizia con una leggera discesa lungo un sentiero ampio e ben tracciato.
Dopo pochi minuti ci si ritrova immersi nel bosco, dove gli alberi, carichi di neve, creano un’atmosfera quasi irreale. La luce filtra tra i rami e il silenzio è profondo, rendendo la camminata particolarmente rilassante.
Uscendo temporaneamente dal bosco si raggiunge una zona più aperta, che regala scorci panoramici sulle montagne circostanti, spesso incorniciate da un cielo terso nelle giornate invernali.
Proseguendo si incontra un bivio non segnalato, dove è necessario mantenere la sinistra seguendo le tracce già presenti sulla neve.
Dopo una mangiatoia il sentiero rientra nuovamente nel bosco e la traccia diventa meno battuta: qui le ciaspole diventano fondamentali, perché la neve è più profonda e si affonda facilmente.
È anche il tratto più suggestivo, dove l’ambiente assume un aspetto fiabesco e non è raro imbattersi nelle impronte lasciate da cervi e altri ungulati che popolano la valle.
Avvicinandosi al Lago del Predil, nascosto tra gli alberi, se ne intravedono alcuni scorci, fino ad attraversare il greto del rio, solitamente asciutto in inverno.
In pochi minuti si ritorna al punto di partenza, chiudendo un anello che, pur nella sua semplicità, riesce a regalare emozioni autentiche.
_La ciaspolata alle Cave del Predil per famiglie
La ciaspolata alle malghe del Montasio è considerata uno dei grandi classici dell’inverno friulano.
Il massiccio del Montasio, chiamato in friulano Jôf, domina il paesaggio.
La partenza avviene da Sella Nevea, nei pressi del tornante dove inizia la strada estiva che conduce all’altopiano e al Rifugio Brazzà.
Durante l’inverno questa strada è chiusa al traffico e diventa un itinerario ideale per le ciaspole.
Ph: Gettyimages/Jurkos
Si percorrono diversi chilometri in un ambiente aperto e progressivamente sempre più panoramico, fino a raggiungere un ampio spiazzo da cui si domina l’intero versante sud del Montasio.
Da qui prende forma un magnifico giro tra pascoli innevati e casere alpine, toccando Casera Parte di Mezzo, Casera Larice e Casera Cregnedûl, con la possibilità di salire fino al Rifugio Brazzà.
Il paesaggio regala viste che spaziano sulle vallate sottostanti e sulle cime del gruppo del Canin.
Nonostante la difficoltà media, la lunghezza dell’itinerario e l’ambiente aperto richiedono un buon allenamento e condizioni meteo stabili.
Il rientro avviene lungo lo stesso percorso dell’andata, con la luce del pomeriggio che regala nuove prospettive su uno degli altopiani più affascinanti del Friuli Venezia Giulia.
_L’Anello delle Malghe del Montasio con le ciaspole
La ciaspolata che conduce dal Centro Biathlon di Forni Avoltri a Casera Tuglia è un itinerario decisamente più impegnativo, adatto a escursionisti allenati e abituati a muoversi in ambiente invernale.
La lunghezza contenuta del percorso non deve trarre in inganno, perché il dislivello è importante e il tempo complessivo di percorrenza richiede una buona resistenza fisica.
La partenza avviene dal parcheggio del Centro Biathlon, a circa 1.040 metri di quota.
Fin dai primi passi si imbocca una strada forestale che sale con pendenza costante verso ovest, permettendo di prendere gradualmente quota senza strappi eccessivi.
Dopo aver raggiunto la località Cleva, la salita prosegue lungo una pista forestale caratterizzata da ampi tornanti, che rendono il percorso più regolare e meno faticoso dal punto di vista tecnico.
Ph: Gettyimages/Nicola-Simeoni
Man mano che si sale, il bosco si dirada e lo sguardo inizia ad aprirsi sulle montagne circostanti.
Intorno ai 1.500 metri di altitudine si incontra l’incrocio con il sentiero numero 32, proveniente da Cima Sappada. Da questo punto in avanti il tracciato diventa quasi pianeggiante e conduce dolcemente verso la radura dove sorge Casera Tuglia.
L’arrivo alla casera rappresenta il momento più gratificante dell’escursione.
Il panorama sulla vallata di Sappada è ampio e luminoso, soprattutto nelle giornate limpide, quando la neve riflette la luce e amplifica la sensazione di spazio.
Il rientro avviene lungo lo stesso itinerario dell’andata, affrontando la discesa con attenzione, soprattutto in presenza di neve dura o ghiacciata.
_I dettagli dell’itinerario
La ciaspolata che parte da Sauris di Sopra è una delle più panoramiche della Carnia e offre un perfetto equilibrio tra natura, paesaggio e testimonianze della vita montana di un tempo.
Il percorso si sviluppa in un ambiente aperto e soleggiato, con viste continue sul Lago di Sauris, che in inverno assume tonalità particolarmente suggestive.
Ph: Gettyimages/EyeEm-Mobile-GmbH
Si parte dai parcheggi delle piste da sci di Sauris di Sopra e si imbocca la pista forestale che sale lungo la dorsale del Monte Ruke.
Il tracciato è ampio e ben riconoscibile, ideale per una ciaspolata di media difficoltà che non presenta particolari problemi di orientamento.
Fin dai primi metri il panorama si apre sulle Alpi Carniche, mentre il lago compare progressivamente sempre più in basso, offrendo scorci spettacolari.
Alternando tratti panoramici a passaggi nel bosco, il percorso permette di osservare le tracce degli animali che abitano la zona e di riconoscere i segni dell’antica presenza umana, come stavoli e manufatti legati alla pastorizia.
Raggiunti gli stavoli di Beinte, la vista sul Lago di Sauris è uno dei momenti più emozionanti dell’escursione.
Il bacino è incastonato tra le montagne e circondato dal silenzio invernale.
La ciaspolata si conclude in circa tre ore complessive e offre la possibilità di fermarsi all’Agriturismo Monte Ruke.
Qui ci si può concedere una pausa di relax e gustare i piatti tipici della tradizione locale, completando l’esperienza con un momento di autentica convivialità.
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