View of Camogli. Camogli is a small Italian fishing village and tourist resort in Italian Riviera
Anche a gennaio, in pieno inverno, la Liguria sembra baciata dagli dei.
In una bella giornata di sole si può camminare godendo di panorami unici sul mare, tra borghi e tradizioni.
L’itinerario da Camogli a San Fruttuoso è un’esperienza di cammino straordinaria, una delle più celebri della Riviera di levante, a due passi da Genova.
In questo scenario incantato, le onde del mare si infrangono contro gli scogli e il contrasto tra il blu e il verde delle colline si fa più intenso, creando uno spettacolo naturale unico.
La temperatura fresca ma gradevole dell’inverno rende l’escursione un vero piacere e l’assenza di turisti non si fa certo rimpiangere.
Il cammino svela panorami unici, con spiagge deserte, calette appartate e boschi silenziosi.
Ph.: Gettyimages/peste65
L’abbazia di San Fruttuoso, aggiunge un tocco di magia.
La sua architettura millenaria e la posizione sul mare, che ne hanno fatto uno dei simboli della bellezza italiana nel mondo, la rendono indimenticabile.
Mettiamoci in cammino, senza dimenticare di portare con noi un bel pezzo – gli indigeni direbbero: una bella “slerfa” – di focaccia.
Anzi, di “fügassa”.
Da Camogli si sale lungo il sentiero che parte poco oltre la stazione e conduce fino a San Rocco di Camogli.
Dalla stazione si prosegue a sinistra su Via Cuneo fino al torrente Gentile.
Si risale la destra orografica del rio, si percorre Via S. Bartolomeo e, poco dopo, una strada pedonale lastricata che in 40 minuti sale a San Rocco di Camogli.
Il segnavia è cerchio rosso e 2 pallini rossi.
Dopo una sosta e dopo aver fatto un buon carico di focaccia – ve lo consigliamo – si ammira il panorama dal belvedere della Chiesa di S. Maria della Salute.
Ph.: Gettyimages/maudanros
Da qui si prende la passeggiata che in piano volge a levante, incoraggiati da incantevoli scorci sul Golfo Paradiso.
Si trascura Via San Niccolò, che scende verso Porto Pidocchio e Punta Chiappa.
Si tratta di una sottile lingua di conglomerato che protende verso il mare, delimitandone un tratto dove si trova una delle ultime tonnare a postazione fissa del Mediterraneo.
Lasciamo sulla destra la scalinata che si affronterà in salita sulla via del ritorno.
Si prosegue a mezza costa tra coltivi di ulivo, vigne, giardini e orti, superando le poche case sparse di località Mortola (223 m).
Il sentiero s’inoltra ora nel bosco, si oltrepassa un lavatoio e una fonte di acqua potabile (sorgente Vegia), presso il bivio in località Fornelli (230 m) si prosegue diritti ignorando il sentiero che sale verso il Semaforo Nuovo.
Camminando lungo umide vallecole, rigogliose di carpino nero e ornello, si arriva presso brevi salti di roccia, sempre nella penombra del bosco.
La vegetazione si dirada e si guadagna un punto di vedetta, dove il panorama si apre verso la costa occidentale, dal Golfo Paradiso a Capo Mele, fino alle più alte cime delle Alpi Liguri.
Oltrepassato Groppo Marso, dove s’incontra un sentiero che perde quota verso Punta Chiappa, si prosegue in piano diretti verso località Batterie.
Presso il primo bunker si può scendere di poche centinaia di metri per visitare alcune postazioni belliche realizzate dai tedeschi nel secondo conflitto mondiale.
Dopo la breve variante si prosegue in piano, trascurando la deviazione a sinistra che porta verso l’attacco della Via dei Tubi, un sentiero che segue il percorso dell’antico acquedotto che consentiva l’approvvigionamento idrico di Camogli.
Il sentiero ora scende verso il primo fiordo per raggiungere il Passo del Bacio.
Superato il tratto esposto, messo in sicurezza da catene e corrimano, all’escursionista si annuncia un grandioso anfiteatro naturale, Cala dell’Oro, antico rifugio per i pirati che imperversavano lungo la riviera ligure.
Questa bellissima insenatura è interdetta alla navigazione e alla balneazione perché eletta a zona di ripopolamento dei pesci.
Si continua sul sentiero, con brevi passaggi su conglomerato, facilitati da presenza di catene e corrimano.
Si supera un altro breve tratto esposto, messo in sicurezza, per poi abbandonare l’ambiente roccioso fin qui percorso e addentrarsi nel sottobosco risalendo il versante ovest del capo che separa l’insenatura di Cala dell’Oro da quella di San Fruttuoso di Capodimonte.
Giunti al valico della Costa del Termine, inizia la discesa per tornanti fino alla famosa baia, presso il molo di attracco dei battelli per Camogli, Portofino e Santa Margherita.
Sul fondale marino antistante la baia si trova la celebre statua del Cristo degli Abissi.
Le poche casette dei pescatori sono lì vicine, la spiaggia anche, sopravanzata dall’Abbazia dei Doria, risalente all’anno mille.
San Fruttuoso è davvero un luogo magico immerso nella natura.
Dopo la visita al bellissimo eremo, si consiglia il ritorno via mare per ammirare da una prospettiva diversa la costa frastagliata del Parco Regionale di Portofino.
Per chi non se la sentisse di affrontare il Passo del Bacio, che richiede un minimo di preparazione escursionistica, sono possibili varie alternative per raggiungere San Fruttuoso.
Si può seguire ad esempio il percorso che passa per la Chiesa di San Nicolò.
Oppure ancora si può scendere da San Rocco fino a Porto Pidocchio, seguendo le indicazioni dal paese, e da lì prendere il battello fino a San Fruttuoso che proviene da Camogli.
In questa pagina del Parco di Portofino tutte le varianti dell’itinerario e la mappa
Il sito ufficiale dell’Abbazia di San Fruttuoso
Durante l’inverno (Dicembre, Gennaio e Febbraio), l’Abbazia è aperta tutti i giorni, tranne i lunedì non festivi, dalle 10 alle 15,45.
Per organizzare il passaggio in battello da e per Camogli tutte le informazioni si trovano sul sito della Compagnia di Navigazione Golfo Paradiso
Il Panificio Maccarini, che si trova proprio alla fine della salita da Camogli a San Rocco, punto di riferimento per l’approvvigionamento di focaccia degli escursionisti, apre anche il sabato e la domenica alle 8 del mattino.
Per informazioni sull’apertura durante il periodo delle feste il numero di telefono è 0185770611
AVVERTENZA: è sempre importante avere informazioni sullo stato dei sentieri. Per questo consigliamo, prima di partire, di verificare sul sito del Parco di Portofino la situazione aggiornata.
Il sito offre anche informazioni generali e consigli su cosa fare nell’area e come organizzarsi per pernottare.
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