Monte Disgrazia and Corni Bruciati, Predarossa, Valmasino, Valtellina, Sondrio province, Lombardy, Italy
La Val Masino in primavera è bellissima.
Incastonata tra le montagne della provincia di Sondrio, è un territorio che sa sorprendere: pareti di granito verticali, foreste e altopiani punteggiati di torbiere, riserve naturali ancora intatte.
Ecco quattro itinerari da fare a Pasqua e Pasquetta per godersi la natura tra montagne, rifugi e cascate.
Il Rifugio Omio (2100 m) si trova su un ampio terrazzo erboso in Valle dell’Oro ed è il più a ovest tra i rifugi della Val Masino.
Tappa obbligata del Sentiero Roma, può essere raggiunto comodamente da Bagni di Masino attraverso la sua magnifica foresta demaniale.
Oppure tramite splendide traversate dalle vicine Val dei Ratti, Val Codera e Val Spluga.
Ph: Rifugio Omio
La struttura funge anche da base per gli appassionati di arrampicata che si confrontano con le tante vie della zona, classiche e contemporanee.
Per arrivare al punto di partenza in auto si lascia la SS 38 ad Ardenno e si risale la Val Masino fino a San Martino, dove un bivio sulla sinistra indica la strada finale per Bagni di Masino.
Chi viaggia senza auto può raggiungere San Martino in autobus da Morbegno.
Il percorso prende avvio dall’ampia piana di Bagni di Masino: superati gli edifici delle terme, si seguono le indicazioni per il Rifugio Omio lungo un sentiero che dopo un breve tratto pianeggiante si inerpica nel bosco con una serie di tornanti su fondo pietroso e irregolare.
Raggiunta una radura con una baita intorno ai 1600 metri, si piega a sinistra e si riprende a salire ancora nel bosco, fino a uscirne attorno ai 1800 metri.
Da qui in poi il paesaggio si apre su ampi pascoli, con tratti ripidi alternati a brevi pianori, fino all’arrivo al rifugio in circa 2 ore e mezza, per un dislivello complessivo di circa 900 metri.
In primavera il sentiero può restare innevato fin dal fondovalle, per cui sono consigliati ciaspole, ghette e bastoncini.
Tutti gli altri sentieri e i passi della zona sono da considerarsi in condizioni invernali fino a stagione avanzata e richiedono attrezzatura ed esperienza alpinistica: prima di partire è opportuno contattare direttamente il rifugio per informarsi sulle condizioni del momento.
_ Il sito ufficiale del Rifugio Omio
Poche mete in Val Masino riescono a colpire quanto la piana di Preda Rossa.
L’altopiano si apre inaspettato tra torri di roccia color ruggine, mentre sullo sfondo il Monte Disgrazia sovrasta l’intera scena con una presenza silenziosa e imponente.
Ciò che rende questo luogo davvero unico è il sistema di acque che lo attraversa.
Ph: Gettyimages/Moiola-Domenico
Due piane umide si succedono a pochi metri di dislivello. Sono collegate da ruscelli che nel tratto intermedio si fanno veloci e spumosi, per poi rallentare nuovamente nel Duino.
Visto dall’alto, quel filo d’acqua che si intreccia con l’erba rossastra è probabilmente lo spettacolo più bello dell’intera escursione.
Da Val Masino paese si svolta a destra imboccando la strada VASP per Sasso Bisolo e Preda Rossa.
Sono 12 chilometri di asfalto tutto sommato ben tenuto, ma l’accesso è contingentato: massimo 50 auto al giorno, con ticket obbligatorio da acquistare in anticipo sul sito ufficiale della Val Masino.
Da qui, il percorso inizia seguendo i segnavia bianco-rossi per il Rifugio Ponti, ben indicati da cartelli frequenti.
Già dopo pochi minuti, oltre la prima curva, compare la cima del Monte Disgrazia: da quel momento non la si perderà più di vista.
Circa venti minuti di cammino portano a un ponticello di legno sul Duino, soglia ideale verso la prima piana — un’ampia spianata di erba ramata contornata da larici.
Superato il ponte, il sentiero si divide. Seguendo il ramo di sinistra, con una breve salita più sostenuta si giunge a un terrazzo panoramico in legno con qualche panchina.
Tornati sul percorso principale si cammina comodi, quasi in piano, su un tracciato punteggiato di passerelle che permettono di attraversare i tratti più acquitrinosi.
Nonostante l’aspetto asciutto, la torbiera nasconde zone fangose ovunque: meglio restare sul sentiero segnato.
Alla fine della prima piana si affronta il tratto più impegnativo: circa 150 metri di dislivello nel bosco, su fondo sconnesso con pietre e radici, seguendo da vicino il corso del fiume.
La salita dura una mezz’ora buona e richiede un po’ di attenzione sotto i piedi. Un’ultima cosa, da tenere a mente prima di partire: non ci sono punti di ristoro lungo il percorso.
Il Rifugio Ponti, l’unico nelle vicinanze, resta chiuso in autunno e in inverno, quindi zaino ben fornito è d’obbligo. L’itinerario è aperto tutto l’anno, ma in presenza di neve invernale è necessaria maggiore attenzione.
_Tutto quello che c’è da sapere su Predarossa
C’è una differenza tra camminare in montagna e camminare in una riserva naturale, e la Val di Mello appartiene decisamente alla seconda categoria.
Si percepisce fin dai primi passi: l’acqua è ovunque, nei torrenti, nelle cascate, nei laghetti nascosti tra roccia e vegetazione, e l’intera valle ha quella qualità unica dei luoghi ancora intatti.
Ph.: Gettyimages/Giuliano Benzin
Il percorso prende il via dalla pista ciclo-pedonale che affianca il Torrente Masino nei pressi di Visido.
Quasi subito si incontra il Sasso di Remenno, un monolite di dimensioni eccezionali, il più grande d’Europa, che anticipa la scala di tutto ciò che verrà dopo.
Si arriva quindi a San Martino e da lì si prosegue verso Ca’ Panscer, dove si trova il Laghetto del Qualido.
Si tratta di uno specchio d’acqua di formazione recente che si è già guadagnato un posto fisso tra le mete più visitate della valle.
Lasciato il piccolo nucleo di Ca’ di Carna, il sentiero conduce al Bidet della Contessa, un laghetto dal nome curioso e dall’atmosfera raccolta, prima di raggiungere Cascina Piana, ben nota tra gli appassionati di arrampicata per le sue compatte pareti di granito.
Proseguendo in direzione di Rasica il paesaggio si fa più silenzioso e boscoso, stretto tra grandi blocchi di granito sparsi nel sottobosco.
Si attraversa il Torrente Torrone e si arriva alla Cascata della Chiusa, uno degli scorci più scenografici dell’intera escursione, con uno sfondo che sembra costruito apposta per stupire.
Costeggiando poi il margine inferiore delle Placche dell’Oasi si guadagna quota con gradualità, fino a intravedere gli alpeggi dell’Alpe Pioda.
Prima di raggiungerli, un belvedere si affaccia sull’intera Val di Mello.
Le pareti di granito stringono la valle su entrambi i lati, il verde del fondovalle, l’acqua che scorre in basso, tutto insieme, in un solo colpo d’occhio.
Per il rientro si può scegliere di tornare lungo lo stesso tracciato dell’andata oppure optare per la variante che percorre il lato sinistro della valle, seguendo il sentiero lungo la sponda sinistra del Torrente Mello fino a ricongiungersi al punto di partenza.
Con i suoi 14 chilometri e un dislivello di 577 metri, l’escursione è alla portata di chi ha una minima pratica di montagna.
Si conclude comodamente nell’arco di una giornata.
_La pagina ufficiale della Riserva naturale della Val di Mello
Non tutti i sentieri della Val Masino puntano in alto.
Il Sentiero dei Ciclopi è qualcosa di diverso: un percorso orizzontale e labirintico che si insinua tra i colossali blocchi di granito sparsi nella zona del Sasso Remenno.
Si tratta del monolite più grande d’Europa, con passaggi stretti, salti di roccia, angoli nascosti e una continua sensazione di scoperta. Più che una camminata tradizionale, è un’esplorazione.
Ph: Centro della Montagna
Si parte dal parcheggio nei pressi del Sasso Remenno a Filorera, a circa 900 metri di quota, appena a sud del celebre monolite.
Il tracciato è segnalato e non presenta difficoltà tecniche sul percorso base, a patto di affrontarlo con rocce e terreno asciutti.
In poco più di un’ora si completano i 150 metri di dislivello complessivi, muovendosi tra passaggi caratteristici e scorci che cambiano continuamente, con la roccia grigia del granito come protagonista assoluta.
Chi vuole di più può spingersi sulle numerose varianti che si diramano lungo il percorso, alcune delle quali – come la digressione al canyon dei Sassi delle Capre – sono riservate a escursionisti esperti e in certi tratti richiedono l’uso della corda.
La zona di Filorera è il cuore pulsante dell’arrampicata in Val Masino.
Il Sasso Remenno è una palestra di roccia rinomata a livello internazionale, meta di climber da tutta Europa.
Ed è proprio qui, a due passi dal sentiero, che si trova il Centro della Montagna — rifugio escursionistico aperto tutti i giorni, tutto l’anno.
Le 16 camere sono pensate per chi vuole dormire in quota senza rinunciare al comfort. Il ristorante porta in tavola il meglio della cucina valtellinese.
Pizzoccheri, sciatt, bresaola, selvaggina, polenta – con una buona dose di prodotti a chilometro zero, tarassaco e ortiche compresi, raccolti direttamente nei prati della valle.
_Tutti i dettagli sul Sentiero dei Ciclopi
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